“Docenti contrastivi”, avevano ragione i sindacati sul “preside sceriffo”. Mancano solo le liste di proscrizione

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di Anselmo Penna  Orizzonte Scuola,   23.12.2015.  

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Avevano ragione i sindacati e torto la maggioranza e Governo incluso sul “preside sceriffo”.

Ha fatto andare su tutte le furie sindacati ed associazioni dei docenti la slide dell’ANP nella quale tra i benefici della riforma c’è la possibilità per i dirigenti di “avere le mani libere con i docenti contrastivi”, grazie alla chiamata diretta.

Certo, bisognerebbe comprendere cosa si intende per docente contrastivo, afferma ad esempio la UIL.

Se proprio vogliamo dirla tutta, in redazione giungono speso segnalazioni da parte di docenti che denunciano soprusi da parte dei dirigenti scolastici. Come il caso di quel dirigente di una scuola siciliana (ma l’Italia ne sarà piena) che voleva costringere i docenti ad adottare il registro elettronico senza aver fornito computer e connessione internet.

Ci chiediamo se quel dirigente così addentro alla “dematerializzazione”, tanto da aver dematerializzato anche computer e connessione internet, abbia creduto di avere davanti dei “docenti contrastivi” quando in collegio si sono riufiutati di dar seguito alle sue insistenze, con tanto di disappunto da parte sua.

La domanda in questo caso, invece, è: chi difende i docenti dai “dirigenti contrastivi”? (Nel senso che contrastano con  il buon senso)

Insomma, maggioranza e Governo avevano torto, sindacati e associazioni ragione. La classe dirigente della scuola italiana forse non è pronta (almeno non tutta) ad un aumento di potere, perché non sono in grado di gestirlo. Il massimo che sono riusciti a pensare è stato di liquidarsi quei docenti che “danno fastidio”.

E già si vede il dirigente teleonare al collega per avere notizie di tal docente che ha chiesto la mobilità: è un contrastivo?

Magari, per velocizzare le operazioni elaboreranno pure una lista nera, una lista di proscrizione in cui si potranno catalogare i docenti contrastivi e il tipo di “contrastività”.

Senza considerare il fatto che ad ogni modo il “docente contrastivo” da qualche parte sarà collocato (anche se d’ufficio), quindi in ogni caso qualche dirigente se lo troverà sul groppone. La slide, quindi, lascia il tempo che trova.

Questi sono, e i fatti parlano chiaro, i rischi di chi fa le riforme senza calarsi nella realtà di ciò che si riforma e chiudendosi in una torre d’avorio, riufiutandosi di ascoltare i suggerimenti e le richieste di chi la scuola la vive.

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“Docenti contrastivi”, avevano ragione i sindacati sul “preside sceriffo”. Mancano solo le liste di proscrizione ultima modifica: 2015-12-23T20:57:54+00:00 da Gilda Venezia

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