«Docenti contrastivi», scoppia il caso contro il corso per presidi

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di Claudia Voltattorni,  Il Corriere della Sera  23.12.2015.  

Un documento dell’Associazione nazionale presidi mette tra i vantaggi della Buona scuola il «non avere mani legate» contro certi prof. Interrogazione parlamentare  

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Roma Meno male che c’è la Buona scuola. Un vantaggio per tanti motivi. Tra questi, per esempio, di «non avere le mani legate rispetto a docenti contrastivi» come spiega alla pagina 12 il documento sul Piano dell’offerta formativa triennale realizzato dall’Associazione Nazionale presidi per spiegare le novità della legge 107 (la Buona scuola) ai dirigenti scolastici d’Italia. Una frase che ha fatto saltare sulla sedia i docenti e scatenato l’ira dei sindacati. Fino ad arrivare in Parlamento con un’interrogazione parlamentare alla ministra dell’Istruzione Stefania Giannini da parte del senatore Fabrizio Bocchino (Altra Europa).

La denuncia e l’interrogazione parlamentare

Il caso scoppia qualche giorno fa quando un gruppo di docenti, genitori e associazioni chiamato Psp-Partigiani della scuola pubblica denuncia la frase contenuta documento dell’Anp e decide di denunciarne formalmente i contenuti al Miur, minacciando di ricorrere anche alla Corte di giustizia europea se non dovesse esserci un seguito alla denuncia. «È aberrante – spiegano i Psp – l’ostilità che si vuole creare fra le parti interessate: corpo docente e dirigenza. Esprimiamo tutta la nostra indignazione e preoccupazione per le sorti della scuola pubblica che si vuole programmata alla creazione di individui seriali, acritici, utili al sistema». Per farlo, aggiungono, «serviranno educatori seriali e acritici che non contrastino le volontà di presidi e governo». E il senatore ex Cinque Stelle ora Altra Europa Fabrizio Bocchino, vicepresidente della commissione Istruzione di palazzo Madama, definisce «le affermazioni dei presidi di una gravità inaudita» e presenta un’interrogazione parlamentare alla ministra Giannini per sapere «se sia a conoscenza dell’accaduto, se non ritenga opportuno revocare qualsiasi forma di accreditoall’Anp e avviare procedure disciplinari per gli autori del documento».

«Ancora in tempo per cambiare la legge»

E pure i sindacati insorgono. Con la Uil che prima si chiede chi siano i «docenti contrastivi» «(«quelli che non condividono un pensiero, un metodo, quelli che non seguono le mode, quelli che non si adattano?» domanda il segretario Pino Turi) e poi invia a tutti i parlamentari delle commissioni Istruzione e Cultura una lettera per sottolineare «la deriva autoritaria oltremodo deleteria per un luogo di libertà e formazione come dovrebbe essere una scuola». E chiede che sulla riforma della Buona scuola «il governo si fermi: è ancora in tempo a cambiare le parti sbagliate della legge e questa collegata al ruolo dei dirigenti, è quella su cui stiamo insistendo da tempo». Proprio mercoledì i sindacati sono stati ricevuti al Miur per parlare, tra le altre cose, della mobilità dei docenti e dell’assegnazione delle cattedre decisa proprio dai dirigenti scolastici. Assente la ministra Giannini, i sindacati lamentano «le risposte evasive o inesistenti del capo di gabinetto della ministra: nessun impegno concreto – dice Domenico Pantaleo della Cgil -, siamo di fronte all’indifferenza più totale davanti alle condizioni di disagio di migliaia di lavoratori». Per un’intesa serve, aggiunge, «un approccio completamente diverso, non piccoli aggiustamenti».

«Docenti contrastivi», scoppia il caso contro il corso per presidi ultima modifica: 2015-12-23T20:33:20+00:00 da Gilda Venezia

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