Docenti, il TAR chiama in causa il MIM: nel mirino i ritardi nei pagamenti dopo le sentenze

Gilda Venezia

Di Luigi Rovelli, Scuola Informa ,14.5.2026

Il Tar Piemonte trasmette atti alla Corte dei Conti per valutare danni erariali legati ai mancati pagamenti ai docenti dopo sentenze favorevoli

Nuovo fronte giudiziario per il Ministero dell’Istruzione e del Merito sul tema del contenzioso scolastico. Il Tar del Piemonte, infatti, ha disposto la trasmissione di alcune sentenze alla Procura regionale della Corte dei Conti del Lazio affinché vengano valutati eventuali profili di danno erariale collegati alla mancata esecuzione di provvedimenti favorevoli ai docenti. Le decisioni riguardano diversi giudizi di ottemperanza promossi da insegnanti che, pur avendo già ottenuto una sentenza positiva davanti al giudice ordinario, non avrebbero ricevuto nei tempi previsti le somme riconosciute.

Tar Piemonte, sotto osservazione i ritardi del Ministero nell’esecuzione delle sentenze

I provvedimenti depositati nelle ultime settimane mettono in evidenza una situazione che, secondo i giudici amministrativi, non avrebbe carattere occasionale. Nelle sentenze il Tar parla infatti di “inerzia accertata da parte del Ministero” e richiama un fenomeno che presenterebbe “caratteri della serialità”, con numerosi ricorsi analoghi promossi dal personale scolastico. I casi esaminati riguardano soprattutto:

  • l’abusiva reiterazione dei contratti a termine;
  • il pagamento delle ferie non godute;
  • il riconoscimento di somme legate ai diritti economici dei docenti;
  • la mancata esecuzione di decisioni già passate in giudicato.

Molti insegnanti, dopo avere ottenuto il riconoscimento giudiziale dei propri diritti, sarebbero stati costretti ad avviare un nuovo procedimento davanti al Tar per ottenere concretamente il pagamento disposto dal giudice. Il giudizio di ottemperanza serve proprio a questo: garantire l’esecuzione effettiva delle sentenze quando la pubblica amministrazione non provvede spontaneamente.

Possibile danno erariale: cosa valuta la Corte dei Conti

La trasmissione degli atti alla Procura regionale della Corte dei Conti del Lazio non comporta automaticamente l’accertamento di responsabilità, ma apre una fase di verifica sui possibili effetti economici provocati dai ritardi dell’amministrazione. Secondo il Tar, infatti, la mancata esecuzione tempestiva delle sentenze può determinare ulteriori costi per lo Stato. Tra questi vengono richiamati:

  • interessi legali maturati nel tempo;
  • spese processuali aggiuntive;
  • compensi per commissari ad acta eventualmente nominati;
  • penalità di mora previste nei giudizi di ottemperanza.

Il punto centrale riguarda proprio l’aggravio di spesa pubblica generato dal ritardo nei pagamenti già riconosciuti dai tribunali. La Corte dei Conti, quindi, dovrà valutare se sussistano profili di responsabilità amministrativa connessi alla gestione del contenzioso e all’esecuzione delle sentenze.

Bonus formazione e ricorsi ripetuti: cresce il contenzioso nella scuola

Tra le questioni segnalate compare anche il tema del bonus per la formazione professionale dei docenti. Secondo quanto emerge nei procedimenti richiamati dal Tar, diversi insegnanti, pur dopo avere ottenuto decisioni favorevoli, sarebbero costretti a intraprendere ulteriori azioni giudiziarie per ricevere concretamente le somme spettanti. Una dinamica che rischia di produrre un doppio effetto: da una parte, un aumento del numero di ricorsi davanti ai tribunali amministrativi; dall’altra, un incremento dei costi sostenuti dall’amministrazione scolastica.

Negli ultimi anni il contenzioso nella scuola ha interessato numerosi ambiti: precariatoCarta docenteferie non godutericostruzione di carriera e riconoscimento del servizio pre-ruolo. In molte situazioni, le pronunce favorevoli ai lavoratori hanno poi richiesto ulteriori passaggi giudiziari per essere eseguite. Il Tar Piemonte, nelle decisioni depositate, sembra evidenziare proprio questo aspetto: il problema non riguarderebbe soltanto l’esito delle cause, ma anche la fase successiva dell’esecuzione concreta dei provvedimenti.

La decisione di coinvolgere la Corte dei Conti segnala un’attenzione crescente verso le conseguenze economiche del mancato rispetto delle sentenze da parte delle amministrazioni pubbliche. Per i docenti interessati, il ricorso al giudizio di ottemperanza rappresenta spesso l’unico strumento per ottenere il pagamento delle somme già riconosciute in sede giudiziaria. Resta ora da capire quali saranno le valutazioni della magistratura contabile e se emergeranno indicazioni destinate a incidere sulla gestione futura del contenzioso scolastico da parte del Ministero dell’Istruzione e del Merito.

Docenti, il TAR chiama in causa il MIM: nel mirino i ritardi nei pagamenti dopo le sentenze ultima modifica: 2026-05-18T09:33:45+02:00 da
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