Edilizia scolastica, metà degli edifici in Italia senza certificato di agibilità

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di Andrea Carli, Il Sole 24 Ore, 15.10.2021.

L’XXI rapporto di Ecosistema Scuola: restano troppo pochi al Sud i servizi legati al servizio mensa, al trasporto scolastico e al tempo pieno, quest’ultimo attivo solo nel 16% delle scuole.

I punti chiave

  • Il gap sugli interventi urgenti
  • Il divario sul piano dei servizi
  • Strutture vetuste e poco sostenibili
  • Nel 2020 realizzate 788 nuove aule
  • Il 40% degli edifici scolastici non ha il servizio mensa
  • Legambiente: priorità a messa in sicurezza degli edifici in area sismica 1 e 2
Un patrimonio edilizio scolastico vetusto e poco sostenibile, con la metà degli edifici privo del certificato di agibilità. Una scuola che in Italia scorre su un doppio binario, su un percorso che in un caso è in salita, nell’altro in discesa. Due le velocità: più lenta al Sud, più sostenuta al Nord. Resta dunque considerevole il divario tra le scuole del Centro Nord e quelle del Sud e delle Isole sul fronte dell’edilizia scolastica e dei servizi. È la scuola raccontata dal XXI rapporto di Ecosistema Scuola (dati 2020), l’indagine di Legambiente sulla qualità dell’edilizia scolastica e dei servizi, che fa il punto sullo stato di salute di 7.037 edifici scolastici di 98 capoluoghi di provincia, frequentati da oltre 1,4 milioni di studenti.

Un’indagine per fare il punto a pochi giorni dall’annuncio del ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi sulla ripartizione dei fondi del Pnrr previsti per questo settore (17 miliardi di euro, di cui 5 miliardi in arrivo entro novembre). Insomma, troppe ancora le emergenze strutturali da affrontare e le disuguaglianze da colmare, complice anche la pandemia che ha aumentato le disparità, la dispersione scolastica e il disagio sociale.

Il gap sugli interventi urgenti

Nel 2020 i comuni del Centro-Nord in media dichiarano di avere necessità di interventi urgenti in poco più del 36% di scuole, contro quelli del Sud e delle Isole che li richiedono per quasi il 56% degli edifici, che per di più sono in area sismica 1 e 2 nel 74% dei casi, ben trenta punti percentuali sopra la media nazionale (44%).

Il divario sul piano dei servizi

Il divario tra “le due Italie” emerge anche sul fronte dei principali servizi, predominanti al Centro-Nord rispetto al Sud-Isole. Qualche dato può dare l’idea. Classi a tempo pieno: 43% nelle scuole del Centro-Nord contro il 16% del Sud-Isole. Servizio mensa: 65,5% contro 47,9%. Servizio scuolabus: nel 29% degli istituti rispetto al 13,6%. Ancora troppo basse le pratiche che consentono i percorsi casa-scuola in autonomia e sicurezza: il servizio di pedibus è presente nella Penisola nel 5% delle scuole, in gran parte concentrato nelle regioni settentrionali, così come il servizio di bicibus presente esclusivamente nello 0,2% delle scuole del Nord. Per quanto riguarda gli edifici presenti in strade scolastiche, il 10,8 % si concentra al Nord, il 5,3% al Centro contro il 4,1% del Sud e lo 0,0% delle isole; altro dato riguarda gli edifici posti in Zone 30, il 16,4% si trova al Nord, il 9,3% al Centro mentre il 20% si concentra al Sud e lo 0,0% nelle isole.

Strutture vetuste e poco sostenibili

È un patrimonio edilizio scolastico vetusto e poco sostenibile. Nella Penisola un edificio su due non dispone ancora del certificato di collaudo statico (46,8%), di agibilità (49,9%), prevenzione incendi (43,9%). Sale al 41% la percentuale degli edifici che necessitano di manutenzione urgente contro il 29,2% del 2019. Pochissimi i nuovi edifici costruiti con criteri di bioedilizia, sono lo 0,9%. Appena 387 quelli classificati in classe energetica A.

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Edilizia scolastica, metà degli edifici in Italia senza certificato di agibilità ultima modifica: 2021-10-15T06:21:50+02:00 da Gilda Venezia
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