di Alessandro Giuliani, La Tecnica della scuola, 21.11.2025.
Educazione sessuale a scuola, Nordio: “Va bene ma bisogna vedere se gli educatori, per esempio alla primaria, sono preparati. il maschio non accetta parità, il suo codice genetico fa resistenza”. Boldrini: falso, sono radici culturali.
Si discute ancora di educazione sessuale e affettiva a scuola. Oggi, 21 novembre, le parole della ministra per la Famiglia le Pari Opportunità, Eugenia Roccellahanno fatto scalpore. Ecco cosa ha detto: “L’educazione sessuale non fa calare i femminicidi. Possiamo parlare di educazione sessuo-affettiva, ma lateralmente. Se vediamo i Paesi dove da molti anni è un fatto assodato, come per esempio la Svezia, notiamo che non c’è correlazione con la diminuzione di femminicidi”.
Hanno fatto clamore le dichiarazioni sulla violenza contro le donne rilasciate dai ministri Nordio e Roccella: durante la Conferenza internazionale contro il femminicidio, il ministro della Giustizia Carlo Nordio ha detto, tra le altre cose, che “il maschio non accetta la parità, il suo codice genetico fa resistenza”.
Nordio: nel suo subconscio l’uomo trova sempre resistenza
“Se andiamo a guardare la storia dell’umanità, vediamo che purtroppo, salvo rare eccezioni, è un continuo dominio maschile”, ha sottolineato Nordio aggiungendo che “tutto questo ha comportato una sedimentazione anche nella mentalità dell’uomo, intendo proprio del maschio, che è difficile da rimuovere perché è una sedimentazione che si è formata in millenni di sopraffazione, di superiorità. Quindi anche se oggi l’uomo accetta, e deve accettare, questa assoluta parità formale e sostanziale nei confronti della donna, nel suo subconscio, nel suo codice genetico trova sempre una certa resistenza”.
Tra i commenti contrariati al pensiero del ministro Nordio, spicca quello di Laura Boldrini deputata Pd e presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo: “Alla vigilia del 25 novembre – dice Boldrini – il ministro Nordio pensa bene di spiegarci che la violenza degli uomini sulle donne è una questione iscritta nel DNA maschile. Chissà come l’hanno presa tutti quelli che all’indomani di un femminicidio si premurano di specificare che “non tutti gli uomini” sono violenti”.
Secondo la dem, ex presidente della Camera, quella di Nordio è “un’affermazione non solo grave, quella del ministro, ma anche falsa. Buona solo a ignorare la complessità del fenomeno che, come dimostrano decine di studi, ha radici culturali profonde, non biologiche”.
Secondo Boldrini, poi “Nordio si contraddice sostenendo che per combattere la violenza degli uomini sulle donne serve la prevenzione sul piano culturale. E su questo siamo d’accordo. Ma allora deve spiegarlo al suo collega Valditara e alla sua collega Roccella che invece continuano a non volere vedere il nesso tra educazione al rispetto e violenza degli uomini contro le donne. E per questo non vogliono introdurre l’educazione all’affettività e alla sessualità fin dai primi anni di scuola”.
In realtà, conclude Boldrini, “la violenza si combatte con misure di prevenzione, con l’educazione, la formazione e investendo le risorse necessarie a dare una risposta adeguata a questa piaga sociale. Tutto quello che non abbiamo ancora visto da questo governo”.
Educazione sessuale a scuola, le parole di Nordio fanno discutere
Queste dichiarazioni sono state pronunciate alla Conferenza internazionale di alto livello contro il femminicidio organizzata dal dicastero di Roccella in collaborazione con l’OSCE – Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa, a cui ha partecipato anche il ministro della Giustizia Carlo Nordio.
Quest’ultimo dapprima ha affermato che “Il codice genetico dell’uomo non accetta la parità”. Poi ha rincarato la dose, come riporta Open da Agenzia Vista: “Va bene intervenire con l’educazione nelle scuole, ma bisogna vedere se gli educatori, per esempio alle elementari, sono sufficientemente preparati. Il rispetto delle regole però deve avvenire prima di tutto in famiglia, è lì il primo luogo in cui i bambini apprendono l’approccio nei confronti delle regole. È necessario intervenire con le leggi, con le leggi penali e la repressione, ma è soprattutto necessario intervenire con l’educazione”.
Il guardasigilli aveva detto la sua sul tema qualche settimana fa: “Riteniamo che questa educazione debba avvenire in famiglia e si dà con l’esempio del rispetto verso l’altro, indipendentemente dal sesso, dalla religione e da qualunque differenza”.
“L’educazione sessuale nelle scuole se venisse inserita in modo settoriale rischia di fare la stessa fine dell’insegnamento dell’educazione civica”, ha aggiunto.
Educazione sessuale, consenso informato: il dietro front e la bagarre
Nel frattempo l’11 novembre la Lega alla Camera ha depositato un emendamento sull’educazione alla sessualità a scuola, parzialmente correttivo rispetto al testo approvato in commissione. Cade il “divieto” di fare attività di educazione sessuale con esterni nelle scuole medie, che vengono in tal modo equiparate alle superiori, dove si richiede per tali attività il consenso dei genitori che dovranno conoscere temi e materiale didattico.
Valditara, in aula, ha affermato, ad alta voce: “È stato detto che con questo disegno di legge impediremmo l’educazione sessuale e affettiva nelle scuole, di informare i nostri giovani sui rischi delle malattia sessualmente trasmesse, è falso. È stato sfruttato un tema così delicato come quello dei femminicidi, sono indignato che abbiate detto che questa legge impedisca la lotta contro i femminicidi, vergognatevi, tutto questo non c’è in questa legge”.
Da qui la bagarre, con molti parlamentari che si sono alzati in piedi e la presidente di turno Anna Ascani che li ha richiamati più volte al silenzio. Valditara ha rivendicato “l’educazione alle relazioni, al rispetto e all’empatia, la vera affettività, il contrasto alla violenza di genere” svolta a scuola proprio per volontà del governo, scatenando urla e proteste.
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Educazione sessuale, Nordio: gli educatori alla primaria sono preparati? ultima modifica: 2025-11-22T06:10:59+01:00 da
