Esame di maturità: ultime sentenze

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La legge per tutti, 25.4.2021.

Esame di Stato conclusivo del secondo ciclo di istruzione secondaria; trasmissione all’esterno della traccia del compito con il telefono cellulare; motivazione dei giudizi di non maturità; esclusione dalle prove dello studente più volte richiamato a non fare uso di cellulare.

Gilda Venezia

Indice

  • 1 Esame di maturità: sindacabilità del voto
  • 2 L’ammissione con riserva all’esame di maturità
  • 3 L’esclusione dall’esame di maturità
  • 4 Superamento degli esami di maturità
  • 5 Omesso conferimento della lode all’esame di maturità
  • 6 Prove scritte dell’esame di maturità e uso del cellulare
  • 7 Giudizio di non ammissione all’esame di maturità
  • 8 Inidoneità dello studente all’esito delle prove dell’esame di maturità
  • 9 Quantificazione dei crediti scolastici
  • 10 Provvedimento relativo all’ammissione all’esame di maturità
  • 11 Diploma di istruzione secondaria di secondo grado
  • 12 Carattere individuale e non comparativo dell’esame di maturità
  • 13 Esame di Stato e uso del cellulare
  • 14 Diniego di ammissione all’esame di Stato
  • 15 Diploma di istruzione secondaria superiore
  • 16 Superamento degli esami di maturità: il giudizio negativo del consiglio di classe
  • 17 Studentessa non promossa all’esame di maturità
  • 18 Corso di studio d’istruzione secondaria superiore
  • 19 Diploma di durata triennale rilasciato da istituto professionale
  • 20 Esame di Stato conclusivo del corso di studio d’istruzione secondaria superiore
  • 21 Ammissione ai concorsi a posti di pubblico impiego
  • 22 Rendimento del candidato

Esame di maturità: sindacabilità del voto

Il fatto che il voto dell’esame di maturità sia atto di esercizio di discrezionalità tecnica non significa che sia atto sottratto al sindacato di legittimità del Giudice amministrativo; tale sindacato, peraltro, non può spingersi sino alla sostituzione della valutazione giudiziale a quella della Amministrazione procedente, ma deve limitarsi al rilievo e alla sanzione, ove sussistenti, di gravi errori di fatto, di palesi travisamenti della situazione concreta, di manifeste illogicità o irragionevolezze nella determinazione.

T.A.R. Perugia, (Umbria) sez. I, 08/01/2021, n.4

L’ammissione con riserva all’esame di maturità

L’esame di maturità al quale il candidato è stato ammesso con riserva, dopo l’accoglimento della domanda di sospensione proposta con il ricorso contro il giudizio di non ammissione, determina un esame globale del candidato medesimo, comprensivo dei giudizi negativi espressi dal giudizio di ammissione e va, quindi, configurato come favorevole sopravvenienza al ricorrente tale da far venire meno il suo interesse all’impugnativa proposta.

T.A.R. Milano, (Lombardia) sez. III, 07/10/2020, n.1819

L’esclusione dall’esame di maturità

È illegittimo il verbale delle operazioni relative allo svolgimento della seconda prova scritta redatto dalla commissione costituita per lo svolgimento dell’esame di Stato conclusivo del secondo ciclo di istruzione secondaria nella parte in cui dispone l’esclusione dell’esaminato da tutte le prove senza la prova certa che lo stesso abbia effettuato la trasmissione all’esterno della traccia del compito dal suo telefono cellulare.

T.A.R. Latina, (Lazio) sez. I, 11/12/2019, n.723

Superamento degli esami di maturità

Il superamento degli esami di maturità assorbe il giudizio negativo di idoneità espresso dal Consiglio di classe, sospeso in sede giurisdizionale con l’ammissione con riserva del candidato agli esami stessi, atteso che l’esame di maturità ha comportato una valutazione globale dello studente, con l’apprezzamento anche del curriculum di questi, ivi inclusi i giudizi negativi manifestati dallo stesso Consiglio di classe nella fase prodromica; pertanto, la Commissione d’esame, discostandosi dal giudizio di non ammissione, supera ogni diversa valutazione circa la maturità del candidato in questione.

T.A.R. Napoli, (Campania) sez. IV, 17/10/2019, n.4972

Omesso conferimento della lode all’esame di maturità

Dall’art. 18, comma 6, d.lg. n. 62/2017 — in base al quale « La Commissione all’unanimità può motivatamente attribuire la lode… » — emerge che l’onere motivazionale è previsto laddove l’organo esaminatore si determini ad attribuire al candidato la nota di merito e non anche nel caso contrario.

Tuttavia, in presenza dei requisiti che legittimano l’esercizio del potere discrezionale della Commissione, nonché a fronte dell’eccellente percorso di studi del ricorrente, l’omesso conferimento della lode — in assenza di un’esternazione delle ragioni sottese — si palesa illegittimo e lesivo dell’art. 3 l. n. 241/1990.

La necessità che la Commissione giustifichi — in termini simmetrici all’ipotesi del conferimento — la scelta di non assegnare la lode a candidati che, come il ricorrente, si siano distinti per un rendimento eccellente e costante, è ontologicamente correlata alla missione formativa e di istruzione ascritta ex lege all’amministrazione scolastica, poiché consente al giovane studente di acquisire una visione consapevole e critica -in perfetta coerenza con la funzione dell’esame di maturità — della decisione assunta dai docenti.

T.A.R. Catanzaro, (Calabria) sez. II, 13/11/2019, n.1892

Prove scritte dell’esame di maturità e uso del cellulare

E’ legittima la sanzione dell’esclusione dalle prove di esame di maturità (nella specie, di studente più volte richiamato a non fare uso di cellulare), purchè la relativa applicazione venga motivata dalla Commissione d’esame

T.A.R. Lecce, (Puglia) sez. II, 25/07/2019, n.1353

Giudizio di non ammissione all’esame di maturità

In tema di equa riparazione, la presunzione del danno non patrimoniale conseguente all’accertata violazione del diritto alla ragionevole durata del processo, di cui all’art. 6 della CEDU, può essere superata qualora il giudice ravvisi nel caso concreto la ricorrenza di peculiari circostanze attinenti al giudizio presupposto, idonee a escludere la configurabilità di qualsivoglia patimento o stress ricollegabili all’irragionevole protrarsi del giudizio, trattandosi di valutazione discrezionale, sottratta al sindacato di legittimità se sorretta da adeguata motivazione.

(In applicazione del predetto principio, la S.C. ha cassato la sentenza della corte d’appello che aveva riconosciuto presuntivamente il danno non patrimonialeconseguente all’accertata irragionevole durata di un processo amministrativo, omettendo di considerare che il ricorrente, che aveva impugnato il giudizio di non ammissione all’esame di maturità, ma che era stato ammesso in via cautelare a sostenerlo, lo aveva poi superato conseguendo il relativo diploma, il che aveva determinato l’improcedibilità del ricorso per carenza di interesse).

Cassazione civile sez. II, 09/04/2019, n.9919

Inidoneità dello studente all’esito delle prove dell’esame di maturità

Secondo l’insegnamento giurisprudenziale maturato con riferimento alla mancata ammissione alla classe successiva — i cui principi ben sono suscettibili di sovrapponibilità ermeneutica con riferimento alla dedotta fattispecie contenziosa relativa al giudizio di non idoneità emesso all’esito delle previste prove dell’esame di maturità del liceo classico — sulla legittimità del giudizio finale espresso in sede di valutazione per l’ammissione alla classe successiva non possono incidere la mancata attivazione nel corso dell’anno scolastico delle iniziative di sostegno concretatesi in appositi corsi di recupero, la quale non ha alcuna influenza sul giudizio che il consiglio di classe è chiamato ad esprimere in sede di scrutinio finale, atteso che le eventuali disfunzioni organizzative verificatesi nel corso dell’anno scolastico non sono di per sé sufficienti a giustificare o modificare l’esito negativo delle prove di esame ed atteso che il giudizio di non ammissione di un alunno alla classe superiore si basa esclusivamente sulla constatazione sia dell’insufficiente preparazione dello studente, sia dell’incompleta maturazione personale, ritenute necessarie per accedere alla successiva fase di studi.

T.A.R. Bari, (Puglia) sez. II, 09/12/2019, n.1628

Quantificazione dei crediti scolastici

Pur se la determinazione dei crediti scolastici mira alla attribuzione di punteggi precostituiti ed aggiuntivi rispetto a quelli conseguiti con lo svolgimento dell’esame di maturità, gli organi scolastici restano titolari di un’ampia discrezionalità tecnica circa la loro quantificazione. Pertanto, la commissione ben può valutare se nella specie una determinata esperienza non debba dar luogo ad alcun punteggio aggiuntivo, in considerazione delle circostanze del caso.

T.A.R. Reggio Calabria, (Calabria) sez. I, 12/01/2018, n.14

Provvedimento relativo all’ammissione all’esame di maturità

La valutazione del Consiglio di Classe in ordine all’ammissione o meno dello studente all’esame di maturità rappresenta l’espressione di una discrezionalità di carattere tecnico, potendo pertanto il Giudice Amministrativo annullare il relativo provvedimento solo in presenza di violazione di legge, incompetenza e, per quanto concerne l’eccesso di potere, limitatamente alle ipotesi di manifesta e grave irragionevolezza, illogicità, mancanza di motivazione o travisamento di fatti.

T.A.R. Lecce, (Puglia) sez. II, 26/09/2018, n.1355

Diploma di istruzione secondaria di secondo grado

Ai fini dell’accesso all’impiego presso p.a. in posti di qualifica assimilabile all’ex carriera di concetto, per diploma di istruzione secondaria di secondo grado, non s’intende il diploma rilasciato da qualsiasi istituto o scuola secondaria di secondo grado, cui si acceda dopo un corso di studi secondari di primo grado, ma solo quello che si conclude, a seguito di un corso di studi di durata quinquennale, con un esame di maturità o di abilitazione che consente l’accesso agli studi universitari o abilita all’esercizio di una professione; ne consegue che non ogni titolo rilasciato da una scuola secondaria di secondo grado è equipollente al diploma di abilitazione (o maturità), rilasciato a chiusura dei corsi di scuola secondaria di secondo grado di durata quinquennale, e che quest’ultimo soltanto è valido, quale diploma di istruzione secondaria di secondo grado, per l’accesso ai corsi di laurea universitari ed alle carriere di concetto presso una p.a.

T.A.R. Ancona, (Marche) sez. I, 13/02/2017, n.123

Carattere individuale e non comparativo dell’esame di maturità

L’esame di maturità ha carattere individuale e non comparativo e non prevede un numero chiuso di possibili vincitori, con la conseguenza che è irrilevante il livello di preparazione degli altri candidati che lo hanno superato.

T.A.R. Milano, (Lombardia) sez. III, 05/06/2017, n.1235

Esame di Stato e uso del cellulare

L’art. 12, comma 5, o.m. n. 37 del 2014 fa divieto ai candidati negli esami di Stato delle scuole superiori (Liceo) di utilizzare durante l’effettuazione delle prove scritte telefoni cellulari di qualsiasi tipo, a pena di “esclusione da tutte le prove”. Tale misura espulsiva, una volta applicata, è assorbente e preclude in radice l’accesso del candidato alla valutazione delle prove, con conseguente legittimità della mancata valutazione, da parte della Commissione esaminatrice, delle prove svolte dal candidato precedenti a quella illegittimamente svolta con l’ausilio del cellulare.

La Commissione esaminatrice ha cioè omesso legittimamente la propria valutazione sui tre elaborati che la parte ricorrente aveva completato nel corso della terza prova scritta, ostando a tale valutazione il mancato completamento del quarto elaborato (quello che lo studente aveva tentato di completare con l’ausilio del telefono cellulare) e la conseguente esclusione dalle prove.

T.A.R. Firenze, (Toscana) sez. I, 04/04/2017, n.515

Diniego di ammissione all’esame di Stato

Il diniego di ammissione all’esame di Stato conclusivo del ciclo della scuola secondaria superiore è atto autonomamente lesivo e idoneo a escludere qualsiasi interesse alla decisione in merito all’illegittimità del precedente provvedimento di sospensione dalla frequenza scolastica. Il ricorso originario va dichiarato improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse a ricorrere.

T.A.R. Milano, (Lombardia) sez. III, 04/11/2016, n.2022

Diploma di istruzione secondaria superiore

Ai sensi del combinato disposto degli artt. 191 e 195, d.lgs. 16 aprile 1994, n. 297, ai fini dell’ammissione ai concorsi a posti di pubblico impiego, il diploma rilasciato da un istituto professionale di durata triennale (o anche biennale) non può essere inteso quale diploma di istruzione secondaria superiore, in quanto esso ha valore legale nei limiti previsti, in particolare, dall’art. 195, comma 2 cit., tant’è che dà diritto a particolare valutazione nei concorsi, per soli titoli e per titoli ed esami, per l’assunzione nei ruoli di carattere tecnico ai quali si accede con il possesso di licenza di scuola secondaria di primo grado, ma non è assimilabile in alcun caso al diploma di maturità quale esame di Stato conclusivo del corso di studio d’istruzione secondaria superiore da sostenere al termine dei corsi integrativi previsti dall’art. 191, comma 6, d.lgs. n. 297/1994 cit.

Consiglio di Stato sez. VI, 18/10/2016, n.4360

Superamento degli esami di maturità: il giudizio negativo del consiglio di classe

Il superamento degli esami di maturità assorbe il giudizio negativo di idoneità espresso dal Consiglio di classe, sospeso in sede giurisdizionale con l’ammissione con riserva del candidato agli esami stessi, atteso l’esame di maturità, pur vertendo (all’epoca del giudizio) su di un numero di materie più limitato di quelle prese in considerazione dal Consiglio di classe, ha comportato ugualmente una valutazione globale dello studente, con l’apprezzamento anche del curriculum di questi, ivi inclusi i giudizi negativi manifestati dallo stesso Consiglio di classe nella fase prodromica; pertanto la Commissione d’esame, discostandosi dal giudizio di non ammissione, supera ogni diversa valutazione circa la maturità del candidato in questione.

T.A.R. Torino, (Piemonte) sez. II, 19/05/2016, n.713

Studentessa non promossa all’esame di maturità

La studentessa, non promossa all’esame di maturità, non avendo correttamente attivato il percorso necessario per ottenere che in sede di esame di stato le fossero riservate misure specifiche per la patologia dislessica di cui è affetta, non può dolersi della mancata attivazione di tali misure; né rileva che i suoi insegnanti abbiano eventualmente ritenuto comunque di agevolarla o che il curriculum non fosse particolarmente negativo, essendo ai fini dell’esame di stato indubbiamente determinante la prova stessa.

T.A.R. Torino, (Piemonte) sez. II, 24/11/2016, n.1454

Corso di studio d’istruzione secondaria superiore

Per diploma d’istruzione secondaria di secondo grado non s’intende il diploma rilasciato da qualsiasi scuola cui si acceda dopo un corso di studi medi inferiori, ma solo quello che si conclude con un esame di maturità o di abilitazione che consente l’accesso agli studi universitari o abilita all’esercizio di una professione; ai sensi del combinato disposto degli art. 191 e 195, d.lg. 16 aprile 1994 n. 297, ai fini dell’ammissione ai concorsi a posti di pubblico impiego il diploma rilasciato da un istituto professionale di durata triennale non può essere inteso quale diploma di istruzione secondaria superiore, in quanto esso ha valore legale nei limiti previsti in particolare dal succitato art. 195, comma 2, tant’è che dà diritto a particolare valutazione nei concorsi, per soli titoli e per titoli ed esami, per l’assunzione nei ruoli di carattere tecnico ai quali si accede con il possesso di licenza di scuola secondaria di primo grado, né è assimilabile in alcun caso al diploma di maturità professionale, definito dall’art. 1 comma 1, l. 10 dicembre 1997 n. 425, quale esame di Stato conclusivo del corso di studio d’istruzione secondaria superiore da sostenere al termine dei corsi integrativi.

Consiglio di Stato sez. V, 03/02/2015, n.507

Diploma di durata triennale rilasciato da istituto professionale

Ai sensi del combinato disposto degli artt. 191 e 195, d.lg. 16 aprile 1994, n. 297, ai fini dell’ammissione ai concorsi a posti di pubblico impiego il diploma rilasciato da un istituto professionale di durata triennale non può essere inteso quale diploma di istruzione secondaria superiore, in quanto esso ha valore legale nei limiti previsti, in particolare, dal cit. art. 195, comma 2, tant’è che dà diritto a particolare valutazione nei concorsi, per soli titoli e per titoli ed esami, per l’assunzione nei ruoli di carattere tecnico ai quali si accede con il possesso di licenza di scuola secondaria di primo grado, ma non è assimilabile in alcun caso al diploma di maturità professionale, definito dall’art. 1 comma 1, l. 10 dicembre 1997, n. 425, quale esame di Stato conclusivo del corso di studio d’istruzione secondaria superiore da sostenere al termine dei corsi integrativi; ne consegue che non ogni titolo rilasciato da una scuola secondaria di secondo grado è equipollente al diploma di abilitazione (o maturità), rilasciato a chiusura dei corsi di scuola secondaria di secondo grado di durata quinquennale, e che quest’ultimo soltanto è valido, quale diploma di istruzione secondaria di secondo grado, per l’accesso ai corsi di laurea universitari ed alle carriere di concetto presso una Pubblica Amministrazione.

Consiglio di Stato sez. V, 08/06/2015, n.2804

Esame di Stato conclusivo del corso di studio d’istruzione secondaria superiore

Ai sensi del combinato disposto degli artt. 191 e 195, d.lg. 16 aprile 1994 n. 297 e ai fini dell’ammissione ai concorsi a posti di pubblico impiego il diploma rilasciato da un istituto professionale di durata triennale non può essere inteso quale diploma d’istruzione secondaria superiore, in quanto esso, nella misura in cui è conseguito solo in esito ad un corso triennale di studi, ha valore legale nei limiti previsti in particolare dal succitato art. 195, comma 2, tant’è che dà diritto a particolare valutazione nei concorsi, per soli titoli e per titoli ed esami, per l’assunzione nei ruoli di carattere tecnico ai quali si accede con il possesso di licenza di scuola secondaria di primo grado, né è assimilabile in alcun caso al diploma di maturità professionale, definito dall’art. 1 comma 1, l.10 dicembre 1997, n. 425, quale esame di Stato conclusivo del corso di studio d’istruzione secondaria superiore da sostenere al termine dei corsi integrativi.

Consiglio di Stato sez. V, 09/10/2013, n.4961

Ammissione ai concorsi a posti di pubblico impiego

Ai sensi del combinato disposto degli artt. 191 e 195, d.lg. 16 aprile 1994 n. 297 e ai fini dell’ammissione ai concorsi a posti di pubblico impiego il diploma rilasciato da un istituto professionale di durata triennale non può essere inteso quale diploma d’istruzione secondaria superiore, in quanto esso, nella misura in cui è conseguito solo in esito ad un corso triennale di studi, ha valore legale nei limiti previsti in particolare dal succitato art. 195, comma 2, tant’è che dà diritto a particolare valutazione nei concorsi, per soli titoli e per titoli ed esami, per l’assunzione nei ruoli di carattere tecnico ai quali si accede con il possesso di licenza di scuola secondaria di primo grado, né è assimilabile in alcun caso al diploma di maturità professionale, definito dall’art. 1 comma 1, l.10 dicembre 1997, n. 425, quale esame di Stato conclusivo del corso di studio d’istruzione secondaria superiore da sostenere al termine dei corsi integrativi.

Consiglio di Stato sez. V, 09/10/2013, n.4961

Rendimento del candidato

I requisiti richiesti dall’art. 3 d.P.R. 23 luglio 1998 n. 323, ai fini della qualifica di candidato esterno negli esami di Stato (conclusivi dei corsi di studio di istruzione secondaria superiore), possono configurarsi in concreto solo alternativamente e non cumulativamente stante la loro oggettiva eterogeneità; inoltre, alcuna norma impone che gli esami di Stato, da parte dei candidati esterni, debbano essere svolti presso la stessa scuola di appartenenza, cioè presso quella che avevano frequentato prima di ritirarsi dalle lezioni, potendo invece scegliere di partecipare alle prove da espletarsi anche presso un diverso Istituto scolastico; comunque, spetta al Consiglio di classe di esprimere le proprie valutazioni circa il rendimento del candidato nel corso dell’esame di ammissione previsto per i candidati esterni, e non alla Commissione esaminatrice che è invece chiamata a verificare la preparazione dei maturandi a seguito delle prescritte prove.

T.A.R. Salerno, (Campania) sez. I, 14/10/2004, n.1930

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Esame di maturità: ultime sentenze ultima modifica: 2021-04-25T21:00:15+02:00 da Gilda Venezia
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