ESAME DI STATO: c’è anche il curriculum dello studente da compilare. Esempio di ulteriore inutile burocrazia ministeriale.

Gilda Venezia

dalla Gilda degli insegnanti di Venezia, 8.4.2021.

Questa produzione di carte anche virtuali non ha nulla a che vedere con la valutazione seria dell’andamento scolastico degli studenti.

Gilda Venezia

Novità dell’esame di stato della secondaria di secondo grado di quest’anno è la compilazione a cura dei consigli di classe del “curriculum dello studente” ( vedi  nota 2 aprile 2021 DGOSVI prot. 7116).

Come è noto l’esame di maturità quest’anno si svolgerà con unica prova riguardante un colloquio, che prenderà avvio dalla discussione di un elaborato concernente le discipline caratterizzanti l’indirizzo di studi “integrato, in una prospettiva multidisciplinare, dagli apporti di altre discipline o competenze individuali presenti nel Curriculum dello studente” (art. 18, c. 1, lett. a).

In sede di riunione preliminare, oltre al Documento del Consiglio di classe e ad altri documenti, ogni sottocommissione esaminerà per quanto riguarda gli studenti “la documentazione relativa al percorso scolastico degli stessi al fine dello svolgimento del colloquio” (art. 16, c. 6), sostanzialmente rinvenibile nel Curriculum. Il ruolo del Curriculum nella prova d’esame è evidenziato anche nell’art. 17, c. 4 della O.M., laddove si afferma che nella conduzione del colloquio la sottocommissione “tiene conto delle informazioni contenute nel Curriculum dello studente”, che illustrano quel “percorso didattico effettivamente svolto (…) al fine di considerare le metodologie adottate, i progetti e le esperienze realizzati, con riguardo anche alle iniziative di individualizzazione e personalizzazione eventualmente intraprese nel percorso di studi” (art. 17 c. 3) che funge da guida  nella predisposizione e nell’assegnazione dei materiali che i candidati devono analizzare.

Il Curriculum si compone di tre parti: le prime due, “Istruzione e formazione” e “Certificazioni”, sono precompilate con le informazioni presenti nel sistema informativo del Ministero, mentre la terza (“Attività extrascolastiche”) è a totale cura degli studenti. Nella prima parte, in cui può intervenire per eventuali integrazioni solo la scuola, sono riportate le informazioni sul percorso scolastico dello studente relative al piano di studi, al titolo di studio conseguito, ai PCTO svolti, ad eventuali altri titoli posseduti, ad altre esperienze svolte in ambito formale.  Nella seconda parte sono presenti le certificazioni linguistiche, informatiche o di altro tipo conseguite dallo studente, mentre nella terza sono riportate le informazioni inserite dagli studenti e relative alle attività extrascolastiche svolte in ambito professionale, sportivo, musicale, culturale e artistico, di cittadinanza attiva e di volontariato.

In concreto il curriculum, già ipotizzato da Moratti e Gelmini, rappresenta un ulteriore documento a disposizione delle commissioni che deve essere predisposto dalla scuola (consigli di classe e segreteria allievi) ed è sintesi di documentazione già in gran parte in possesso della scuola per la determinazione dei crediti per l’esame. Si tratta in ogni caso di lavoro aggiuntivo a carico dei docenti, si tratta di un documento che imporrebbe alla commissione di preordinare il colloqui partendo dai suoi contenuti (si pensi all’importanza attribuita al PCTO).

L’ideologia neoliberista del curriculum nell’epoca Moratti-Gelmini era quella di redigere per ogni studente una sorta di passaporto per la professione futura o per l’orientamento negli studi post-diploma. Il tutto nell’ipotesi della scomparsa della validità legale del titolo di studio con la sua sostituzione con certificazioni sull’andamento generale degli studi e sulle varie “competenze” (certificate o certificabili) spendibili nel mercato del lavoro e delle università.

La Gilda degli Insegnanti di Venezia ribadisce che tutta questa produzione di carte anche virtuali non ha nulla a che vedere con la valutazione seria dell’andamento scolastico degli studenti e conferma la sua preoccupazione circa le tante spinte, ora occulta, per l’eliminazione del valore legale del titolo di studio.

Speravamo in una deburocratizzazione del lavoro dei docenti dopo tante promesse del governo dell’innovazione e della semplificazione amministrativa. Ci siamo sbagliati?

Gilda degli insegnanti di Venezia

 

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ESAME DI STATO: c’è anche il curriculum dello studente da compilare. Esempio di ulteriore inutile burocrazia ministeriale. ultima modifica: 2021-04-08T04:39:00+02:00 da Gilda Venezia
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