Appello per una redistribuzione equa delle risorse.
Fondi ministeriali ancora una volta distribuiti in modo squilibrato, con la scuola che si ritrova a ricevere una quota marginale rispetto agli altri comparti della pubblica amministrazione.
Il DPCM del 15 aprile 2025 ha stanziato 153.836.000 euro annui per incrementare il trattamento accessorio del personale delle aree professionali dei Ministeri e della Presidenza del Consiglio, ma la quota destinata al Ministero dell’Istruzione ammonta a soli 1.778.000 euro. Una cifra che, secondo la Gilda degli Insegnanti, risulta “non proporzionata rispetto al numero degli addetti” e “indecente se si pensa al ruolo cruciale che ha oggi la Scuola per la società e per il futuro del nostro Paese”.
Un comparto sempre più marginalizzato
La denuncia arriva dal coordinatore nazionale della Gilda, Vito Carlo Castellana, che definisce l’intervento “avvilente” e sottolinea come la ripartizione dei fondi rappresenti “l’ennesima ingiustizia ai danni della Scuola, in termini di equità retributiva all’interno del settore pubblico”. I fondi, spartiti tra Ministero della Giustizia, Difesa, MEF e Ministero dell’Istruzione, finiscono per escludere la scuola da una reale valorizzazione economica, alimentando la percezione di un comparto “di scarto” e minando la motivazione e l’attrattività della professione docente.
Appello per una redistribuzione equa delle risorse
La Gilda degli Insegnanti chiede con forza “l’apertura di un tavolo che affronti prioritariamente il tema della redistribuzione equa delle risorse tra tutti i comparti del pubblico impiego”. Castellana conclude: “Questo è l’ennesimo atto di squilibrio ai danni di un comparto che rischia di arretrare in termini di attrattività e motivazione”. La richiesta è chiara: più risorse e maggiore rispetto per il personale scolastico, affinché la scuola non sia più considerata un settore marginale ma un pilastro centrale per il futuro del Paese.
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Fondi ministeriali, la Gilda degli Insegnanti denuncia: “Scuola penalizzata, servono più risorse e rispetto” ultima modifica: 2025-07-07T16:54:22+02:00 da

