Sanzioni disciplinari docenti, la Gilda denuncia: “Dirigenti giudici e pm”

Gilda Venezia

 Orizzonte Scuola, 25.6.2026.

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Sanzioni disciplinari docenti, la Gilda denuncia: “Dirigenti giudici e pm”. E sul PNRR: “Progetti senza controllo”

Al tavolo del rinnovo contrattuale per la scuola 2025-27 irrompe un tema delicato, spesso sotto traccia ma carico di conseguenze: quello delle sanzioni disciplinari.

A sollevarlo è la Gilda degli Insegnanti, che denuncia un sistema in cui il dirigente scolastico fa da pubblico ministero e giudice, con il rischio che i provvedimenti punitivi vengano usati per mettere a tacere chi non si allinea.

“La questione delle sanzioni disciplinari è fondamentale perché va a ledere, in certi casi, la libertà di insegnamento, ma anche la democrazia all’interno delle scuole”, spiega Carlo Castellana, coordinatore nazionale della Gilda, ai microfoni di Orizzonte Scuola. “Spesso può succedere che le sanzioni vengano utilizzate con lo scopo punitivo per colpire quelli che magari in collegio sono contrastivi, ma anche nel personale ATA avviene la stessa cosa”.

Il nodo è antico: il preside che avvia il procedimento disciplinare e poi lo conclude, con un margine di discrezionalità che secondo la Gilda finisce per trasformare la scuola in un luogo dove il dissenso viene sanzionato. Il sindacato propone una soluzione netta: un organismo terzo, composto in parte dalle organizzazioni sindacali e in parte da un rappresentante dell’amministrazione, che garantisca terzietà e rispetto delle regole.

“Se insegniamo nella scuola il rispetto delle regole è fondamentale che si crei un organismo terzo, che perlomeno non vada a punire il mondo indiscriminato e rispetti soprattutto la libertà di insegnamento e lo spirito di democrazia nelle scuole”, sottolinea Castellana.

Ma c’è un secondo fronte che la Gilda porta al tavolo dell’ARAN, e riguarda la gestione dei progetti e dei fondi, in particolare quelli del PNRR. Castellana parla di “progettificio”: una miriade di iniziative, spesso poco indirizzate verso la didattica, che rischiano di diventare fine a sé stesse.

“L’obiettivo della scuola non è quello di attirare clienti, non è quello di avere persone in più con bassa qualità. Dobbiamo alzare il livello della scuola. Qualsiasi attività aggiuntiva deve avere una reale ricaduta sui ragazzi, una reale ricaduta di didattica e di qualità, altrimenti non ha senso”, dice il sindacalista.

Il riferimento ai fondi del PNRR è esplicito: “Nelle scuole c’è stato un ampio progettificio con tanta fantasia in merito. E chi controlla? Chi controlla che veramente queste attività siano finalizzate ai ragazzi?”. La proposta è quella di istituire un organismo terzo, magari a livello regionale, che verifichi come vengono spesi i soldi pubblici e quali ricadute effettive hanno sugli studenti.

Due richieste che la Gilda porta al tavolo negoziale con il governo, in attesa di un confronto che si annuncia complesso.

 

Sanzioni disciplinari docenti, la Gilda denuncia: “Dirigenti giudici e pm” ultima modifica: 2026-06-25T11:14:37+02:00 da
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