Gli eterni precari della scuola: corte europea invasa dai ricorsi contro algoritmo

Alessandro Giuliani,  La Tecnica della scuola, 30.8.2017

– Manca poco all’inizio della scuola. Molti docenti, soprattutto meridionali, saranno costretti a fare le valige e trasferirsi al Nord. Alcuni insegnanti hanno inviato una lettera di formalizzazione di richiesta di ricorso alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo. Più di mille i professori campani di ogni ordine e grado delle fasi 0, A, B, C, riporta il Gazzettino Vesuviano, che hanno inoltrato la richiesta.

Eterni precari in balìa di un algoritmo “confuso, lacunoso, ampolloso, ridondante”, i docenti meridionali sono costretti ogni anno a giocare alla roulette russa delle assegnazioni provvisorie. La stabilità sembra diventata un’utopia, nonostante l’immissione in ruolo ottenuta dopo anni di gavetta, e precariato, già accumulati.

Con la legge 107 del 2015, i lavoratori della scuola, in mancanza di un’alternativa, sono stati costretti ad aderire al piano straordinario di mobilità rischiando, in caso di rifiuto della nuova destinazione, la cancellazione dalle graduatorie ad esaurimento, o addirittura il licenziamento.

Una situazione che peggiora ad ogni nuovo piano di mobilità, che “viola”, secondo i ricorrenti, la Convenzione europea dei Diritti dell’Uomo. Di qui, la decisione di chiedere l’intervento dell’Europa attraverso la sua principale istituzione, la Corte Europea, nel tentativo di costringere il Miur ad un programma straordinario di rientro immediato. Se da Roma non cederanno, i docenti proseguiranno con il ricorso.

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Gli eterni precari della scuola: corte europea invasa dai ricorsi contro algoritmo ultima modifica: 2017-08-31T05:04:30+01:00 da Gilda Venezia
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