di Lara La Gatta, La Tecnica della scuola, 13.12.2025.
Periodo di prova docenti neoassunti, gli incontri iniziali puntano su inclusione, AI e gestione della classe. Il Patto per lo Sviluppo Professionale.

Il percorso obbligatorio dei neoassunti prende il via con una sessione formativa di 6 ore, divisa tra coordinamento nazionale INDIRE e approfondimenti territoriali USR.
Con nota dell’11 dicembre 2025 il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha definito le attività formative per l’anno scolastico 2025-2026 per i docenti neoassunti e per coloro che hanno ottenuto il passaggio di ruolo.
La prima delle quattro distinte fasi previste nel modello di formazione, e soggetta al Decreto del Ministro n. 226 del 2022, è rappresentata dagli incontri introduttivi e conclusivi.
Questi incontri, obbligatori e aggiuntivi rispetto agli ordinari impegni di servizio, prevedono una durata complessiva di 6 ore. Le attività si svolgeranno sia in presenza che in modalità online, secondo la programmazione stabilita dagli Uffici Scolastici Regionali (USR) e dalle Scuole Polo per la formazione.
Organizzazione delle 6 ore
L’organizzazione delle 6 ore è stata specificata in modo chiaro:
- Le prime 3 ore saranno realizzate direttamente da INDIRE, attraverso un incontro formativo di carattere nazionale, fruibile in modalità sincrona presso le Scuole Polo o altre sedi individuate a livello territoriale,. INDIRE fornirà le indicazioni organizzative e di data per garantire un coordinamento centrale.
- Le restanti 3 ore saranno invece organizzate dagli Uffici Scolastici Regionali e dalle Scuole Polo,. Queste ultime, pur mantenendo in capo la rendicontazione, hanno la possibilità di delegare l’organizzazione a scuole dell’ambito con esperienza consolidata o competenza su temi specifici, come l’innovazione didattica o l’inclusione.
Focus sui temi prioritari
Poiché le tematiche specifiche su didattica digitale e nuovi linguaggi sono demandate ai laboratori formativi, gli incontri introduttivi e conclusivi si concentreranno su una serie di aree professionali cruciali.
I contenuti prioritari riguardano:
- Inclusione sociale e dinamiche interculturali;
- Bisogni educativi speciali (BES);
- L’utilizzo consapevole e didattico delle tecnologie emergenti, con particolare riferimento alle Linee guida per l’introduzione dell’Intelligenza Artificiale nelle scuole;
- Gestione della classe e dinamiche relazionali, inclusa la prevenzione di fenomeni come bullismo, cyberbullismo e discriminazioni;
- L’insegnamento dell’Educazione civica, anche alla luce delle nuove Linee Guida (D.M. n. 183/2024).
Il Patto per lo Sviluppo Professionale.
Il percorso di formazione e prova per i docenti neoassunti e per coloro che ottengono il passaggio di ruolo nell’anno scolastico 2025-2026 è incentrato su uno strumento fondamentale di pianificazione: il Patto per lo Sviluppo Professionale. Questo Patto non è solo un atto formale, ma rappresenta lo snodo cruciale tra le esigenze delle nuove professionalità in ingresso e il piano di formazione d’istituto.
La Personalizzazione obbligatoria del percorso
Il Patto viene stabilito dal Dirigente scolastico e dal docente in periodo di prova, i quali devono tenere conto del bilancio delle competenze iniziale, ascoltare il docente tutor e considerare i bisogni specifici dell’istituzione scolastica.
L’obiettivo principale del Patto è fissare gli obiettivi di sviluppo nelle competenze, che spaziano dalla natura culturale, disciplinare e pedagogica, fino a quella didattico-metodologica e relazionale. L’intero processo formativo è costruito sul principio della personalizzazione, essenziale per consentire al docente di usufruire pienamente e in modo coerente dell’offerta formativa disponibile.
A tal fine, il MIM, con nota dell’11 dicembre 2025, raccomanda che il Patto sia focalizzato su azioni formative specificamente mirate al conseguimento delle competenze che il docente in anno di prova non possiede ancora, evitando rigorosamente di includere la ripetizione di laboratori o di percorsi esperienziali già completati in precedenza. L’auspicio è che il percorso formativo concordato possa colmare efficacemente le lacune e potenziare le competenze già acquisite, garantendo un gratificante apporto professionale al termine dell’anno.
Connessione con laboratori e valutazione
Il Patto rappresenta l’enunciazione teorica degli obiettivi da perseguire. La sua realizzazione pratica e concreta avviene attraverso i laboratori formativi, creando una stretta connessione tra pianificazione e azione.
In questo contesto, il Dirigente scolastico svolge un ruolo significativo nel proporre, monitorare e sostenere tutte le attività formative, con particolare riferimento proprio alla stipula del Patto. Il Patto, insieme all’analisi critica delle competenze possedute, concorre alla registrazione dei progressi di professionalità, che saranno poi tracciati nel nuovo bilancio di competenze conclusivo e nel Piano di sviluppo professionale.
Al termine del percorso, il docente, con la supervisione del tutor, traccia un nuovo bilancio di competenze per registrare i progressi, l’impatto delle azioni formative realizzate e delineare gli sviluppi futuri da ipotizzare.
.
.
.
.
.
.
Gli incontri iniziali dell’anno di prova dei neoassunti ultima modifica: 2025-12-14T05:42:39+01:00 da