Categorie: Riforma Notizie

“I cellulari? In classe li usano tutti”. Quando il divieto è una ipocrisia

di Maria Di Benedetto, Insegnante, Studio Rando Gurrieri, 7.10.2018

– Come avviene ormai in quasi tutti i Paesi europei – in Francia è stata addirittura emanata una legge per vietare l’uso del telefonino nelle aule – anche in Italia l’uso del cellulare a scuola è vietato. Nei regolamenti di istituto sono previste norme e regole relative al divieto di uso del cellulare, compresa quella del ritiro temporaneo del telefono, in caso di uso scorretto o senza controllo in mano a minori. Il divieto di utilizzare il telefono cellulare, durante le lezioni, vale anche per il personale docente.

L’introduzione del telefonino cellulare o del tablet come nuovi strumenti per la didattica è stata al centro dell’attenzione per molti mesi, dividendo la platea degli addetti (dalle famiglie, ai docenti) fra fautori e contrari all’uso in aula e nuove tecnologie. Intanto stenta a decollare l’esperimento di innovazione della didattica facendo ricorso ai dispositivi più graditi ai giovani, tant’è che a distanza di 7 mesi dalla pubblicazione delle linee guida del Miur sull’uso dei telefonini in classe, non è cambiato molto: gli studenti li usano di nascosto per fini personali che sono ben diversi da quelli previsti per l’apprendimento in chiave moderna. Il Miur aveva previsto nelle linee guida anche dei corsi di formazione con il coinvolgimento di genitori e studenti, ma stando alla statistica di skuola.net, la metà degli studenti assicura di non avervi mai partecipato. L’obiettivo è quello di promuovere una didattica inclusiva, dove i ragazzi lavorano insieme, in gruppo, condividendo i loro lavori e portando i loro contributi. Se usato nella maniera giusta, lo smartphone per uso didattico riesce a superare anche lo spettro dell’isolamento e dell’abuso che a volte internet può portare. Probabilmente manca nel nostro Paese una formazione capillare sull’uso delle nuove tecnologie ed i docenti, nel dubbio di fallire, preferiscono non rischiare. È comprensibile. Però la scuola e la società, da sempre, sono legate da un processo di interscambio continuo ed è impossibile che le grandi innovazioni sociali non entrino, in un modo o nell’altro, nella scuola.

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“I cellulari? In classe li usano tutti”. Quando il divieto è una ipocrisia ultima modifica: 2018-10-07T18:51:20+02:00 da Gilda Venezia
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