I nodi nevralgici di una mobilità contorta: si farà in “due tempi”, la firma la prossima settimana

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Lucio Ficara, La Tecnica della scuola 5.2.2016 

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– Tra i dirigenti del ministero dell’Istruzione e i sindacati, siamo ormai alle battute finali della sofferta contrattazione sulla mobilità 2016/17.

Si prevede, se non ci saranno intoppi dell’ultimo momento, che tra lunedì 8 febbraio e martedì 9 febbraio si raggiunga la firma dell’ipotesi di contratto.

In tanti si chiedono: sono quindi tutti risolti i nodi nevralgici del contratto? Nemmeno per sogno! Sul tappeto restano tanti dubbi, tante incertezze che non sono state ancora risolte.

Tanto che non appena si affrontano problematiche complesse, si rimanda tutto alle cosiddette sequenze contrattuali. Infatti, sarà in quella sede che si comprenderà finalmente come sarà applicata la chiamata diretta dei docenti inseriti negli ambiti da parte dei dirigenti scolastici.

E se ci sarà anche, come novità dell’ultimo momento, un’altra sequenza contrattuale per il problema della mobilità verso i licei coreutici e musicali.

C’è anche la probabilità o forse la quasi certezza che si vada ad assistere ad una mobilità svolta in due tempi. Perchè i tecnici del Miur non riuscirebbero in tempi ristretti a garantire, sulla piattaforma delle istanze on line, la mobilità dei docenti sugli ambiti. Quindi, si prevede che in un primo tempo, probabilmente il mese di marzo, si possa partire con la mobilità dei docenti che chiederanno trasferimento da scuola a scuola. Mentre solo in un secondo tempo (la fine di marzo o forse ad aprile), si procederà con la mobilità sugli ambiti.

Inoltre, c’è un’altra problematica non indifferente da considerare: quella di prevedere la mobilità professionale sul 25% dei posti. Cosa potrebbe comportare il 25% di passaggi di ruolo e cattedra? Si potrebbe creare un’alta percentuale di esuberi che si scaricherà proprio sulle fasi ultime di mobilità, cioè quella dei docenti neoassunti da GaE con la fase B e C.

Un altro nodo nevralgico è quello della modalità su come dovrebbe funzionare la mobilità interprovinciale dei docenti entrati in ruolo fino al 2014. Come funzioneranno tecnicamente questi trasferimenti interprovinciali dei docenti di ruolo da anni? Questi insegnanti potranno essere trasferiti nelle scuole del primo ambito, ma se la loro domanda sul primo ambito non fosse soddisfatta, diventeranno titolari in uno degli ambiti richiesti successivamente al primo. Le informazioni su quante scuole potranno scegliere nel primo ambito, invece latitano.

La notizia più verosimile, su questo aspetto, è si potrà scegliere una sola  scuola nel primo ambito. E se in tale scuola non ci fosse la disponibilità, al docente verrà assegnata la prima scuola del primo ambito scelto, secondo un ordine stabilito dai bollettini di ambito. Quindi, a quanto pare, non si potrebbero scegliere le scuole, ma solo una scuola. Con le altre che verranno assegnate d’ufficio.

Inoltre, è stato specificato che nella prima fase della mobilità,  quella provinciale dove partecipano i docenti di ruolo entro il  2014 e titolari nella provincia e neoassunti della fase 0 e A, proprio i neo immessi in ruolo avranno assegnata la scuola di titolarità. Prima, pero, saranno trasferiti i docenti già di ruolo da tempo, i soprannumerari, i Dop e i Dos.

Adesso si attende il rush finale di lunedì 8 febbraio o comunque entro la prossima settimana, quando, salvo colpi di scena dell’ultimo momento, dovrebbe arrivare l’ufficializzazione di quanto sta trapelando.

I nodi nevralgici di una mobilità contorta: si farà in “due tempi”, la firma la prossima settimana ultima modifica: 2016-02-06T04:32:44+01:00 da Gilda Venezia
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