«I ragazzi sono fragili», Cambridge pubblica i voti finali solo a richiesta

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di Caterina Belloni, Il Corriere della sera, 19.12.2017

– Dopo le proteste dei mesi scorsi l’Ateneo apporterà una modifica all’abitudine storica di esporre i risultati degli esami fuori dal Senato accademico: saranno pubblici solo quelli di chi dà il consenso

 

Rendere pubblici, su un cartellone affisso in Ateneo, i risultati degli esami finali dell’anno è sempre stata una tradizione dell’ateneo di Cambridge. Da trecento anni, infatti, gli studenti vengono informati dei loro risultati simultaneamente e apertamente. Ma adesso la tradizione è destinata a finire, presto le cose cambieranno. Nel senso che Il consiglio dell’università ha accolto l’idea di chiedere agli allievi se accettano che il loro nome e soprattutto il loro voto siano esposti sulla pubblica piazza. In caso contrario, agli allievi verrà data la facoltà di chiedere di essere esclusi dall’albo, in modo da ottenere un po’ di discrezione e da non dover sopportare ironia o critiche di semplici conoscenti qualora gli esiti non siano soddisfacenti.

Le polemiche alimentate dai ragazzi

La decisione è frutto di mesi di polemiche, sostenute con campagne di firme e di sensibilizzazione. Secondo i rappresentanti degli studenti l’idea di esporre la lista dei risultati finisce per ledere la privacy, creare ansia da prestazione negli studenti e, nel caso in cui siano fragili o inclini all’insicurezza e alla depressione, può dare adito a problemi di carattere psicologico. Le richieste per cancellare la pubblicazione dei voti sono cominciate in modo sotterraneo, poi sono diventate argomento di campagne di stampa, ma l’ateneo ha tenuto duro per molti mesi. Nella convinzione che si tratti di una tradizione da rispettare e che eliminarla abbia un impatto sulla serietà dell’istituzione.

L’ansia da prestazione

In realtà, infatti, anche gli studenti sono divisi: una parte di allievi è preoccupata dagli esiti e dai voti, l’altra è convinta di dover portare avanti questa abitudine della trasparenza, che finisce anche per spingere in qualche modo i giovani a dare il massimo per «fare bella figura». Posizioni divergenti, di fronte alle quali l’Ateneo ha trovato una soluzione in qualche modo salomonica. I risultati continueranno ad essere pubblicati, in modo da non allontanarsi dalle tradizioni, ma i giovani che non amano l’idea e si sentono in difficoltà avranno presto la possibilità di chiamarsi fuori da questo sistema, ottenendo in modo privato gli esiti dei test che hanno sostenuto.

La privacy «parziale»

Quindi le liste con i voti esposte fuori dal Senato accademico resteranno al loro posto, ma per evitare che si diffonda la cultura della vergogna e della presa in giro, ci potranno essere margini di riservatezza e di privacy. Anche perché questo viene imposto dalla nuova General Data Protection Regulation definita dall’Unione europea, che entrerà in vigore nel maggio 2018 e che sarà applicata anche nel Regno Unito, indipendentemente dal processo in atto per il divorzio dovuto alla Brexit. 

Secondo la regolamentazione, infatti, la protezione dei dati personali, come nome e appunto voti, va sottoposta al vaglio dell’interessato, che potrà decidere se dare il suo consenso alla diffusione oppure no. Un po’ come quando si sottoscrive un contratto con un ente e si deve segnalare se si ha piacere che i nostri dati vengano passati ad altri, a scopo informativo o pubblicitario. Al momento possono far richiesta di non vedere i loro risultati pubblicati solo coloro che hanno condizioni particolari e avanzano richieste circostanziate. Una tutela per soggetti deboli o problematici, che verrà presto estesa a tutti i componenti della snowflake generation, i giovani che, secondo il dizionario Collins, sono «meno forti e più predisposti a offendersi delle generazioni precedenti». Fragili letteralmente come i fiocchi di neve o, affidandosi alla definizione italiana più frequente, come le anime candide.

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«I ragazzi sono fragili», Cambridge pubblica i voti finali solo a richiesta ultima modifica: 2017-12-20T06:01:16+00:00 da Gilda Venezia

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