I tre “No” sul contratto della mobilità docenti. Spunta l’ipotesi di un decreto legge

Lucio Ficara, La Tecnica della scuola  5.4.2016

– Lo avevamo scritto in anteprima che si stavano preparando nubi scure e pesanti sulla mobilità dei docenti, avevamo parlato di indiscrezioni poco rassicuranti sulla prossima mobilità.

Avevamo anticipato di una probabile bocciatura dell’ipotesi del contratto sulla mobilità da parte del Mef e della Funzione Pubblica. Purtroppo le indiscrezioni sono confermate da più ambienti. Dai ministeri del Miur, del Mef e della Funzione Pubblica, ma anche dagli stessi sindacati, arrivano conferme su quanto da noi tempestivamente anticipato.

Esistono grosse difficoltà, da parte dei ministeri competenti, nel potere certificare, come valida e applicabile, l’ipotesi di contratto sulla mobilità del personale docente, educativo e Ata del 10 febbraio 2016. Per la verità il diniego sul contratto della mobilità, riguarda solo la parte relativa al personale docente, mentre per personale educativo e Ata, non ci sarebbero osservazioni ostative. C’è anche da dire che i “NO” sul contratto della mobilità docenti, sarebbero tre.

Infatti il “NO” arriva, oltre che dal Mef e Funzione Pubblica, anche dall’Aran che si allinea alle osservazioni fatte dai dipartimenti certificatori. Uno dei punti del contratto sulla mobilità rilevato dagli organi competenti come ostativo della legge 107/2015 è quello che avrebbe consentito al personale immesso in ruolo entro l’anno scolastico 2014/15 di partecipare alla mobilità per acquisire la titolarità in una scuola degli ambiti della provincia di attuale titolarità, compresi i docenti individuati come soprannumerari. 

Un altro punto dell’accordo contestato è quello in cui al personale immesso in ruolo entro l’anno scolastico 2014/15 sarebbe stato consentito fare domanda di trasferimento interprovinciale avendo l’opportunità di acquisire la titolarità in una scuola del primo ambito scelto fuori dall’attuale provincia di titolarità.
Ci sarebbero anche altri rilievi sollevati soprattutto dal Mef e dalla Funzione Pubblica. Ad esempio non è accettabile, per gli organi preposti alla certificazione la, la proposta della sequenza contrattuale sulla chiamata diretta.

Altri punti ostativi sarebbero la mobilità sui licei musicali e la soluzione dei docenti in dotazione organico di sostegno.
Si tratta di osservazioni importanti e fatte ad aprile ormai avviato, quando si sarebbero dovute già presentare le domande di mobilità. In queste ore i sindacati saranno informati, con precisione e in modo dettagliato, di tutti i rilievi fatti dal dipartimento della Funzione Pubblica e da quello del Mef, ed è anche previsto a breve un incontro coordinato tra Miur, Funzione Pubblica e Mef, al fine di superare l’attuale blocco della mobilità.

Si attende di capire quello che accadrà da questi incontri, ma appare certo che l’accordo sulla mobilità del 10 febbraio 2016 è destinato a subire corpose modifiche, con la conseguente rottura con i sindacati.
Ecco allora spuntare, se i tempi si allungheranno troppo, l’ipotesi un decreto legge ad hoc che regoli la mobilità 2016/2017.

I tre “No” sul contratto della mobilità docenti. Spunta l’ipotesi di un decreto legge ultima modifica: 2016-04-05T13:22:35+02:00 da
Gilda Venezia

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