Il Bonus del merito spostato nel Fondo di istituto. Una pessima idea

di Fabrizio Reberschegg,  Associazione Docenti Articolo 33, 16.12.2019

– Con un emendamento dell’ultimo momento la Commissione VII del Senato e la Commissione Bilancio hanno approvato un emendamento che svuoterebbe il bonus per il merito dei docenti, già decurtato per consentire gli aumenti stipendiali dell’ultimo contratto, nel FIS (Fondo dell’Istituzione Scolastica). Molti inneggiano all’ulteriore demolizione della legge 107/15 (Buona Scuola), ma le cose sono molto più complicate. La prima domanda sorge spontanea: perchè il bonus non è stato spostato sulla massa salariale dei docenti essendo stanziamenti previsti SOLO per i docenti? Perchè si è preferito attribuire alla contrattazione di Istituto l’utilizzo di questi fondi accessori che risultano “senza vincolo di destinazione”? In concreto i soldi dei docenti sarebbero utilizzabili anche per premiare l’accessorio del personale ATA. La risposta è sconfortante: hanno vinto le lobbies sindacali tradizionali che credono che sia democratico accapigliarsi nella contrattazione RSU per distribuire cifre miserabili al “personale della scuola” mettendo docenti contro personale ATA e viceversa. Tutto questo perchè il personale ATA ha retribuzioni troppo basse. Vero! Ma di chi è la colpa e perchè i docenti dovrebbero cedere parte della loro retribuzione al personale ATA? Per solidarietà?? Il fatto è che gli stessi sindacati che gridano vittoria per simili risultati sono i principali responsabili della condizione lavorativa del personale ATA, con particolare riferimento al personale delle segreterie. Mai uno sciopero vero, una seria mobilitazione per chiedere aumenti stipendiali per tale comparto scegliendo la strada furbetta di erodere le risorse stipendiali dei docenti promettendo un pugno di euro in più ad una categoria dimenticata.  Appare incredibile che si siano fatte mobilitazioni per riconoscere ai “facenti funzione DSGA” percorsi facilitati di assunzione. In tutto poche centinaia di persone prive del titolo previsto dalla legge per accedere alla funzione, mentre nessuno parla del carico di lavoro esponenziale  sulle segreterie delle scuole che dovrebbero ora calcolare anche le pensioni…

Tutto nasce dal fatto che è stata  rifiutata dagli stessi sindacati tradizionali la proposta di buon senso di un’ area di contrattazione separata tra personale docente e ATA che avrebbe consentito maggiore attenzione per le giuste rivendicazioni del personale ATA senza trovare mezzucci per raccattare pochi euro nell’accessorio. Il bonus per il merito nella contrattazione di Istituto farà paradossalmente gola ai dirigenti scolastici per promettere pagamenti più lauti ai collaboratori e alla staffa di dirigenza. Un bel risultato.

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Il Bonus del merito spostato nel Fondo di istituto. Una pessima idea ultima modifica: 2019-12-17T14:29:34+01:00 da Gilda Venezia
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