Il governo e il ministero dell’istruzione continuano a dare i numeri

Gilda Venezia

dalla Gilda degli insegnanti di Venezia, 24.4.2021.

La confusione è grande sotto il cielo del Ministero dell’Istruzione.

Gilda Venezia

Con nota del 23 aprile il Capo Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e formazione Dott. Versari ha voluto precisare alcune disposizioni relative alla cosiddetta “riapertura” delle scuole il 26 aprile che inizialmente era stata concordata con le Regioni per la secondaria di secondo grado con un limite minimo del 60% degli studenti in presenza.  Nel testo finale del decreto Draghi invece si legge:

“Pertanto, a partire dal 26 aprile e fino al termine dell’anno scolastico in corso le scuole secondarie di secondo grado in zona rossa garantiscono le lezioni in presenza per almeno il 50% e fino a un massimo del 75% dell’intera popolazione studentesca. – le scuole secondarie di secondo grado in zona arancione o gialla garantiscono invece le lezioni in presenza per almeno il 70% e fino a un massimo del 100% dell’intera popolazione studentesca. Le istituzioni scolastiche, nell’esercizio dell’autonomia didattica e organizzativa e in relazione al rischio sanitario definito per il territorio, individueranno le modalità concrete con cui accogliere a scuola un numero crescente di studenti, comunque entro le fasce percentuali indicate dal legislatore.”

Inoltre: “Le disposizioni fin qui richiamate non possano essere derogate da provvedimenti dei Presidenti delle regioni e delle province autonome di Trento e Bolzano e dei Sindaci se non in casi di eccezionale e straordinaria necessità dovuta alla presenza di focolai o al rischio estremamente elevato di diffusione del virus SARS-CoV-2 o di sue varianti nella popolazione scolastica. I provvedimenti di deroga sono motivatamente adottati sentite le competenti autorità sanitarie e nel rispetto dei principi di adeguatezza e proporzionalità, anche con riferimento alla possibilità di limitarne l’applicazione a specifiche aree del territorio.”

Ciò significa che per le scuole superiori il limite minimo del 70% rimane invalicabile se non in casi gravissimi e motivati sconfessando Gelmini e altri politici del governo Draghi che avevano interpretato il 70% come limite derogabile in  caso di crisi degli spazi e del trasporto locale. Inoltre Versari spinge affinchè le scuole adottino strumenti di flessibilità organizzativa per incrementare il limite del 70% anche utilizzando ulteriore  personale docente e ATA Covid con supplenze ipertemporanee di poco più di un mese…

Vediamo nel futuro quali altri numeri saranno “proposti” dal Ministero dell’Istruzione. Intanto, come tutti possono vedere, la confusione è grande sotto il cielo.

Nota M.I. n .624 del 23  aprile 2021

 

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Il governo e il ministero dell’istruzione continuano a dare i numeri ultima modifica: 2021-04-24T04:24:27+02:00 da Gilda Venezia
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