Il green pass, la libertà e la responsabilità

inviata da Giovanni Pagina, 12.10.2021.

L’obbligo dei tamponi ogni due giorni è sicuramente una misura eccessiva e che non può essere garantita dal servizio sanitario regionale. Ma chi si è vaccinato ha permesso a tutti  di poter uscire di casa, di fare le vacanze, di andare a prendere l’aperitivo, di svolgere una vita vicina alla normalità.

Gilda Venezia

Dopo gli avvenimenti di Roma è evidente che la questione sull’obbligo di green pass è diventata oggetto di strumentalizzazioni politiche che sono sfociate in atti squadristici, fascisti e parafascisti. Abbiamo già espresso la nostra solidarietà alla CGIL che ha subito un vile attacco alla sede nazionale, attacco evidentemente preordinato da squadracce di neofascisti che stanno nuotando nel disagio provocato dalla pandemia e dai provvedimenti, spesso incoerenti, posti in essere dal governo.

La scuola e il personale della scuola è stato uno tra i primi settori coinvolti nella questione green pass. La situazione, anche per merito della campagna vaccinale che è stata accolta positivamente dalla stragrande maggioranza dei docenti e  del personale ATA,  è per fortuna molto diversa dall’anno scorso. Resta la spada di Damocle della Didattica Digitale Integrata in caso di quarantene. Restano i bizzarri protocolli di sicurezza su distanziamenti, uso delle mascherine e sul green pass coperto da una privacy ridicola. Bisogna prendere atto che non è possibile continuare a emanare settimanalmente provvedimenti sui comportamenti da tenere nelle scuole che modificano anche di poco quelli precedenti creando caos e confusione, amplificati dai variegati provvedimenti regionali che, come è accaduto nel recente passato, aumentano il disagio e il disorientamento nei destinatari. Servono regole chiare e semplici di medio periodo emanate dal governo centrale che si deve prendere la responsabilità delle scelte.

La campagna vaccinale sta creando le condizioni per un ritorno alla normalità. Chi si è vaccinato ha permesso a chi continua a ritenere il vaccino una sorta di pericolo per la salute e per la “libertà” di poter uscire di casa, di fare le vacanze, di andare a prendere l’aperitivo, di svolgere una vita vicina alla normalità. Siamo stati fortunati ad avere in tempi rapidi una risposta vaccinale alla pandemia con tutti i limiti e i problemi connessi. Si tratta di una sperimentazione vaccinale di massa? Forse sì. Ma l’alternativa quale poteva essere? Continuare con i lockdown? Accettare che una quota della popolazione “fragile” o sfortunata dovesse morire in nome di un neodarwinismo sociale? Continuare con DAD e DDI come modalità normale per la didattica?

Vorremmo solo che i boh vax, i no vax e altri gruppi di opinione negazionisti ringraziassero chi si è vaccinato e che sta garantendo il ritorno ad una vita normale, senza considerarli alla stregua di pecore stupide governate dalla “dittatura sanitaria”. L’obbligo dei tamponi ogni due giorni è  sicuramente una misura eccessiva e che non può essere garantita dal servizio sanitario regionale. Discutiamo di soluzioni alternative. Ma deve esserci anche responsabilità nelle scelte che si fanno. Chi non intende vaccinarsi, non perchè fragile e effetto da particolari patologie, non può scaricare sulla collettività la “sua” libertà. La libertà trova sempre il limite nella libertà degli altri. La responsabilità individuale non può essere presa in carico dalla collettività laddove essa derivi da posizioni ideologiche preconcette e spesso immotivate.

Giovanni Pagina

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Il green pass, la libertà e la responsabilità ultima modifica: 2021-10-12T08:57:30+02:00 da Gilda Venezia
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