dal blog di Gianfranco Scialpi, 12.1.2026.
Il malessere di un prof. Dalle aule giunge la voce che testimonia la crisi del docente. Non è l’unico.
Il risultato delle riforme degli ultimi anni.
Il malessere di un prof. Mediaticamente gli insegnanti sono assenti. Sindacalmente (scioperi, manifestazioni…) non sono una voce fastidiosa per il governo. Non danno l’impressione di essere una comunità, ma di essere tante isole, preoccupati di salvare il loro territorio fatto di incarichi, attività curricolari ed extracurricolari…
Occasionalmente emergono. Purtroppo il loro apparire, quasi mai propositivo. Esprimono il fallimento dell’autonomia scolastica, trasformata in progettificio, il disagio di lavorare in classi numerose, i conflitti con i Dirigenti scolastici schiacciati dalla burocrazia…
Il Corriere della Sera ha ripubblicato oggi una lettera che esprime il disagio di un insegnante, al quale si chiede di essere psicologo, animatore turistico, psicologo e burocrate. Percepisce che la funzione docente, grazie alla quale varca ogni giorno il cancello della scuola, interessi poco. Ecco un breve passaggio: ” Di essere insegnante, ad un insegnante, non lo chiede più nessuno. Oggi si vuole che un docente sia psicologo, psichiatra, psicoterapeuta, informatico, ingegnere, pedagogista. E anche, all’occorrenza, saltimbanco capace di rendere accattivante ogni lezione, o giullare in grado di accattivarsi la simpatia e la benevolenza degli studenti con effetti speciali e numeri da circo”.
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Il malessere di un prof. “Vorrei cambiar lavoro. Faccio tutto meno che il docente” ultima modifica: 2026-01-13T05:22:36+01:00 da

