Il piano per salvare la scuola in presenza: “Con due casi solo i non vaccinati in Dad”

di Ilaria Venturi, la Repubblica, 2.1.2022.

L’ipotesi delle Regioni che modifica il tracciamento piace anche al governo. La preoccupazione resta alta a fronte di un’impennata di casi nell’ultima settimana nella fascia 16-19 anni e tra gli under 12. In Abruzzo la riapertura slitta al 10. In Campania De Luca valuta l’ipotesi di chiudere le primarie per un mese per vaccinare i bambini.

Gilda Venezia

Salvare la scuola in presenza, è una corsa contro il tempo a pochi giorni dal rientro, tra il 7 e il 10 gennaio, perché a correre, e forte, è anche il virus. Nuove norme sulle quarantene e i tamponi sono in arrivo su proposta delle Regioni che hanno messo davanti ai ministri Bianchi e Speranza un’amara evidenza: nessuno riesce ad applicare il protocollo sul tracciamento nelle scuole in vigore dal 6 novembre. Buone le intenzioni, ma non funziona.

In una riunione online l’ultimo giorno dell’anno si è fatta avanti la proposta del gruppo tecnico della commissione Salute, presieduta dall’assessore regionale dell’Emilia-Romagna Raffaele Donini. L’ipotesi rimodula il tracciamento snellendo la procedura dei tamponi, completamente saltata con un’incidenza dei contagi 20 volte superiore a quando il protocollo è entrato in vigore. Cosa cambia? Nulla alla materna, dove i piccoli non sono vaccinati: le modifiche si applicherebbero dalla primaria in su.

Con un caso positivo in classe, i compagni rimangono tutti in presenza per essere chiamati al tampone a 10 giorni: viene definita “auto-sorveglianza”. Se i casi sono due, la frequenza resta solo per i vaccinati con ciclo completo, in base all’età, e i guariti negli ultimi tre mesi, sempre con tampone a 10 giorni; per gli altri è prevista la quarantena, dunque lezioni in Dad. Con tre casi o più sono le Asl a gestire i focolai valutando la sospensione dell’attività per tutti. Salta dunque il doppio tampone: il primo previsto immediatamente al primo positivo in classe, il secondo dopo 5 giorni. Quello che nei fatti non è mai avvenuto, portando intere classi a stare a casa, messe in Dad dai presidi in attesa di test che le Asl non sono quasi mai riuscite a garantire nei tempi previsti dal protocollo.

L’obiettivo del piano è far rimanere il più possibile gli studenti in presenza e si conta che la misura possa incentivare, indirettamente, la vaccinazione dei bambini. La campagna nella fascia d’età 5-11 anni va ancora a rilento, è coperto con una dose appena l’8,5%, con punte virtuose in Puglia, ma anche record negativi sotto il 4%.

La modifica considera criteri scientifici internazionali, “applicabili soprattutto laddove c’è una popolazione vaccinata”, e il fatto che in molti casi i positivi al Covid in età scolare non generano focolai a scuola, dove si applicano i protocolli di sicurezza con distanze e mascherine. L’ipotesi, che dovrà formalmente passare alla Conferenza delle Regioni, trova molti punti d’intesa con l’esecutivo. I ministri dell’Istruzione e della Salute la stanno valutando con attenzione per arrivare a una decisione in pochi giorni. Bianchi ribadisce la sua linea: “Prioritario tutelare la didattica in presenza”.

Il governatore del Friuli Venezia Giulia e presidente della Conferenza delle Regioni Massimiliano Fedriga, presente all’incontro, assicura: “Sono ipotesi che, sulla falsariga di quanto fatto con l’ultimo decreto, alleggeriscono anche la scuola”. L’Emilia-Romagna guida la partita, sostenendo, per evitare fraintendimenti, che tutti gli studenti, vaccinati e non, devono andare a scuola e che la differenziazione riguarda solo il caso di positivi in classe.

Al di là dei ritocchi al protocollo, la preoccupazione resta alta a fronte di un’impennata di casi nell’ultima settimana nella fascia 16-19 anni e tra gli under 12 certificata dall’Iss: il 26% dei casi totali è in età scolare, e di questi la metà nella fascia 6-11 anni. Con un’ordinanza regionale, l’Abruzzo ha rinviato la riapertura delle scuole al 10 gennaio, mentre il governatore campano Vincenzo De Luca valuta l’ipotesi di chiudere le primarie per un mese – con lezioni in Dad – per vaccinare i bambini. All’orizzonte il rischio di decisioni in ordine sparso, un déjà vu.

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Il piano per salvare la scuola in presenza: “Con due casi solo i non vaccinati in Dad” ultima modifica: 2022-01-02T05:48:26+01:00 da
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