Il Piano scuola estate

tuttoscuola_logo14TuttoscuolaNews, n. 992 del 3.5.2021.

Gilda Venezia

Il Piano scuola estate/1: una scommessa

La circolare ministeriale, firmata in stile post-burocratico dal nuovo capo dipartimento Stefano Versari, con la quale viene presentato il Piano scuola estate 2021, è un documento anch’esso ispirato a quella filosofia del ‘rischio ragionato’ che sembra ormai costituire la cifra della strategia scelta dal presidente Mario Draghi per affrontare non solo la crisi sanitaria ma anche quella economica e quella educativa.

Rompendo con una tradizione semantica secolare (che per la verità anche il suo predecessore Max Bruschi aveva iniziato a incrinare) la CM del capo dipartimento scelto dal ministro Patrizio Bianchi tratta la materia con un linguaggio caldo, ben lontano dall’asettico proceduralismo di tanti altri documenti analoghi. Vi si parla di “diffuse privazioni sociali”, di “nuove povertà educative”, da affrontare con “tutta la dedizione umana e professionale possibile”, di necessità di “sguardi plurimi” e di una scuola “dischiusa al mondo esterno”. Ma soprattutto, anziché fissare regole, si definiscono obiettivi, rimessi all’autonomia delle istituzioni scolastiche ma subordinate (qui è la scommessa, il ‘rischio ragionato’) alla “adesione volontaria di studenti e famiglie, così come del personale delle scuole”.

Il ponte a tre arcate con il quale la scuola italiana dovrebbe transitare dal vecchio al nuovo anno scolastico – giugno 2021: rinforzo e potenziamento delle competenze disciplinari e relazionali; luglio-agosto 2021: rinforzo e potenziamento (delle) competenze disciplinari e della socialità; settembre 2021: rinforzo e potenziamento (delle) competenze disciplinari e relazionali con intro al nuovo anno scolastico – non si posa dunque su certezze organizzative e procedurali, e neanche finanziarie, a parte i finanziamenti totali. I principali attori di queste iniziative non saranno purtroppo gli insegnanti delle scuole, a meno che non lo vogliano, ma altri soggetti chiamati a realizzarle nell’ambito dei “Patti educativi di comunità”, che mobilitano il “capitale sociale espresso dal territorio medesimo, ad esempio negli ambiti della musica d’insieme, dell’arte e della creatività, dello sport, dell’educazione alla cittadinanza, della vita collettiva e dell’ambiente, delle tecnologie digitali e delle conoscenze computazionali”.

Molto, quasi tutto, dipenderà naturalmente dalla sinergia tra i soggetti esterni e quelli interni, gli insegnanti, e dalla capacità di leadership dei dirigenti scolastici, ma non c’è dubbio che per la scuola si tratta di una ‘prima volta’, e che mai come in questa occasione l’autonomia delle istituzioni scolastiche verrà sottoposta a una prova di realtà decisiva: avrà successo solo se riuscirà a costruire quella “cornice di senso”, della quale si parla in modo efficace al punto 3 della CM, che aiuti gli studenti a “ricucire il nesso fra gli apprendimenti e la propria esistenza, fra lo studio e ciò che è accaduto e continua ad accadere”. Ma il ruolo degli insegnanti, a prescindere da quanti di loro daranno la loro “adesione volontaria” alle iniziative del Piano estate 2021, sarà decisivo.

2. Il Piano scuola estate/3: alcune criticità

Se l’obiettivo principale del Piano scuola estate presentato dal Ministero dell’istruzione è quello, come si ricava dal nome, di utilizzare la stagione estiva – e quindi il periodo che va dalla fine delle lezioni alla ripresa dell’anno scolastico – per potenziare le competenze disciplinari e relazionali degli studenti attraverso azioni di contrasto alle povertà educative e alle fragilità, ci sono alcune criticità che rischiano di ridurre l’efficacia del piano. Vediamole:

  • Il tempo per presentare i progetti PON è fino al 21 maggio 2021. Seguirà poi un periodo di valutazione da parte dell’Amministrazione: ciò significa che almeno fino a fine maggio le scuole non avranno certezza che la loro domanda sarà stata accolta, e neanche i soggetti partner eventualmente coinvolti. Sarà poi necessario un periodo per l’organizzazione del progetto, che potrebbe entrare in operatività troppo tardi (benché il bando raccomandi di “avviare le attività didattiche già dal mese di giugno 2021”, ma la tempistica sembra a rischio).
  • le attività finanziate possono essere svolte fino a fine 2021 e, nel caso del PON, fino al termine dell’anno scolastico 2021-22: il rischio è che l’obiettivo principale – quello di recuperare questa estate quanto perso durante il corrente anno scolastico – sia mancato.
  • il frazionamento delle risorse (nel caso dei fondi ex art. 31, comma 6 del DL 41 i fondi sono “a pioggia” in base al numero di studenti) potrebbe far disperdere l’efficacia degli interventi, finanziando anche progetti modesti e assegnando poche risorse ai progetti più validi.
  • criticità procedurali e organizzative: la complessa gestione economica dei Pon e la relativa rendicontazione potrebbero scoraggiare la partecipazione da parte di tante scuole.
  • riguardo all’utilizzo del cosiddetto “personale Covid”, le risorse assegnate alle scuole sono sufficienti, a malapena, fino al termine delle attività didattiche (inizio giugno); riguardo al personale con contratto a tempo determinato fino al 30 giugno, dovrà usufruire delle ferie residue nel mese di giugno: pertanto, ci sarà carenza di organico, che sarà ancora maggiore se il personale di ruolo e con contratto fino al 31 agosto non dovesse dare disponibilità.
  • Negativo (demotivante) che i progettisti non vengano compensati per l’attività di progettazione.
  • La partecipazione delle scuole è volontaria. Questo significa che potrebbero mancare proposte da parte di scuole che sulla base di dati oggettivi avrebbero chiara necessità di interventi di sostegno. Andrebbero individuate e motivate, anche inserendole in reti. Importante può essere il ruolo della Amministrazione periferica.
  • Andrebbe prevista, insieme al consueto monitoraggio sulle procedure, anche un’attività di valutazione della efficacia delle azioni, anche a campione.
  • Riguardo alla terza fonte di finanziamento (i 40 milioni di euro ex L. 440/1997), ancora non ci sono informazioni precise.
In generale i dirigenti scolastici sembrano caricati di un onere e responsabilità notevoli per definire e concretizzare i progetti, in un quadro in cui invece sono previsti spazi di manovra e scarsa assunzione di responsabilità per tutti gli altri soggetti.

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Il Piano scuola estate ultima modifica: 2021-05-03T07:04:55+02:00 da Gilda Venezia
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