“Il Sole 24 Ore” e la scuola semplificata

dal blog di Gianfranco Scialpi, 12.6.2019 

– “Il Sole 24 Ore” gioca facile! Parla di scuola, rimanendo in superficie e adottando il metodo della semplificazione La riflessione di Bruxelles centra il disagio degli insegnanti, caratterizzato dal nulla. Il giornalista, invece,  presenta i soliti luoghi comuni.

“Il Sole 24 Ore” e le indicazioni di Bruxelles

Il Sole 24 Ore” giornale economico parla di scuola e nello specifico degli insegnanti. Come quasi tutti i giornali, lo fa in modo superficiale. Ne consegue la riduzione dei problemi a luoghi comuni, dimenticando di analizzare i dati e in alcuni casi a disarticolarli in sottounità.
L’occasione è data dalle indicazioni che provengono da Bruxelles. Si legge sul quotidiano economicoLa produttività tendenzialmente stagnante dell’Italia – è scritto nelle raccomandazioni inviate a Roma nei giorni scorsi – è dovuta alle debolezze del sistema di istruzione e formazione e alla scarsità della domanda di competenze elevate. Migliorare, quindi, la qualità del sistema di istruzione e formazione rappresenta una sfida importante…”. Servirebbero “ulteriori sforzi per attirare, assumere e motivare maggiormente gli insegnanti. gli stipendi dei docenti italiani che «rimangono bassi rispetto agli standard internazionali e rispetto ai lavoratori con un titolo di istruzione terziaria…Tutte motivazioni che, a detta dell’Ue, si traducono in pratica in una «scarsissima attrattiva della professione di insegnante per le persone altamente qualificate e in un effetto disincentivante sul personale docente, che a sua volta ha un impatto negativo sui risultati di apprendimento degli studenti

“Il Sole 24 Ore” e l’articolo pieno di luoghi comuni

L’analisi di Bruxelles coglie perfettamente il problema: la rapida e graduale demotivazione degli insegnanti. Ne individua una (ovviamente non può essere l’unica) soluzione: aumentare gli stipendi per rendere interessante la professione insegnante.
Purtroppo l’articolo, si limita a porre la questione, preferendo la superficialità all’approfondimento. Si preferisce ragionare sui tanti luoghi comuni!  Quindi si parla di insegnanti privilegiati ( tre mesi di ferie estive…), numerosi e riposati ( orario settimanale di 18-25 ore). Tutti rilievi che però difettano di adeguata analisi!
Per quanto riguarda le troppe vacanze, ho già affrontato la questione, mettendo in evidenza che il problema risiede nell’organizzazione dell’anno scolastico, fortemente condizionato dal clima. In Europa, Il sistema italiano ha la medaglia d’oro, prevedendo il massimo dei giorni di scuola. Quindi è un problema di percezione, dovuto alla concentrazione delle vacanze
Il giornalista nel citare il numero esagerato dei docenti, ignora che tra gli 822.000 ci sono anche gli insegnanti di sostegno (141.412)  e di IRC ( 24.000 ca).
Infine, l’autore dell’articolo si rammarica del tentativo fallito del Ministro Profumo (2012)  di portare l’orario dei professori da 18 a 24 ore. Dimentica però di citare che la proposta fu fu respinta perché era a costo zero.
Articolo ininfluente ai fini della soluzione della questione docente, avvolta sempre più nel Nulla.

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“Il Sole 24 Ore” e la scuola semplificata ultima modifica: 2019-06-13T07:14:06+02:00 da Gilda Venezia

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