Categorie: InsegnantiSicurezza

Incidenti sul lavoro a scuola, nel 2018 sono stati 28mila

Orizzonte Scuola, 3.1.2020

– Principe (Modifica 81): norma non adeguata –

Prende a cuore il problema della sicurezza nelle scuole italiane. Fonda un’associazione e porta avanti con tenacia la richiesta di urgenti modifiche al decreto legislativo 81, non realmente adeguato alle reali esigenze della sicurezza degli ambienti scolastici.

Condivide le tragedie che vedono vittime del lavoro ogni anno migliaia tra studenti e operatori scolastici. Vive personalmente, prima, la tragedia dello studente caduto pochi anni orsono dal lucernario del tetto della scuola durante gli esami di Stato e, cronaca di queste settimane, la successiva condanna, passata in giudicato.

Franca Principe è la dirigente scolastica del Liceo Pisacane di Sapri. La Cassazione l’ha appena condannata per lesioni colpose gravi, non potrà tornare a scuola fino al prossimo marzo 2020, sospesa temporaneamente pure dallo stipendio, tra lo stupore di tutti e le proteste dei presidi suoi colleghi, che vivono quotidianamente il terrore della responsabilità.

Responsabilità di datori di lavoro che però non sono imprenditori. Nel 2011, durante gli esami di Maturità uno studente del Pisacane cadde da un lucernaio ferendosi gravemente. La porta di accesso a un terrazzino doveva restare chiusa, una collaboratrice probabilmente l’aveva aperta. E la preside, che in questi giorni era impegnata in missione negli esami di Stato in altra scuola, c’era rimasta in mezzo. Per fortuna lo studente nel frattempo è stato meglio. E questo è quel che più conta. Il resto sono rogne. Evitabili. Ora Franca Principe, una vita spesa con passione e impegno nella pedagogia, nella cultura, nell’istruzione e per il benessere di chi vive la scuola ogni giorno, si rivolge al premier Giuseppe Conte. E non certo perché mossa dal fatto personale.

Approfittando dell’avvicendamento al vertice del Ministero dell’istruzione con la nomina della sua collega Lucia Azzolina come ministra, al posto di Lorenzo Fioramonti, la preside campana offre al governo con un’accorata lettera al premier ilproprio “impegno personale e professionale quale sostegno alla Sua funzione e nello specifico a scuola quella del Miur con il coraggio, la passione e lesperienza maturata nella scuola italiana da studentessa, da docente e da dirigente della scuola”. Principe ricorda come la propria esperienza di dirigente scolastica sia stata “particolarmente ricca di consapevolezze che mi inducono a pensare che si debba lavorare, ancora e molto, per dare una prospettiva concreta al nostro sistema di Istruzione e formazione, in linea con le indicazioni europee ed attenta ai modelli competitivi che sono garanti di inclusione per i nostri studenti, cittadini italiani nel mondo”. Spiega al Presidente del Consiglio di avere “condiviso pienamente la nomina di una dirigente della scuola quale Ministra dellIstruzione. Poiché ritengo che occorrano competenze professionali nelle collaborazioni organizzative e sistemiche, auspico che nello staff siano inseriti altri operatori del comparto scuola”.

La scuola, prosegue, “è un investimento, come lo è la cultura, i cui effetti producono sviluppo e crescita ma è necessario che si riesca a recuperare il gap registrato nelle più recenti rilevazioni Ocse e che si affermi quanto la Scuola Italiana è capace di realizzare per gli studenti. Ritengo che efficienza ed efficacia nellIstruzione-formazione siano certamente ascrivibili ai docenti per la dimensione dellinsegnamento-apprendimento ma altresì al quadro complessivo che connota il sistema delle responsabilità e le connesse relazioni. Io ci credo profondamente e per questo, non per ambizioni personali, dichiaro la mia disponibilità a far parte dello staff della neo Ministra dellIstruzione alla quale offro, con umiltà e con fiducia, costanza operativa e professionalità. Infine cita una riflessine di Albert Einstein sulla scuola che non vorremmo più avere: Per me il peggio sembra essere una scuola che funziona con i metodi della paura, della forza e dell’autorità artificiale. Tale trattamento distrugge i nobili sentimenti, la sincerità e la fiducia degli alunni e produce un soggetto sottomesso”.

Questa lettera “è una provocazione al dibattito – ci spiega la dirigente Franca Principe – Sappiamo che la scelta di sdoppiare i due ministeri disimpegnerà il governo dall’avere un sottosegretario”. Ma è molto convinta, la dirigente, dell’utilità di un’area specifica che si occupi di certi temi importanti quali quelli portati avanti dalla sua associazione “Modifica 81”.

Assicura che “non si tratta di una velleità, abbiamo una squadra di persone e competenze che possono portare un contributo proficuo. Abbiamo con noi architetti, ingegneri, giornalisti e altre figure. Abbiamo la modestia di poter dire che abbiamo una forte esperienza di buone risorse umane, se ci degnassero di attenzione”.

Ma che cosa non ha funzionato finora? “E’ mancato – spiega Principe – un lavoro di squadra con i tecnici sull’attuazione del decreto legislativo 81 sulla sicurezza sul lavoro. Il decreto prevedeva il monitoraggio del sistema sicurezza nella scuola ma ci sono delle carenze. Applicarlo significherebbe individuare delle strutture e dare delle risposte concrete, anche sul piano degli investimenti. L’urgenza è impellente. Si deve assolutamente intervenire per tutelare le tante vittime. Ricordo che sono state 28.000 gli incidenti sul lavoro a scuola nel 2018. Il suo impegno parte dalla sua vicenda giudiziaria, seguita alla tragedia dello studente del suo Liceo Pisacane? “No. Parte dalla consapevolezza che abbiamo nelle nostre mani il destino di migliaia di persone, sia sul piano della sicurezza, sia su quello culturale”

Il decreto legislativo 81, dunque, sul banco degli indagati. L’associazione “Modifica ‘81”, presieduta dalla preside Principe si pone una domanda: “Dal 2008 ad oggi questo decreto ha prodotto un sostanziale miglioramento della sicurezza sui luoghi di lavoro?” Per il lavoro che svolgiamo, è questa la risposta, “essendo quotidianamente responsabili in prima linea della tutela della salute di migliaia di persone nonché della prevenzione dei rischi, abbiamo sperimentato difficoltà di applicazione della norma, lentezze burocratiche, disinteresse per il tema, talvolta superficialità da parte di diversi enti istituzionali e dei centri decisori. Pensiamo sia fondamentale sensibilizzare l’opinione pubblica sul delicato tema della sicurezza a scuola” e dopo più di dieci anni dalla sua entrata in vigore, “appare evidente come esso non garantisca un impianto organizzativo del sistema della sicurezza a scuola realmente efficace. Occorre contestualizzare nei differenti ambienti lavorativi la genericità della norma attraverso decreti attuativi ed istruzioni operative: chiarendo i ruoli e le responsabilità tra i diversi soggetti coinvolti”. E cosa si vuole proporre nello specifico? “Intendiamo proporre, coerentemente con le finalità statutarie, una modifica sostanziale del decreto 81 per il comparto scuola, che produca tutela dei diritti costituzionalmente garantiti, alla sicurezza, alla salute e all’istruzione”.

Il Manifesto dell’associazione è un documento aperto. “Riteniamo prezioso il contributo di tutti coloro che quotidianamente frequentano plessi e luoghi destinati alle attività di educazione: studenti, docenti, dirigenti scolastici, responsabili dei servizi di prevenzione e protezione, ingegneri, architetti, formatori, giuristi, responsabili di associazioni, genitori degli alunni. Ci si rivolge a tutti gli operatori del mondo scolastico, dagli studenti ai docenti, al personale scolastico, ai genitori, ai dirigenti ed ai loro stakeholders “affinché, nel complesso sistema delle autonomie scolastiche, si sviluppino ed implementino modelli operativi, pratiche comuni, processi di gestione della sicurezza”. L’obiettivo è quello di “promuovere la diffusione della cultura della sicurezza, della tutela della salute e della prevenzione dai rischi nelle scuole; dare assistenza e sostegno morale, nelle azioni giurisdizionali rivolte ad ottenere la riabilitazione morale e giudiziale delle persone vittime di ingiustizie giudiziarie nel settore; promuovere la partecipazione popolare, l’impegno civile e sociale dei cittadini curando il rapporto con le realtà aggregate sul territorio, dalla scuola alle strutture religiose, alle forze sociali, agli uffici giudiziari, ai partiti politici, ai mezzi di comunicazione”.

La dirigente Franca Principe ha pure scritto direttamente alla ministra Azzolina e prima ancora s’era rivolta alla ex ministra Fedeli. “Avevo sollecitato anche lei, conclude la preside – Ci sono delle trincee che vanno osservate da chi opera su altri piani. Avevo inviato un documento con 29 punti, relativi alle criticità del decreto 81 a cinque ministeri – Miur, Salute, Funzione pubblica, Lavoro e Giustizia – gli stessi che avrebbero dovuto produrre i decreti attuativi”. Tra le criticità più impellenti, avvertite un po’ da tutti i dirigenti scolastici, c’è il tema della definizione della responsabilità. “Le responsabilità vanno precisate – insiste Principe – Sono individuabili vari soggetti, attraverso il decreto 81. Ma poi non è così semplice definirle. Da parte nostra, noi siamo considerati datori di lavoro ma non siamo imprenditori. Inoltre ci sono i proprietari (gli enti locali, ndr) e il rapporto con gli enti non è sempre produttivo”

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Incidenti sul lavoro a scuola, nel 2018 sono stati 28mila ultima modifica: 2020-01-04T05:03:33+01:00 da Gilda Venezia

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