Insegnanti, chi approfitta della legge 104

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di Maria Prodi,  La Voce.info,  7.7.2017

Davvero c’è una profonda sproporzione nel numero di insegnanti che chiede il trasferimento in base alla legge 104 tra Nord e Sud? Per un’analisi complessiva servirebbero dati che oggi non sono disponibili. Ma bisogna tener conto dei posti disponibili.

Il caso dei trasferimenti al Sud
Ogni anno si riapre puntuale la questione della incidenza della fruizione della precedenza garantita dalla legge per 104 nella mobilità dei docenti verso le regioni meridionali. Quest’anno, come i precedenti, la polemica nasce da un articolo di Salvo Intravaia su Repubblica.
La legge 104 del 1992 regola i diritti delle persone con disabilità e dei familiari che le assistono, stabilendo principi, tutele e agevolazioni usufruibili dai diretti interessati e dai loro parenti. Ai docenti che assistono il proprio figlio, il coniuge o il genitore disabile riconosce, tra l’altro, la precedenza nelle domande di trasferimento. Quest’anno la precedenza per legge 104 sarebbe stata invocata in circa il 53 per cento dei trasferimento di insegnanti verso le province meridionali, mentre al Nord sarebbe contenuta nell’ordine dell’1 per cento.
Alcuni tipi di ricerche danno conto di un uso opportunistico o falso delle certificazione della 104, soprattutto nel pubblico impiego e soprattutto nelle regioni meridionali, finalizzato a fruire ingiustificatamente di diverse opportunità offerte dalla legge, così sottraendo diritti a chi ne avrebbe realmente bisogno per esigenze familiari e danneggiando chi, non valendosi di certificazioni improprie, viene superato da chi ha meno punteggio. L’iniquità di un uso fraudolento della certificazione non è in discussione, così come è deleteria la competizione a produrre certificazioni lì dove averne una diventa dirimente per ottenere un piazzamento utile per la mobilità.

Domande e posti disponibili
Tuttavia, nella discussione che si è aperta l’incidenza del fenomeno sulla mobilità dei docenti non è stata analizzata correttamente. Infatti, si sottovaluta la differente disponibilità di posti – più scarsi nelle regioni meridionali – e la inversamente proporzionale numerosità delle domande di trasferimento verso le regioni del Sud rispetto a quelle del Nord.
Per fare un esempio relativo ai trasferimenti nella scuola primaria, nella provincia di Agrigento, citata nell’articolo come quella dove il fenomeno è più frequente, i posti disponibili per trasferimento sono in totale (normali e sostegno) dieci e vengono completamente saturati. Tanto per fare un confronto, nella provincia di Bergamo i posti disponibili sono 132, di cui solo una trentina coperti da trasferimento verso la provincia.
Non abbiamo i dati delle domande complessive inoltrate per la provincia di Agrigento, cosa che ci permetterebbe di fare una comparazione fra domande inviate e domande accolte e di calcolare la percentuale di quelle corredate da certificazione della 104, ma certamente saranno molte più di quelle che hanno avuto buon esito. Ora, le domande corredate da certificazione della 104 godono di precedenza sulle altre, dunque è chiaro che si collocano alle prime posizioni delle graduatorie per la mobilità. Se i posti disponibili sono solo pochi, ovviamente la proporzione di quelli assegnati a chi fruisce della 104 sarà relativamente molto alta. In province in cui le domande non riescono a saturare i posti disponibili, la competizione resta molto più blanda e le certificazioni 104 meno interessanti e praticamente irrilevanti per ottenere il trasferimento in provincia (si veda la figura 1, in cui sono riportati i numeri totali – normali e sostegno – per regione). Si può anche pensare che in quelle zone alcuni docenti che potenzialmente potrebbero fruire della 104 per qualche congiunto non ritengano valga la pena di sottoporsi al processo di certificazione.
Ovviamente, per avere un dato più realistico sarebbe necessario analizzare i database relativi alla incidenza delle certificazione della 104 sul totale delle domande di mobilità invece che sui risultati dei trasferimenti. Resta il fatto che probabilmente la produzione fraudolenta di certificazioni della 104 è un fenomeno importante e socialmente pervasivo in alcune regioni. Ma sarebbe necessaria una analisi più approfondita della reale differenza tra Nord e Sud nella incidenza percentuale delle certificazioni.

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Insegnanti, chi approfitta della legge 104 ultima modifica: 2017-07-08T05:04:48+02:00 da Gilda Venezia
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