Invalsi e Maturità, colpo di spugna: i risultati resteranno segreti

di Gianna Fregonara e Orsola Riva,  Il Corriere della sera, 12.2.2020

– Un emendamento al Milleproroghe approvato dalla maggioranza li cancella dal curriculum dello studente: le famiglie non potranno conoscere i livelli raggiunti dai ragazzi nei test di matematica italiano e inglese obbligatori da quest’anno

Chi ha paura dell’Invalsi? Ma a questo punto sarebbe più corretto dire: chi non ha paura dell’Invalsi? Con un emendamento a sorpresa al Milleproroghe, presentato e approvato in commissione alla Camera su proposta dei deputati di Leu (primo firmatario Nicola Fratoianni) si rinvia di un altro anno l’introduzione del cosiddetto «curriculum dello studente»: un allegato al diploma di Maturità che comprende tutte le esperienze, competenze e conoscenze che lo studente ha accumulato negli anni di scuola. Previsto dalla riforma detta della Buona scuola, il curriculum – da presentare a università ed eventualmente datori di lavoro – avrebbe dovuto essere allegato al diploma di maturità già l’anno scorso ma era stato vittima di un primo rinvio. Per ora, lo ricevono soltanto gli studenti di terza media.

Ma il prezioso documento che, non i maturandi di quest’anno, ma si spera, quelli dell’anno prossimo vedranno, sarà pressoché inutile: infatti, su proposta di Fratoianni e altri, la maggioranza ha deciso di cancellare la parte più corposa e significativa del curriculum: la certificazione dei livelli raggiunti dagli studenti di quinta superiore nelle prove Invalsi di matematica italiano e inglese. Quelli, le famiglie italiane non potranno saperli né domani né mai. Si potranno però consolare ricapitolando «le competenze artistiche musicali o sportive maturate dai loro figli in orario scolastico o extrascolastico, sulle competenze professionali (si fa per dire) acquisite con l’alternanza scuola-lavoro, eventualmente anche sulle attività di volontariato svolte».

E dire che le prove Invalsi, dopo anni di convivenza non sempre facile con le scuole, punteggiati (soprattutto al Sud) da boicottaggi di studenti e prof al grido di «non siamo delle crocette», negli ultimi tempi sembravano ormai digerite quasi da tutti. Già l’anno scorso, nonostante l’ex ministro leghista Marco Bussetti avesse deciso di rinviarne di un anno l’obbligatorietà, il tasso di adesione degli studenti di quinta superiore era stato altissimo (96%). Tanto che anche il suo successore grillino, Lorenzo Fioramonti, antipatizzante dichiarato delle prove Invalsi, alla fine si era arreso e aveva accettato che proprio da quest’anno diventassero condizione indispensabile per essere ammessi alla Maturità. Ora saranno dunque obbligatorie ma «secretate».

Il testo dell’emendamento è tassativo: il curriculum in quanto tale è rinviato di un anno – salvo che alcune scuole vogliano partire da subito «su base sperimentale e facoltativa» – ma comunque va da subito alleggerito del «secondo periodo del comma 2 dell’articolo 21 del decreto legislativo n. 62 del 13 aprile 2017». E cioè? Cioè proprio della specifica sezione in cui avrebbero dovuto essere indicati i livelli raggiunti dagli studenti nelle prove Invalsi di italiano e matematica e pure di inglese Quest’ultimo con tanto di certificazione linguistica di livello B2 (equivalente al cosiddetto Upper-intermediate), distribuita a tutti gratuitamente. D’ora in poi invece chi ha bisogno di una certificazione linguistica dovrà continuare a sostenere l’esame privatamente, pagando ben s’intende. La nuova ministra e preside Lucia Azzolina non ha niente da dire in merito?

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Invalsi e Maturità, colpo di spugna: i risultati resteranno segreti ultima modifica: 2020-02-13T04:44:07+01:00 da Gilda Venezia
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