Iscrizioni 2026: calo del classico, fermi tecnici e professionali

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TuttoscuolaNews, n. 1202 del 9.3.2026.

Il 4+2 cresce ma non sfonda. Liceo del Made in Italy/2: la carica dei 700 (studenti) su mezzo milione. Inseriti in pluriclassi?

Gilda Venezia

L’ormai pluridecennale tendenza delle iscrizioni alla scuola secondaria superiore verso la crescita dei licei a scapito degli istituti tecnici e professionali si è confermata anche quest’anno: il 55,88 degli studenti provenienti dalla scuola media sceglie un percorso liceale, confermando il dato del 2025 (55,99%), gli istituti tecnici perdono mezzo punto (30,84 per cento contro 31,32) e i professionali salgono di poco (13,28, +0,59 rispetto al 12,69 di un anno fa).
Complessivamente considerata, l’area tecnico-professionale è ferma (44,12 contro 44.01 del 2025), ma occorre tenere presente che essa comprende ora anche il circa 2% di studenti (10.532 in totale) che ha scelto il 4+2, che quindi non ha prodotto, almeno per quest’anno, quell’inversione di marcia – verso il riequilibrio con i licei – fortemente auspicata dal ministro Valditara con il varo della “filiera tecnologico-professionale”. Semmai la filiera sembra aver rosicchiato qualcosa agli istituti tecnici quinquennali.

Va detto che nel complesso emerge un certo conservatorismo delle famiglie, che in questi tre anni di forte spinta innovativa da parte del governo Meloni-Valditara ha accolto con cautela il 4+2 e con chiara diffidenza il Liceo del Made in Italy, fermo allo 0,14%. Se si considerano gli ultimi 10 anni gli istituti tecnici si sono mantenuti costantemente attorno al 31% mentre quelli professionali, pur quest’anno in lieve ripresa, hanno perso circa il 3%.

Una piccola novità si registra caso mai all’interno della galassia dei Licei, dove anche il liceo scientifico col latino scende dal 13,53 al 13,16% per cento, mentre anche la sua versione senza il latino (liceo scientifico delle scienze applicate) è in lieve flessione (9,75 rispetto al 9,85%). Ad aumentare il suo gradimento è invece il liceo delle scienze umane che sfiora l’8 per cento delle scelte (7,93%: +0,47), cui si somma l’opzione economico-sociale, che sale al 4,55 dal 4,21 (+0,24).

Quanto alla distribuzione geografica i licei prevalgono nettamente al Centro e al Sud, dove anche il malcapitato liceo classico fa il suo record nel Lazio (8,6 per cento). Al Nord, come sempre, la maggior parte degli studenti sceglie ancora l’istruzione tecnico-professionale, mentre il liceo classico ormairaggiunge soltanto il 3,2 per cento.

 

Per tradurre le percentuali di iscritti del Made in Italy (0,14% per l’a.s. 26-27) – l’unica informazione fornita dal Ministero dell’istruzione e del merito – in valore assoluto, cioè in numero effettivo, occorre conoscere preliminarmente il numero complessivo di alunni che si iscrivono al primo anno delle superiori.

Il Focus dei dati del 2024-25 (l’ultimo finora pubblicato) riporta il dato degli iscritti al 1° anno (562.733), ma è comprensivo degli iscritti alle statali e alle paritarie.

Il Portale unico MIM per il 2024-25 (ultimo anno utile pubblicato) riporta i dati completi degli iscritti a tutti gli ordini e gradi di scuola statale per ogni anno di corso e fissa in 553.734 il numero degli studenti al 1° anno della secondaria di II grado. Togliendo da quel numero un 3,5% di studenti ripetenti (pari a 19.381), i nuovi iscritti per quell’anno erano 534.353.

Lo 0,08% iscritti per il 2024-25 al Made in Italy erano, pertanto, circa 427.
Utilizzando quel numero (534.353) di nuovi iscritti del 24-25 anche per il 2025-26 dove la percentuale di nuovi iscritti al Made in Italy era pari allo 0,09%, il numero effettivo non poteva andare oltre le 481 unità. È forse anche per non mostrare questo basso numero che non è avvenuta la pubblicazione del Focus dati del 2025-26? Chi lo sa.

Per il 2026-27, dove i nuovi iscritti al Made in Italy sono lo 0,14%, il riferimento sempre ai 534.353 iscritti consente di stimare che il numero effettivo non può andare oltre le 748 unità, in quanto il numero complessivo degli iscritti al primo anno della secondaria di II grado dovrebbe essere minore di quelli precedenti, vista la progressiva tendenza al suo graduale decremento.

I possibili 748 iscritti in tutta Italia al Made in Italy come sono distribuiti nelle diverse regioni?
Poiché il Ministero ha pubblicato la percentuale di iscritti al Made in Italy del 2026/27 per ogni regione, è possibile stimare, con la stessa modalità utilizzata per il dato complessivo, anche il dato per ogni regione.

La tabella elaborata da Tuttoscuola evidenzia per quasi tutte le regioni la difficoltà (o l’impossibilità) di costituire le classi del nuovo Liceo. Probabilmente, dove è possibile, si riuniranno in una sola classe gli iscritti dei primi tre anni, una forma di pluriclasse del Made in Italy per consentirne un avvio di sopravvivenza in attesa di conquistare la fiducia delle famiglie per nuove iscrizioni.

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Iscrizioni 2026: calo del classico, fermi tecnici e professionali ultima modifica: 2026-03-09T07:03:07+01:00 da
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