Categorie: Parità scolastica

La bugiarda “morìa” delle scuole paritarie cattoliche

di  Vincenzo Pascuzzi,  qui non si banna! / Dossier: Scuole private, paritarie …/ Vaticanerie, 22.12.2019

“Scuole paritarie, moria continua ….” così si può leggere su Tecnica della Scuola in un articolo di qualche giorno fa; in realtà non esiste nessuna morìa di scuole paritarie, come è stato già segnalato anche su TS (il 31.10.2018 e il 3.3.2019) e come testimoniano dati statistici Istat e CSSC. Sorprende che l’articolo di TS riporti acriticamente e contribuisca ad accreditare questa morìa.

La morìa delle scuole paritarie cattoliche è solo uno slogan o un mantra usato dal “gruppo di pressione pro-paritarie” nella sua massiccia e permanente propaganda a sostegno della parità “completa”, cioè finanziamenti statali pari ai costi delle scuole pubbliche, aggirando così il “senza oneri per lo Stato” costituzionale, tramite l’escamotage del c.d. “costo standard per allievo”, o quota capitaria, o buono scuola, o voucher individuale. Il “gruppo di pressione pro-paritarie” ritiene infatti che la responsabilità primaria della morìa sia della (non ancora conseguita) “parità completa”.

La morìa lamentata è perciò bugiarda, inventata, falsa o (nell’improbabile e migliore delle ipotesi) solo apparente, equivocata, dovuta a interpretazione selettiva, superficiale e ingenua di dati statistici pur inequivocabili. È infatti il calo delle nascite, che si ripercuote sulle iscrizioni sia alle scuole pubbliche che alle private paritarie.

Da oltre un decennio (Istat considera a partire dal 2008) si verifica un calo delle nascite notevole e preoccupante: circa meno 140mila nati dal 2008 (576.659 nascite) al 2018 (439.747) e circa meno 46mila nel triennio che va dal 2015 (485.780 nascite) al 2018. La maggior parte delle scuole cattoliche (circa il 70%) sono scuole d’infanzia (da 3 a 6 anni), dove ovviamente la denatalità si ripercuote prima. Considerato in percentuale, il calo di iscritti nelle paritarie cattoliche, che peraltro esiste, risulta identico a quello delle pubbliche statali (a meno di uno 0,2%, cioè statisticamente nulla), e corrisponde a circa un solo alunno/anno in meno per scuola paritaria; mediamente una scuola paritaria ha meno di 100 iscritti.

Oltre al calo delle nascite, vanno anche considerati altri fattori che pure intervengono quali: 1) la crescente secolarizzazione della società; 2) il calo delle vocazioni religiose fra le suore (circa meno 2% all’anno); 3) il calo delle vocazioni fra i sacerdoti (circa meno 1% all’anno); tutti aspetti che preoccupano sì la Chiesa, ma che hanno ricadute e conseguenze minime e trascurabili; la “clientela” delle paritarie è sicuramente fidelizzata, stabile e non tradisce, perciò non si può certamente parlare di morìa. A chi interessa approfondire, segnaliamo: “Suore e frati scappano dai conventi” e “L’Italia smarrisce il senso del sacro e si riduce il numero dei cattolici

La sbandierata morìa delle paritarie, oltre a omettere il riferimento al calo delle nascite e il confronto in percentuale con le scuole pubbliche, viene esaltata ed aggravata con riferimento a casi particolari emblematici ed indicata perfino come “estinzione”, “ecatombe” e “strage”; chissà, si arriverà forse al “genocidio” e alla “pulizia etnica”?

I link per queste tre prospettive allarmate e allarmistiche sono nell’ordine: “Scuole paritarie a rischio estinzione“, “Ecatombe scuole paritarie, 5 chiuse a Foggia“, “Qualcuno fermi la strage delle scuole paritarie“. Argomenti contrari e contrastanti queste tesi o previsioni si trovano facilmente sia sul Web che su Facebook.

Una situazione attuale merita attenzione e approfondimento: “La chiusura dell’Istituto Vittoria Colonna di Milano”, chiusura programmata – pare – dalla proprietà (non nota o non indicata) dell’edificio, in più non si sa per quali motivi; forse per poter vendere e realizzare il “magnifico complesso in stile gotico-transalpino”, che ospita l’Istituto e che poi magari verrà trasformato in un più redditizio hotel di lusso? Come è già accaduto per altri edifici scolastici religiosi.

Non risulta che il Vittoria Colonna soffra di calo di iscrizioni, né dovrebbe risentire di sofferenze economiche, essendo la retta di 5.000 euro/anno (alcuni licei paritari praticano, senza problemi, una retta inferiore, di 4.500 euro/anno).

Senza la conoscenza di chi, come e perché ha preso le decisioni, sorprende leggere che “La chiusura dell’Istituto Vittoria Colonna deve farci vergognare tutti”; chi saranno questi tutti che si devono vergognare? Forse i governi e i ministri che non hanno ancora introdotto il “costo standard per alunno”? O i cittadini elettori che non hanno votato compatti per partiti e candidati disponibili e decisi a concedere la “parità completa” alle scuole paritarie? Non si può escludere però che la vicenda del Vittoria Colonna di Milano venga colta, coltivata ed usata a fini di propaganda e di protesta.

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La bugiarda “morìa” delle scuole paritarie cattoliche ultima modifica: 2019-12-23T04:21:18+01:00 da Gilda Venezia
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