di Sabrina Maestri, Scuola in Forma, 22.3.2026.
Bastava pagare e rispondere a quesiti ridicoli per conseguire un certificato Accredia:
una pratica che sminuisce sempre più il valore dei precari della scuola.
Un sistema che porta i precari a calpestare (quasi) la propria dignità pur di guadagnare qualche punticino in più e scalare le graduatorie. È questo il meccanismo creato dal Ministero, che maschera certificati rilasciati solo da enti Accredia per salvaguardarne (apparentemente) la serietà, per poi favorire una compravendita che non dà nozioni, non dà formazione e non richiede preparazione. Basta solo pagare. Questo è quanto accaduto con l’ultimo aggiornamento Gps, portato più volte alla ribalta dai media e arrivato dritto al cuore e alla mente di chi vive in prima persona questo sistema, e anche di chi ha scelto di prestarsi a questo modus operandi, nella speranza di poter conseguire una supplenza.
La compravendita senza fine dei titoli per scalare le graduatorie
Fa riflettere quanto riportato gli scorsi giorni dalla testata Domani, su cui è stata pubblicata la lettera di un insegnante che ha spiegato minuziosamente come funzionava il conseguimento dei certificati Accredia in occasione dell’aggiornamento Gps. Nel giro di pochi giorni dall’iscrizione presso l’ente di turno gli interessati potevano sostenere una sorta di quiz a risposta multipla online, con quesiti spesso estremamente semplici, al limite della ridicolezza. E tutto questo per poter conseguire 2 punti aggiuntivi.
