La deriva dei ritardi a scuola

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di Salvo Intravaia, la Repubblica, 4.4.2018

– In media ogni scuola rilascia 31 permessi di ingresso alla seconda ora ogni 100 studenti. Il record nel Lazio, con 48 ingressi. I più virtuosi? In Piemonte con 20 ritardi al mese.

Le scuole non riescono più a fronteggiare gli ingressi in ritardo degli studenti. E scattano le contromisure, alcune delle quali fanno discutere. Allo scientifico Pitagora di Bari, gli studenti ritardatari vanno incontro ad una “multa” di due euro. Si tratta in realtà di un risarcimento, precisano dall’istituto, per il costo del bidello che dovrà sorvegliare l’alunno fino alla seconda ora, quando viene ammesso in classe. Mentre a Genova, e siamo alla scuola media, all’istituto comprensivo Terralba i ragazzini che se la prendono comoda, se recidivi, sono costretti a recuperare dopo il suono dell’ultima campanella.

Il fenomeno è in aumento perché “viviamo in un mondo in cui tutto viene messo in discussione, comprese le regole scolastiche”, dice Antonello Giannelli, a capo dell’Associazione nazionale presidi (Anp). “Un tempo – prosegue – questi problemi non esistevano perché tutti noi non mettevamo in dubbio le norme scolastiche”.

“Se i provvedimenti hanno funzione educativa, possono anche essere assunti. Del resto – conclude Giannelli – non è possibile accettare che si entri a scuola a qualsiasi orario. Ad una certa ora i portoni si chiudono e chi è fuori resta fuori. E’ una questione educativa, altrimenti un giovane che non rispetta le regole a scuola diventerà un adulto che non le rispetterà neppure dopo”. Secondo i dati forniti dal ministero dell’Istruzione attraverso i Rav (i Rapporti di autovalutazione degli istituti), la quota di “ingressi alla seconda ora” è pari al 31 per cento. Il dato è mensile e significa che per ogni 100 studenti, in un mese, la scuola rilascia 31 permessi di ingresso alla seconda ora di lezione. Il record spetta al Lazio, con 48 ingressi in ritardo ogni cento studenti. I più virtuosi vivono in Piemonte, con appena 20 ritardi al mese. Ovviamente, come in tutti le medie, ci sono ragazzi che non entrano mai a seconda ora nell’intero arco di un anno scolastico e chi invece ne approfitta, magari per dribblare l’interrogazione o la materia meno gradita. E una misura che dovrebbe essere eccezionale, diventa per molti studenti un abitudine.

Tanto che i presidi e i Consigli d’istituto stanno mettendo a punto veri e propri decaloghi sulle regole basilari della convivenza scolastica: ingressi, anche dopo la ricreazione, uscite per andare in bagno, consumo della merenda durante le pause e perfino sull’abbigliamento. Ma forse, per i ritardi sempre più frequenti, c’è anche un’altra spiegazione. Perché ormai sono diversi gli studi scientifici che sostengono come la mente degli alunni sia ancora poco attiva alle 8:00, quando nella maggior parte delle scuole suona la prima campanella. E anche in Italia stanno iniziando le sperimentazioni per spostare l’avvio delle lezioni alle 10, quando bambini e ragazzi sono più predisposti all’apprendimento. Il fatto è che, probabilmente, le giovani generazioni sono cambiate così tanto che alcune regole scolastiche stanno diventando obsolete ai loro occhi. Un tempo di andava a letto dopo Carosello. Oggi, pur restando a casa, gli studenti si attardano anche soltanto per chattare sui social. E l’ingresso a scuola alle 8 del mattino diventa “una tortura”.

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La deriva dei ritardi a scuola ultima modifica: 2018-04-05T05:33:22+01:00 da Gilda Venezia
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