La flat tax dei prof e le terre per i figli

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Mario Sensini, Il Corriere della Sera 30.10.2018

– Il disegno di legge di bilancio arriverà domani in Parlamento, e intanto il testo continua a cambiare. Gli articoli che compongono la manovra sono quasi raddoppiati, arrivando a 115, e non siamo ancora alla versione definitiva. Nel testo entrano più soldi per il rinnovo dei contratti dei dipendenti pubblici, ora 4,2 miliardi nel prossimo triennio, insieme alle solite misure fuori contesto, come il nuovo «contributo per l’effettuazione dell’attività di pesca sportiva e ricreativa a mare» chiesto ai pescatori (da 10 a 100 euro l’anno). E l’aliquota agevolata Iva nel 2019 resterà al 10% per passare nel 2020 all’11,5%. Il rincaro dell’aliquota ordinaria è sterilizzato per il solo 2019 mentre nel 2020, senza ulteriori interventi di sterilizzazione, salirà al 24,1% e dal 2021 al 24,5%.

Tra le novità saltate fuori nell’ultima versione del provvedimento — approvato formalmente dal Consiglio dei ministri di lunedì 15 ottobre — salta fuori un fondo per l’attuazione del programma di governo che vale 190 milioni nel 2019 e 450 milioni l’anno dal 2020, non finalizzato. Oltre alle assunzioni nelle forze dell’ordine è previsto il reclutamento di mille nuovi ispettori del lavoro, 775 dipendenti all’Interno e la stabilizzazione di bidelli e tecnici della scuola.

La cedolare secca del 21% sulla locazione degli immobili commerciali varrà solo per i nuovi affitti e per i locali con una dimensione non superiore a 600 metri quadri, mentre i fondi per il rafforzamento dei Centri per l’impiego ammonteranno a un miliardo di euro l’anno. Il fondo per il risarcimento dei risparmiatori vittime dei dissesti bancari vale sì un miliardo e mezzo di euro, ma cumulati sul prossimo triennio. La manovra impone poi alle Regioni di attuare il taglio dei vitalizi sulle cariche elettive: non potendo intervenire direttamente, si prefigura un taglio dei fondi alle Regioni che non si adegueranno alle nuove disposizioni di legge.

Tra le misure inedite salta fuori la tassa “flat” del 15% sui professori, dipendenti pubblici, che fanno ripetizioni. Spunta anche un bonus per le imprese che assumono «giovani eccellenze», mentre si allenta la stretta sulle società partecipate dello Stato. Quelle che chiudono in perdita costante da tre anni potrebbero sopravvivere alla prevista liquidazione, se nel triennio precedente si è registrato, nella media, un utile. Nuova anche la norma che offre in concessione per 20 anni i terreni agricoli demaniali alle coppie che avranno «il terzo figlio» nel 2019, come quella che porta al 65% il credito di imposta riconosciuto ai privati per i contributi alla costruzione di impianti sportivi pubblici. Confermato il taglio dal 2020 dei sussidi a editoria e tv.

Nella Legge di Bilancio c’è anche la riforma del Coni, con la trasformazione di Coni Servizi in Coni Sport e Salute (con vertici incompatibili con quelli del Comitato). Il finanziamento pubblico allo sport viene stabilito in almeno 410 milioni di euro l’anno. Reddito di cittadinanza e «quota 100» sulle pensioni arriveranno con provvedimenti ad hoc.

Flat tax al 15% per le lezioni private tenute dai prof. Ma calano le risorse per il bonus 18enni dai 290 milioni di euro del 2017 a 20. Per i docenti che svolgono «attività di insegnamento a titolo privato» ci sarà un’imposta sostitutiva di Irpef e addizionali regionali e comunali, e dovranno comunicare la propria attività. Nasce una «squadra» di 120 prof digitali scelti dal Miur. Il personale Ata a tempo parziale nel 2018-2019 sarà assunto in pianta stabile. Si riducono le ore di alternanza scuola-lavoro e per diventare prof basterà un anno di formazione.

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La flat tax dei prof e le terre per i figli ultima modifica: 2018-10-30T08:01:19+00:00 da Gilda Venezia

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