La generazione senza limiti, prima o dopo incontrerà il muro della vita

Gilda Venezia

dal blog di Gianfranco Scialpi, 13.4.2022.

Gilda Venezia

La generazione senza limiti. L’ultimo esempio viene da Parma. Genitori ansiosi e preoccupati stanno crescendo figli che non fanno esperienza dei “No”. Inevitabilemente sbatteranno contro il muro della vita. E allora i nodi torneranno al pettine

La generazione senza limiti, l’ultimo caso da Parma

La generazione  senza limiti. Chi frequenta le aule ogni giorno fa esperienza con questa tipologia di bambini e ragazzi. Il caso dell’insegnante di Parma condannata dal giudice per aver rimproverato pesantemente i ragazzi, rappresenta l’ultimo esempio di questa generazione.
Abbandono il terreno scivoloso della giurisprudenza (tante sono le sfumature) per riflettere a più ampio raggio sull’antipedagogia dell’illimitatezza.
Fortunatamente non tutti sono formati a questo approccio verso l’esistenza. E’ il risultato di una prospettiva che in modo esasperato ha messo al centro l’infanzia. Questa centralità è il frutto di ansie e paure da parte dei genitori. Simbolicamente e per riprendere la prospettiva lacaniana,  è tramontata la figura del padre che ha sempre rappresentato la norma, la regola, sostituita da quella di un contesto culturale dove “tutto è possibile”  “Mi sento in colpa. M. Recalcati (Cosa resta del padre, 2011) afferma che la società postmoderna ha “evaporato il padre”, intesa come la funzione di ordine e regolamentazione dell’azione umana, sempre in bilico tra il limite e desiderio.
Non trascorro mai abbastanza tempo con loro a causa del lavoro e nel poco spazio che abbiamo insieme mi rendo conto che gliele do tutte vinte, illudendomi che in questo modo saranno più felici”, “Quando mi dice: Brutta! Sei cattiva, vai via! Non ti voglio più bene!mi sento proprio male”
Ovviamente sono alcuni esempi di debacle educativa dei genitori. La realtà preseta sempre sfumature, gradazioni che possono accentuare o meno la situazione.

La percezione negativa del limite

Il nostro contesto culturale iperveloce e condizionato dalla prestazione e dal raggiungimento compulsivo degli obiettivi, percepisce negativamente  il limite, l’esperienza della frustrazione. Sono associate a mancanza di volontà o all’inadeguatezza del soggetto coinvolto. In alcuni casi, come la vicenda di Parma, il limite è costituito dalle regole di comportamento che una società si dà, formalizzando l’idea che si vive in una comunità, dove esiste un campo dei diritti (oggi molto esaltati) e quello dei doveri, Quest’ultimi sono oscurati perché domina l’ego al quale tutto è permesso, persino imbrattare i muri.
Da qui i mal-esseri contemporanei tra i quali anche la riduzione del sentire l’altro, in alcuni casi ridotto a strumento per l’affermazione del sé ipertrofico (narcisismo)

L’educazione è privazione

Contrariamente a quanto si pensa l’educazione si basa molto sui “no”. Monosillabo che ha una incredibile potenza educativa. Ristabilisce la gerarchia tra l’adulto e il bambino/ragazzo e rimanda al significato più profondo della presenza educativa dell’adulto: decidere. Verbo che significa perimetrare il campo entro il quale i figli/alunni possono muoversi.
Qualche mese fa P. Crepet, noto psicoterapeuta ha fatto una lunga riflessione. ” Educare vuol dire togliere. Quando un genitore dice: “io non ho mai fatto mancare niente a mio figlio” esprime la sua totale idiozia. Perché il compito di un genitore è di far mancare qualcosa, perché se non ti manca niente a che ti deve servire la curiosità, a che ti serve l’ingegno, a che ti serve il talento, a che ti serve tutto quello che abbiamo in questa scatola magica, non ti serve a niente no? Se sei stato servito e riverito come un piccolo lord rimbecillito su un divano, ti hanno svegliato alle 7 meno un quarto la mattina, ti hanno portato a scuola, ti hanno riportato a casa, ti hanno fatto vedere immancabilmente Maria De Filippi perché non è possibile perdersi una puntata di Uomini e Donne, perché sapete che è un’accusa pedagogicamente brillantissima…Educare non ha nulla a che fare con la democrazia, dobbiamo comandare noi perché loro sono più piccoli. In uno stagno gli anatroccoli stanno dietro all’anatra. Avete mai visto un’anatra con tutti gli anatroccoli davanti? È impossibile, è contro natura. Perché le anatre sono intelligenti, noi meno.Un genitore è un istruttore di volo, deve insegnarti a volare. Non è uno che spera che devi restare a casa fino a sessant’anni, così diventi una specie di badante gratis. Questo è egoismo, non c’entra niente con l’amore. L’amore è vederli volare“.
Molti genitori si illudono di poter fare i sindacalisti, gli asfaltatori gli ombrelli per i propri figli per molto tempo. Non è così! Nella sua imprevedibilità la vita si presenta con le sue spigolosità, chiedendo al soggetto coinvolto una decisione, un’assunzione di responsabilità. Se i nostri ragazzi sono cresciuti senza limiti, caratterizzati dai tanti “si” e con i genitori come interfaccia tra loro e la vita, dovranno affrontare le montagne russe. Ognuno può immaginare le conseguenze pratiche per questi ragazzi tra i dodici e i sedici anni.

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La generazione senza limiti, prima o dopo incontrerà il muro della vita ultima modifica: 2022-04-13T21:04:02+02:00 da
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