La scuola riaprirà come sempre

di Fabio Luppino, Huffington Post, 20.6.2020.

(o Conte e Azzolina stanno sbagliando tutto)

Gilda Venezia

Sulla scuola che sarà, da giorni, si susseguono appelli accorati, articolesse preoccupate (spesso su giornali che in tempi passati hanno sostenuto finanche la “Buona scuola” di Renzi), indignazioni politiche, da Salvini, (dimentico di aver allegramente contributo nel 2008 a 8 miliardi di tagli lineari proprio a scorno della scuola che adesso, dice, gli sta tanto a cuore), a Calenda (la cui ultima filippica in video è tanto generica quanto stucchevole), a Renzi (che avrebbe voluto già riaprire, come, quando e con quali garanzie però non lo dice).

Mancano dieci giorni alla fine di giugno e ancora la ministra dell’Istruzione non ha sfornato le linee guida per la riapertura a settembre. Non possiamo pensare che non abbia a cuore il futuro anno scolastico. Allora ci sono due possibilità: o il governo è tanto debole quanto incapace e al di là della retorica colloca la scuola nel sottoscala dei suoi pensieri (mettendoci nove milioni di ragazzi, i loro genitori, i nonni, gli insegnanti, i presidi, i bidelli, i dsga), o, visto il poco tempo, l’orientamento che si sta consolidando in viale Trastevere sia quello di riaprire a settembre senza traumi, misure draconiane, modifiche strutturali e senza plexiglass e forse senza mascherine, magari modificando l’orario d’entrata delle classi per evitare gli assembramenti globali.

Nella prima ipotesi, purtroppo, ci vengono a sostegno gli Stati Generali (che per qualcuno potrebbero diventare anche una Pallacorda, traslata nel tempo, attenzione ai forti sussulti nei partiti di maggioranza): da villa Pamphili il vuoto totale, totalissimo, non oltre qualche sbadiglio, “ah, sì, la scuola…”.  Gli stessi visti su altre crucialissime questioni del Paese (ma la scuola non lo è? la sanità non lo è? Si diceva che tutto doveva cambiare, e invece?). Il premier Conte mostra per la scuola un interesse quasi minore a quello per la sua pochette. Mai tema centrale, mai presupposto per ogni strategia futura, mai indicazioni operative, finanziamenti qui e ora. Azzolina, presente, ma in silenzio (oggi ha postato su Fb una sua foto dietro la scrivania e il testo: “Si lavora senza sosta per settembre anche per l’aggiornamento delle graduatorie provinciali. Buon fine settimana a tutti”). Sulla riapertura già incombe la richiusura per l’election day del 20 settembre, solo questo per ora si sa (e che andranno in pensione 30mila insegnanti). Se l’assenza di decisioni nascondesse l’ulteriore tira e molla tra politica e Comitato tecnico scientifico, sarebbe un alibi poco proponibile. Il pallino è in mano al governo, lo deve essere. Lo stesso governo, la stessa ministra dell’Istruzione che hanno infarcito di gravami burocratici insegnanti e presidi impegnati nella Dda (una soluzione nell’emergenza, ma non praticabile a lungo, portando alla negazione stessa della funzione della scuola, come detto da molti titolati a farlo). Un’idea non c’è, oltre il Pia Pai (chiedete ai docenti e vi divertirete). Né Azzolina né Conte sono riusciti ad andare al di là dell’ordinario e lo stato di eccezione, non utilizzando l’emergenza Covid per dare una poderosa sterzata ai guasti lasciati dalle riforme deleterie degli ultimi quindici anni.

Le scuole hanno ricevuto in media, sin qui, trentamila euro. Non si fanno piani edilizi con una somma del genere. I più avveduti rafforzano la cablatura e si preparano per la messa a punto di igienizzazioni e altre misure mirate. A questo punto sarebbe impossibile fare qualsiasi cosa, tra luglio ed agosto, anche perché il primo settembre i portoni degli istituti scolastici si riaprono per chi deve recuperare debiti. Quindi, l’unica soluzione possibile con così poche settimane, può essere solo quella di toccare poco o nulla e tornare alla normalità.

Sarebbe una scelta politica. Del resto è stato fatto e si sta facendo per tutto: dai bar, ai ristoranti, alle discoteche, ai musei, alle sale scommesse, ai luoghi di lavoro.  Dateci una spiegazione credibile, ora.

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La scuola riaprirà come sempre ultima modifica: 2020-06-20T22:00:51+02:00 da Gilda Venezia
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