Lavoratori fragili, fumata nerissima: il Miur non trova la quadra, Conte alle strette

di Carlo Maria Giordana, Scuola in Forma, 1.9.2020.

In alto mare le scelte politiche tra i vari ministeri per la tutela dei lavoratori fragili. Il prossimo anno previsti oltre 200mila supplenti.

Gilda Venezia

L’attesa circolare che avrebbe dovuto cristallizzare i criteri per l’esonero dal servizio dei docenti fragili non è stata emanata. A quanto pare non è stato trovato un accordo tra i vertici del Ministero dell’Istruzione, di quello della Salute e della Funzione pubblica. Conte in queste ore è con le spalle al muro e si temono ripercussioni dal punto di vista della carestia in prospettiva degli organici scolastici.

Questo il quadro della situazione non del tutto consolante dopo la fumata nera di ieri a proposito dei lavoratori fragili e delle loro tutele. Ancora oggi, martedì 1 settembre, a meno di 14 giorni dall’inizio ufficiale delle lezioni, non è dato sapere quali e quanti docenti potranno entrare ufficialmente a scuola.

Il punto dolente di questa tormentata vicenda sta nelle complessità degli scenari che potrebbero concretizzarsi in base alle scelte politiche che verranno intraprese da qui a qualche giorno. La questione ha un grado di complessità perché richiede la competenza trasversale di più ministeri: quello della salute, per i requisiti dei lavoratori con fragilità e il Mef, soprattutto per questi lavoratori che non essendo di fatto malati, ma con una condizione precaria di salute, non saranno tenuti alla prestazione ‘normale’ del servizio in presenza a causa del rischio della pandemia da Covid-19. In questo caso, il Ministero dell’Economia e Finanze dovrà predisporre delle scelte relative al trattamento giuridico oltre che economico per i lavoratori in oggetto.

Un altro punto da chiarire riguarderà lo smart working per i docenti fragili. Se da un lato il Ministero dell’Istruzione ha spiegato l’impraticabilità di questa modalità didattica per gli ordini scolastici del I Ciclo d’istruzione, ha reso idonea viceversa tale tipologia per gli Istituti Scolastici superiori. Il problema maggiore però sarà rappresentato dall’impraticabilità di questa modalità per via della carenza di personale interno dedito alla vigilanza della scolaresca a scuola in caso di didattica a distanza con il docente ‘fragile’ in smart working.

Circa 200mila i supplenti che sostituiranno i lavoratori fragili per il prossimo anno

E poi si passa al problema dei problemi: la carenza di organico. Questo cruccio sarà strettamente correlato alla mancanza in classe di tutti i docenti con fragilità, i quali, in un modo o in un altro, tenteranno in tutti i modi di non varcare la soglia delle scuole a partire dal 14 settembre. Se i fragili non potranno insegnare neanche dalla propria abitazione, la nuova carenza di organico sarà una vera e propria ‘mannaia‘ per questo governo.

Le migliori statistiche parlano di una carenza di personale pari a 200mila unità, ma non è detto che questo numero potrebbe aumentare di molto nelle prossime settimane. Tutto dipenderà dai futuri bollettini sanitari della Protezione Civile e dalle scelte politiche di queste settimane del governo Conte.

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Lavoratori fragili, fumata nerissima: il Miur non trova la quadra, Conte alle strette ultima modifica: 2020-09-01T21:16:34+02:00 da Gilda Venezia
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