Lavoro in DAD non è tempo perso, si parte da premessa sbagliata

dalla Gilda degli insegnanti, 9.2.2021.

È quanto afferma Rino Di Meglio in merito alle dichiarazioni del presidente incaricato Mario Draghi.

Gilda Venezia

“Definire tempo perso il lavoro svolto durante questo difficilissimo anno pandemico significa partire con il piede sbagliato. Di tutto si può discutere, ma sempre rispettando chi si è fatto in quattro con la Didattica a distanza. Senza, poi, dimenticare che, salvo rare eccezioni, la scuola dell’infanzia e la primaria hanno continuato con la didattica in presenza”. È quanto afferma Rino Di Meglio, coordinatore nazionale della Gilda degli Insegnanti, in merito alle dichiarazioni del presidente incaricato Mario Draghi.

E sull’ipotesi di prolungamento del calendario scolastico, Di Meglio aggiunge che “da insegnante trovo inutile protrarre le lezioni di un paio di settimane. A parte le difficoltà oggettive che comporterebbe, sia da un punto di vista organizzativo con gli esami di fine ciclo, sia da un punto di vista climatico, con edifici scolastici perlopiù inadeguati, un tale provvedimento si rivelerebbe inefficace rispetto al recupero degli apprendimenti da parte degli alunni. Piuttosto, risulterebbe più opportuno finanziare corsi di recupero individuali per gli studenti rimasti realmente indietro”.

Roma, 9 febbraio 2021
UFFICIO STAMPA GILDA INSEGNANTI

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Lavoro in DAD non è tempo perso, si parte da premessa sbagliata ultima modifica: 2021-02-09T15:12:54+01:00 da Gilda Venezia
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