Le classi pollaio. Un studio alternativo fa riflettere su quello indicato dall’Invalsi

Gilda Venezia

dal blog di Gianfranco Scialpi, 18.8.2025.

Le classi pollaio. Uno  studio alternativo presenta una realtà diversa
da quella ipotizzata dall’Invalsi. Il rischio della bolla mediatica

Gilda Venezia

Le classi pollaio. Una voce discorde a quella dell’Invalsi

Le classi pollaio. Abbiamo sempre scritto che l’approccio riduzionista non funziona, quando coinvolge le persone. Se questa consapevolezza è divenuta certezza con lo sviluppo storico, si stenta invece ad abbandonare l’approccio semplicistico nel microcosmo umano. Nel caso specifico il riferimento è la classe, ambiente educativo di apprendimento, nel quale interagiscono aspetti cognitivi, motivazionali, sociali emotivi.

Due mesi fa si commentava sinteticamente la posizione dell’Invalsi sulle classi pollaio. Partendo da uno studio R. Ricci (Presidente Invalsi) affermava che la numerosità di una classe non incide sul rendimento degli alunni/studenti. La tesi è sostenuta anche dal Ministro Valditara. Abbiamo sempre espresso molta perplessità su questa conclusione granitica. Ci viene in aiuto la nostra esperienza personale.

L’assenza di altri studi, comunque hanno indotto molti a pensare che la realtà sia quella indicata da R. Ricci e G. Valditara. Questa mattina il quotidiano “Domani” ha ospitato un interessante contributo di uno studioso (P. Landri, Direttore Cnr Iriss) dal titolo “Classi più piccole o aule pollaio. Risparmiare sulla scuola è illusorio“, che apre alla complessità.  Facile intuire da che parte si pone P. Landri.

Egli propone uno studio trentennale e alternativo (Rethinking Class Size di Peter Blachfort e Antony Russell) a quello sostenuto dall’Invalsi, mettendo in evidenza le criticità di quest’ultimo. In sintesi è operata una riduzione sugli apprendimenti considerati (literacy e matematica) e i fattori presi in esame. I riferimenti sono i modelli econometrici di Eric Hanushek, la meta-review di J. Hattie e le comparazioni internazionali tra paesi sulla base dei risultati Ocse-Pisa.
Inevitabile quindi la conclusione: l’approccio sostenuto da Invalsi e dal Mim dimentica la complessità della classe, sostenendo la validità scientifica della standardizzazione e quindi attribuendo poco valore a tutte le altre variabili e apprendimenti.

Grazie a questo studio ben illustrato nell’articolo, abbiamo la conferma che occorre sempre diffidare dalla lettura di un solo approccio.

 

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Le classi pollaio. Un studio alternativo fa riflettere su quello indicato dall’Invalsi ultima modifica: 2025-08-18T21:02:12+02:00 da
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