Legge 440: il salvadanaio dell’autonomia

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di Giancarlo Cerini, scuola7,  n. 71, 18.12.2017 

– Un fondo per sostenere l’autonomia

Da oltre vent’anni (in virtù della Legge 440 del 18-12-1997) ogni anno una quota di risorse finanziarie viene messa a disposizione delle scuole per ampliare ed arricchire l’offerta formativa (Fondo 440). L’utilizzo dei fondi ha subito nel corso degli anni una decurtazione, seguendo le vicissitudini finanziarie non sempre brillanti del nostro Paese, ma continua a rappresentare una opportunità “sicura” per far fronte alle diverse esigenze delle scuole. Anche le modalità di erogazione dei fondi sono via via cambiate, perché dopo una iniziale assegnazione ad ogni istituzione scolastica di un bonus senza una destinazione d’uso vincolata, se non per il sostegno dell’autonomia scolastica (questa era la ratio della legge 440), si è fatta strada la modalità dei Bandi ad accesso limitato: le scuole, quindi, devono candidarsi per accedere alle diverse tipologie di finanziamenti disponibili per azioni individuate a livello centrale (attinenti l’autonomia in senso lato…). Fino a pochi anni fa anche il Parlamento si esprimeva sulla utilizzazione del fondo, ora è il Miur a dettare le regole del gioco. Queste trovano espressione nel D.M. 851 del 27 ottobre 2017, recentemente vistato dalla Corte dei Conti (foglio n. 2321 del 13-12-2017). Parliamo ovviamente dell’esercizio finanziario 2017, dunque in extremis rispetto alla sua scadenza naturale.

– Le aree di intervento

Il DM 851 cit. individua tre aree verso cui sono orientate le risorse finanziarie complessivamente disponibili (50,267 milioni di euro). Si tratta di interventi dedicati a:

1) inclusione e successo formativo;

2) innovazioni a supporto dell’autonomia scolastica;

3) infrastrutture.

Nella premessa si ricorda che le fonti giuridiche che supportano questi orientamenti sono legate ai contenuti innovativi della legge 107/2015 (ad esempio i fondi connessi al piano digitale) o ai suoi decreti legislativi attuativi (come la revisione dell’istruzione professionale, o le novità in materia di valutazione, o il potenziamento dell’ambito artistico-musicale), nonché all’“Agenda globale per lo sviluppo sostenibile – 2030”, di cui certamente meritevole appare il goal 4: “Fornire un’educazione di qualità, equa ed inclusiva, e opportunità di apprendimento per tutti”. È evidente che non saranno i fondi della 440 ad accelerare il raggiungimento di queste finalità (semmai sarà l’insieme delle scelte politiche e finanziarie per l’istruzione pubblica), ma la mission del provvedimento è significativa e segnala una linea di tendenza apprezzabile. Poi le azioni specifiche si dettagliano in una quantità di flussi finanziari assai frammentati (circa 40 azioni, descritte succintamente negli articoli del decreto 851 che vanno dal 3 al 42), ognuno dei quali indica una specifica modalità di assegnazione delle risorse.

– Modalità diverse per accedere ai fondi

Dunque ciascuna delle 40 diverse tipologie di azioni finanziabili prevede una diversa procedura amministrativa per l’accesso ai fondi. Volendole tipizzare, in linea di massima le erogazioni potranno avvenire:

  • direttamente a tutte le scuole senza ulteriori istanze (è il caso, ad esempio, del contributo di 1.000 euro per ogni scuola secondaria di I grado, per una sorta di “Pronto soccorso digitale”; oppure del fondo per il recupero di debiti formativi da ripartire a tutte le scuole secondarie di II grado in base al numero degli studenti con sospensione del giudizio);
  • sulla base di bandi regionali (USR) con individuazione di una o più scuole-polo regionale per azioni di sistema (come nel caso della formazione sul CLIL per scuola secondaria di II grado; o per azioni di supporto con nuove modalità di valutazione degli allievi (d.lgs 62/2017));
  • sulla base di individuazione – a livello regionale, in qualche caso nazionale – di scuole-polo con specifiche vocazioni (i poli per l’inclusione disabilità; i poli per educazione ospedaliera-carceraria-adulti; i poli ITS);
  • concentrando il finanziamento su una sola scuola a livello nazionale o su un numero limitato di scuole (ad esempio 6 per le misure di accompagnamento alle Indicazioni, rispettivamente per il primo o secondo ciclo; oppure 3 per la didattica personalizzata; ecc.);
  • gestendo direttamente i fondi da parte del Miur, come nel caso dell’allestimento di grandi piattaforme digitali, come nel caso del monitoraggio PTOF-RAV-PdM, di SOFIA, del curriculum digitale dello studente, ecc.).

Di fronte ad un menù così variegato occorre dunque che le scuole prestino la massima attenzione alle tipologie di azioni, alla loro diversa natura (riferibili direttamente alle singole scuole oppure riservate ad azioni di sistema di secondo livello), alle scadenze temporali, alla necessità di costruire alleanze preventive in varie direzioni (tra reti di scuole o nei confronti dell’amministrazione), concentrando l’impegno verso iniziative che rispondano a specifici bisogni dell’istituzione scolastica o alle vocazioni via via acquisite e dimostrate nel loro “saper fare”.

– Risorse per la progettualità delle scuole

La lettura del decreto ministeriale fa intravedere una serie molto ampia di fabbisogni finanziari, non tutti rubricabili sotto la dicitura “autonomia scolastica”. È pur vero che la legge 107/2015 è stata varata con l’esplicito richiamo alla compiuta realizzazione del principio dell’autonomia, a partire dalla riformulazione più strategica del POF che si trasforma in Piano triennale, e con specifiche indicazioni di priorità per la riorganizzazione dell’offerta formativa. In effetti le 40 linee finanziarie previste dal DM 851/2017 sono sovrapponibili alle 17 priorità previste dal comma 7 della legge 107/2015, e molte delle azioni finanziabili sono in diretta corrispondenza con gli obiettivi del medesimo comma. Si pensi in particolare alla promozione della cultura della legalità e della cittadinanza, agli interventi di supporto alle innovazioni (non solo digitali, ma anche metodologiche e didattiche), alla “manutenzione” delle Indicazioni curricolari per il primo e secondo ciclo, alla promozione di molte educazioni “trasversali”, non ultimo l’ambizioso programma di educazione al rispetto o il contrasto al cyberbullismo o alle fake news.

In definitiva, il microcosmo che si scorge dietro i 44 articoli del decreto rappresenta la complessità dell’azione della scuola in una stagione di forti trasformazioni, ma anche di grandi incertezze sul futuro. Non è in gioco solo la qualità della proposta didattica nei suoi diversi aspetti (dal potenziamento delle discipline STEM: scienze tecnologia e matematica, allo sviluppo della formazione CLIL, dall’attenzione alla “nuova” istruzione professionale alla promozione della didattica personalizzata), ma anche una certa idea pervasiva di educazione, che si estende dal curricolo a dimensioni formative più ampie, come la pratica sportiva, l’apprendistato, l’imprenditorialità, la sostenibilità (con il richiamo all’Agenda 2030).

– Esigenza di unitarietà

Il decreto annuale sulla 440 per la scuola assume così le sembianze di una vera e propria legge finanziaria per la scuola, dove – al di là delle risorse finanziarie effettive (sempre troppo limitate rispetto ai bisogni delle scuole) – conta anche il significato simbolico di certe indicazioni, che vogliono accendere i riflettori sul modo di essere delle scuole. Consideriamolo alla stregua dello “Zingarelli” che ogni anno ci presenta il lessico delle parole nuove. Si consolideranno?

A coloro che si apprestano  – a tutti i livelli, dal Miur alle singole scuole – a gestire le risorse messe a disposizione dalla 440, così come da altre leggi (la 107, i decreti legislativi, il piano di formazione, i PON, ecc.), compete ricondurre a unità e coerenza “curricolare” questo variegato paesaggio di progettualità.

– Il quadro delle azioni articolo per articolo

Articolo DM 851 Tipologia di azione Risorse disponibili
(milioni di euro)
3 Partecipazione studentesca e dei genitori, forum, ecc. 1,000
4 Consulte provinciali studentesche 0,850
5 Inclusione scolastica alunni con disabilità, sportelli, ricerca 3,000
6 Pratica sportiva alunni disabili 0,350
7 Scuole in ospedale e istruzione domiciliare 1,000
8 Scuole in carcere 1,000
9 Istruzione Adulti, centri ricerca, Paideia 1,500
10 Recupero debiti formativi scuola secondaria II grado 6,600
11 Piano nazionale educazione al rispetto 0,800
12 Contrasto alle fake news 0,550
13 Cultura della memoria e conoscenza Costituzione 0,100
14 Competenze di cittadinanza, debate, TED, Hackathon 0,500
15 Cultura della legalità 2,000
16 Contrasto al bullismo e cyberbullismo 1,000
17 Educazione alla sostenibilità 0,150
18 Realizzazione campionati studenteschi 2,500
19 Promozione della pratica sportiva a scuola 2,000
20 Attività musicali, artistiche, teatrali 0,800
21 Didattica personalizzata (CTS Decr. Dip. 24-5-2017, n. 479) 0,300
22 Diffusione del Service Learning – Apprendimento Servizio 0,300
23 Curricolo e imprenditorialità #19 PNSD 0,800
24 Apprendistato di primo livello nel secondo ciclo 1,000
25 Promozione Giornata nazionale della scuola 0,200
26 Promozione Giornata della sicurezza nelle scuole (27 nov) 0,180
27 Iniziative per realizzazione scuole sostenibili 2,000
28 Sviluppo #26 PNSD, presidi di pronto soccorso tecnologico 5,700
29 Azioni per ITS e industria 4.0 0,700
30 Misure di accompagnamento Indicazioni I e II ciclo 1,000
31 Revisione dell’istruzione professionale (D.lgs. 61/2017) 1,300
32 Supporto ai nuclei di valutazione dirigenza scolastica 1,000
33 Attuazione nuove modalità valutazione alunni (D.lgs 62/2017) 1,600
34 Diffusione Carta diritti doveri Alternanza Scuola Lavoro 0,050
35 Promozione STEM (scienze tecnologia matematica) sc. sec. I 0,600
36 Formazione linguistica e metodologica CLIL sc. sec. II grado 1,500
37 Ripristino dotazioni dopo atti vandalici 1,520
38 Costituzione piattaforme digitali per monitoraggio autonomia 2,000
39 Digitalizzazione curricolo dello studente 0,500
40 Implementazione IO STUDIO – La Carta dello studente 0,550
41 Implementazione piattaforma SOFIA per formazione docenti 0,500
42 Supporto processi gestione amministrativa e consulenza 1,267

Giancarlo Cerini

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Legge 440: il salvadanaio dell’autonomia ultima modifica: 2017-12-19T06:07:33+01:00 da Gilda Venezia
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