Legge di Bilancio 2026 e pensioni: ok del Senato

di Laura Biarella, Altalex, 24.12.2025.

Le misure per imprese, lavoratori e famiglie. Giustizia, pensioni, sanità e bonus edilizi.
Il testo passa alla Camera per l’approvazione definitiva.

Il 23 dicembre 2025 l’Assemblea di Palazzo Madama ha dato l’ok, in prima lettura, al disegno di legge n. 1689 sul bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2026 e il pluriennale 2026-2028.


Con 113 voti favorevoli, 70 contrari e 2 astenuti, il Senato ha rinnovato la fiducia al Governo sull’emendamento 1.9000, interamente sostitutivo della prima sezione del disegno di legge.

La manovra, approvata nella 375ma seduta pubblica, fissa un iter di riduzione graduale dell’indebitamento netto dal 2,8% del PIL nel 2026 al 2,3% nel 2028, allineandosi al Documento programmatico di finanza pubblica 2025. La seduta, iniziata alle 10:01, si è conclusa alle 13:28.

Il testo approvato al Senato

Il via libera al bilancio rafforza la stabilità dell’Esecutivo, in un contesto di vincoli europei e challenge economiche nazionali.

Per l’esame del disegno di legge Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2026 e bilancio pluriennale per il triennio 2026-2028 la Camera è stata convocata domenica 28 dicembre alle ore 16.

Struttura e contenuti della Manovra

Il d.d.l. si articola in due sezioni principali:

  • la prima introduce misure normative e finanziarie per centrare gli obiettivi di finanza pubblica,
  • la seconda illustra gli effetti sui saldi e gli stanziamenti a legislazione vigente.

La legge definisce i livelli massimi del saldo netto da finanziare e del ricorso al mercato finanziario per ciascun anno del triennio. Tra le priorità emergono interventi fiscali a sostegno di famiglie e lavoro, misure per la crescita e gli investimenti pubblici, rafforzamento di sanità e welfare, oltre a disposizioni per enti territoriali e pubblica amministrazione.

Lunedì 22 dicembre l’Assemblea ha varato gli articoli della seconda sezione, mentre il Governo ha posto la fiducia sull’emendamento che recepisce le modifiche della quinta Commissione Bilancio.

Debate finale tra difese e critiche

Differenti sono state le reazioni da parte di maggioranza e opposizione:

  • nelle dichiarazioni conclusive, i relatori di maggioranza hanno difeso la manovra come espressione di prudenza e responsabilità. Il senatore Salvitti (Civici d’Italia) ha sottolineato la strategia di legislatura basata su stabilità dei conti e sostegno ai redditi familiari. Gasparri (Forza Italia-BP) ha evidenziato tutele per sicurezza, famiglie e imprese, con tagli al cuneo fiscale e contributi da banche e assicurazioni senza nuove tasse generalizzate. Romeo (Lega Salvini Premier) ha lodato l’equilibrio a favore del ceto medio, con riduzioni fiscali e protezioni per pensioni, sanità e salari. Calandrini (Fratelli d’Italia) ha rivendicato la solidità del testo, il ruolo centrale del Parlamento e la credibilità del Ministro dell’Economia, contrapposta all’instabilità dei governi precedenti;
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  • l’opposizione ha negato la fiducia, criticando lacune strutturali. Calenda (Azione) ha apprezzato la prudenza sui conti e la credibilità europea, ma ha denunciato l’assenza di strategie organiche su salari, crescita ed energia. Patton (Aut) ha valorizzato gli interventi per le Province autonome, pur contestando scelte su pensioni, imprese e famiglie. Renzi (Italia Viva) ha attaccato l’aumento della pressione fiscale e la mediocrità del ddl, privo di misure per lavoro, donne e giovani. Magni (Alleanza Verdi e Sinistra) l’ha definita classista e inadeguata alla crisi industriale e sociale, senza interventi sugli extraprofitti. Patuanelli (Movimento 5 Stelle) ha contestato tasse occulte, tagli a scuola, sanità e welfare. Boccia (Partito Democratico) ha descritto un testo confuso e regressivo, con riduzioni su sanità, istruzione e trasporti, aggravando il lavoro povero.

Pensioni e previdenza complementare

Sul versante previdenziale la manovra prevede un innalzamento graduale dell’età pensionabile: dal 2027 si passerà a 67 anni e 1 mese, allineandosi agli adeguamenti alla speranza di vita.
Le pensioni minime vengono incrementate di circa 20 euro mensili, mentre per i nuovi assunti dal I° luglio 2026 entra in vigore il meccanismo del “silenzio-assenso” per il TFR: in assenza di esplicita opposizione entro 60 giorni, il trattamento di fine rapporto sarà destinato automaticamente ai fondi pensione.

L’obiettivo è rafforzare la previdenza complementare e garantire maggiore sicurezza economica nel lungo periodo.

Misure in ambito “Giustizia”

La Legge di Bilancio 2026 introduce interventi di rilievo per il settore giustizia, con un duplice obiettivo:

  • efficienza dei procedimenti,
  • rafforzamento delle strutture amministrative.

L’articolo 36-bis della bozza approvata dal Senato interviene sulla giustizia tributaria, in particolare proroga gli incarichi per una specifica platea di giudici tributari e la rideterminazione dei compensi del Consiglio di presidenza, in coerenza con il recente riordino del settore; allo stato, il Dossier conferma la collocazione della norma mentre i dettagli finanziari non risultano quantificati nel materiale consultato.

In ambito organizzativo, l’articolo 60‑bis rafforza la capacità amministrativa del Ministero della giustizia: prevede stabilizzazioni del personale assunto per l’attuazione del PNRR (Uffici per il processo), nuove facoltà assunzionali e misure sul collocamento fuori ruolo dei magistrati. (Importi non indicati nei Dossier provvisori).

In ottica di legalità sostanziale, l’articolo 134‑bis istituisce il Fondo per la promozione delle iniziative di contrasto alla criminalità organizzata con dotazione stabile pari a 500.000 euro annui, destinata a attività di formazione, sensibilizzazione ed educazione alla legalità.

Al contempo, l’emendamento 54.4 all’articolo 134‑bis incrementa di 2 milioni di euro per ciascuno degli anni 2026 e 2027 il Fondo per le pari opportunità, con una quota vincolata ai centri di riabilitazione per uomini maltrattanti, consolidando l’approccio preventivo al contrasto della violenza di genere.

Taglio IRPEF e nuove misure fiscali

Introdotto un intervento significativo sul fronte delle imposte dirette: l’aliquota IRPEF del secondo scaglione scende dal 35 % al 33 % per i redditi fino a 50.000 euro, con l’obiettivo di alleggerire il carico fiscale sul ceto medio e stimolare i consumi. Al contempo viene confermata la proroga della “rottamazione” delle cartelle esattoriali: i debiti affidati alla riscossione tra il 2000 e il 2023 potranno essere estinti in 54 rate bimestrali da almeno 100 euro, con interessi al 3 % e prima scadenza fissata a luglio 2026. La misura punta a ridurre il contenzioso e favorire la regolarizzazione dei contribuenti.

Sanità e welfare, più risorse, ma con vincoli

La legge di bilancio conferma un aumento del Fondo sanitario nazionale, con risorse aggiuntive destinate alla riduzione delle liste d’attesa e al potenziamento della medicina territoriale. Tuttavia, le opposizioni denunciano che gli incrementi non compensano i tagli subiti negli anni precedenti, rischiando di lasciare scoperti settori cruciali come la prevenzione e l’assistenza domiciliare.

Sul fronte welfare, viene rifinanziato il Fondo per le pari opportunità con 2 milioni di euro annui per il biennio 2026-2027, destinati in parte ai centri di riabilitazione per uomini maltrattanti, consolidando l’approccio preventivo alla violenza di genere.

Misure su casa e bonus edilizi

Confermate e rimodulate le agevolazioni fiscali per l’edilizia, per il 2026 restano attivi i bonus ristrutturazioni ed ecobonus con detrazione al 50 % per la prima casa e al 36 % per le seconde, con limite di spesa pari a 96.000 €. Il superbonus risulta ormai limitato agli interventi post-sisma nelle quattro regioni coinvolte (Lazio, Marche, Umbria e Abruzzo) ed è stato ridotto drasticamente.

Il bonus mobili ed elettrodomestici viene confermato per un valore massimo di 5.000 euro, valido solo per il 2026.

In ambito degli affitti brevi turistici, la cedolare secca resta al 21 % per un solo immobile, si eleva al 26 % per il secondo, e diventa tassazione d’impresa a partire dal terzo immobile affittato per periodi fino a 30 giorni.

Incentivi per imprese e PMI

Alle aziende vengono destinati circa 10 miliardi di euro di incentivi: l’iperammortamento, ovvero le maggiori deduzioni fiscali per investimenti in beni strumentali e tecnologici, viene prorogato fino al 30 settembre 2028, bensì vincolato a beni “made in Europe”, eliminando l’ultimo extra bonus green.

Nel settore della transizione digitale viene rifinanziato il credito d’imposta Transizione 4.0 con un’assegnazione di 1,3 miliardi, oltre ai 532,6 milioni riservati alle imprese nelle Zone Economiche Speciali (ZES). Emerge una nuova ritenuta d’acconto: dallo 0,5 % nel 2028 all’1 % nel 2029 sulle transazioni tra imprese, a decorrere dal 2028.

Nuova franchigia ISEE e riparametrazione

La riforma ISEE esclude la prima casa dal calcolo, innalzando la franchigia da 52.500 euro a 91.500 euro, con un’aggiunta di 2.500 euro per ciascun figlio convivente oltre il primo.

Nelle grandi città metropolitane (quali Roma, Milano, Napoli, Torino e altre), il tetto viene elevato fino a 200.000 euro. Viene anche rivisitata la scala di equivalenza, con coefficienti crescenti per i nuclei numerosi, così da allargare la platea beneficiaria di assegno unico, bonus asilo nido, bonus nuovi nati, assegno di inclusione e misure correlate.

Il patrimonio mobiliare computabile ai fini ISEE viene ampliato per includere criptovalute, giacenze in valuta estera e rimesse tramite money transfer.

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Legge di Bilancio 2026 e pensioni: ok del Senato ultima modifica: 2025-12-25T06:20:36+01:00 da
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