Lettera a Sallusti sulla scuola

di Pietro Paolo Armento, InfoDocenti.it, 2.6.2020

– Un docente risponde al direttore del Giornale, Alessandro Sallusti –

Il suo giornale ha dedicato oggi la prima pagina agli insegnanti. Invece di preoccuparsi dell’emergenza educativa e dei tanti problemi reali che martoriano giornalmente la scuola, nel suo editoriale attacca frontalmente un’intera classe di lavoratori che secondo lei sarebbe reduce da “quattro mesi di semi vacanza”.

Non è così. La stragrande maggioranza degli insegnanti italiani ha lavorato in questi mesi molto più di quello che già fa normalmente – e secondo una ricerca commissionata dalla giunta provinciale dell’Alto Adige un docente lavora in media 1.600 ore all’anno. E la didattica a distanza è iniziata solo grazie alla “professionalità” e alla “buona volontà” dei docenti, che spesso hanno lavorato utilizzando risorse proprie – altro che scappare “in vacanza” come scrive lei.

Lei non conosce la scuola e lo dimostra quando scrive che “A pochi giorni dall’inizio degli esami di maturità migliaia di professori stanno cercando di evitare la rottura di dover tornare al lavoro dopo quattro mesi di semi vacanza. Sono in talmente tanti a marcare visita che in alcuni istituti l’esame è addirittura in forse”.

L’unico dato certo ad oggi è che, per la Maturità, mancano all’appello circa il 10% dei presidenti di commissione, mentre i commissari interni sono stati già individuati dai consigli di classe. Ciò significa che il 90% delle commissioni è completa e l’allarme che lancia in realtà non esiste.

La prego quindi di informarsi prima di scrivere su un argomento che non conosce. L’assenza dei presidenti di commissione nasce dal fatto che per ricoprire questa carica bisogna essere insegnante di ruolo da almeno dieci anni. E bisogna fare domanda. Con questa pandemia era facile immaginare che ci sarebbero state poche istanze nelle regioni più colpite dal Covid.

Invece di usare la macchina del fango contro gli insegnanti, lei si sarebbe dovuto chiedere perché l’esame di Maturità debba essere fatto in presenza, mentre quello della scuola media sarà online. L’unica ragione che riesco a darmi è che questa Maturità sarà una prova generale per la riapertura della scuola a settembre, e che maturandi e commissari avranno in questo esperimento il ruolo delle cavie.

Un’ultima cosa: lei scrive di “devastazione della scuola” e la attribuisce ai “sindacati” e ad “una gestione burocratica e ideologica dell’educazione”. Ancora una volta la sua visione mi appare come miope. La devastazione della scuola è responsabilità in primis della politica, e di quegli esponenti che lei ha difeso in tante occasioni…

Cordialmente Pietro Paolo Armento

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Lettera a Sallusti sulla scuola ultima modifica: 2020-06-03T03:19:53+02:00 da Gilda Venezia
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