Maturità 2018: quella rincorsa a fare il presidente…

tuttoscuola_logo14Tuttoscuola, 17.4.2018

– I sindacati, quelli ‘storici’ e quelli di ultima generazione, hanno fatto a gara per consentire ai dirigenti scolastici delle scuole secondarie di primo grado (e/o degli istituti comprensivi) di fare i presidenti delle commissioni di Maturità. Per ottenere questo risultato è stata chiesta e ottenuta la modifica di quanto stabilito dall’art. 8 del D.Lgs. 62/2017 e dal DMn. 741/2017, disposizioni che, in attuazione della legge 107/2015, prevedevano che, a partire dal giugno 2018, i dirigenti delle scuole del primo ciclo dovessero obbligatoriamente presiedere la commissione dell’esame di Stato negli istituti da essi diretti.

I sindacati hanno in pratica ottenuto l’annullamento dell’obbligo, che avrebbe di fatto impedito ai dirigenti di tali scuole di fare domanda per presiedere le commissioni di Maturità, ristabilendo questa possibilità (peraltro già prevista dalla berlingueriana legge 425 del 1997) con Nota Miur n. 6078 dello scorso 6 aprile, sia pure con qualche limitazione non gradita dagli stessi sindacati, in particolare dall’ANP, che ha invocato il “ripristino della perequazione della dignità professionale” tra DS dei diversi gradi di scuola.

Perché tanta insistenza? Da una parte si tratta, soprattutto per ANP, di tener fede alla parola d’ordine della piena equiparazione dei DS in quanto tali, a prescindere dal tipo di scuola diretta, agli altri dirigenti pubblici, dall’altra però non si può prescindere dal fatto che mentre il preside del primo ciclo per gli esami di licenza media non riceve indennità, quello del secondo ciclo può superare, tra indennità fissa e rimborsi per missione, i 3.000 euro.

Insomma la principale motivazione dell’azione sindacale potrebbe essere stata quella economica, e non quella della competenza professionale, che per la verità avrebbe anche potuto portare i sindacati a condividere la norma della 107, e caso mai a chiedere una indennità anche per i DS del primo ciclo.

Roberto Pellegatta, già presidente di DiSAL, ha definito questa come una “battaglietta” se confrontata con la più complessiva e decisiva questione dell’inadeguatezza dell’attuale esame di maturità, che potrebbe vantaggiosamente essere sostituito da una assai meno costosa e più efficace procedura di valutazione e attestazione periodica e finale delle competenze individuali acquisite.

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Maturità 2018: quella rincorsa a fare il presidente… ultima modifica: 2018-04-18T05:24:13+01:00 da Gilda Venezia
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