Un rito che si ripete ogni primavera, ma che quest’anno suona come una denuncia ancora più amara. Mentre le scuole si preparano ad allestire le commissioni per l’Esame di Stato 2026, il sindacato Gilda degli Insegnanti alza la voce contro quella che definisce una “vertenza congelata” da quasi due decenni: i compensi per i commissari d’esame.
A denunciare l’immobilismo è il coordinatore nazionale della Gilda, Vito Carlo Castellana, che in una nota diffusa oggi ha puntato il dito contro l’inadeguatezza delle retribuzioni accessorie destinate a chi è chiamato a valutare le prove di maturità.
Anche quest’anno nulla sembra essere variato rispetto ai compensi previsti per i commissari di maturità, sono trascorsi quasi venti anni e tutto è ancora fermo, ha dichiarato Castellana. Se si pensa, inoltre, a quanto sia aumentato il costo della vita, è sconfortante e indecoroso riscontrare come ancora una volta venga sminuito il ruolo e la professionalità dei nostri insegnanti.
Fermi al 2007: l’inflazione ha eroso tutto
Il cuore della protesta è matematico. Le tabelle ministeriali che stabiliscono quanto spetta a presidenti, commissari interni ed esterni per le operazioni di scrutinio, correzione e vigilanza sono bloccate al 2007. All’epoca, il compenso base per un commissario esterno si aggirava intorno ai 900-1.100 euro lordi (a seconda delle discipline e delle distanze chilometriche), cifra che, secondo i calcoli della Gilda, al netto dell’inflazione accumulata in diciannove anni e dei rincari energetici e abitativi, ha perso oggi oltre il 35% del suo potere d’acquisto reale.
A questo si aggiunge il carico di lavoro extra richiesto dalle nuove modalità d’esame e dalla digitalizzazione delle procedure. Riteniamo necessario e prioritario aggiornare le tabelle dei compensi, adeguarle al costo della vita e raddoppiarle, ha concluso con forza il coordinatore nazionale della Gilda.
Una battaglia che si riaccende in vista dell’Esame di Stato
La richiesta del sindacato autonomo non è una novità assoluta, ma l’approssimarsi delle nomine delle commissioni (previste per fine maggio) rende la questione di stretta attualità. La Gilda sottolinea come, paradossalmente, per molti docenti nominati commissari esterni in sedi lontane dalla residenza, il compenso finisca per essere quasi interamente assorbito dai costi di viaggio, vitto e alloggio, trasformando l’impegno professionale in una corsa al pareggio di bilancio o, in alcuni casi, in una perdita economica.
Il messaggio lanciato da Roma è un appello diretto al Ministero dell’Istruzione e al Ministero dell’Economia. La categoria chiede che nella prossima legge di bilancio o in un decreto ad hoc venga finalmente stanziato un fondo per rivalutare queste indennità, riconoscendo il lavoro “invisibile” che migliaia di docenti svolgono ogni estate per garantire il regolare svolgimento dell’Esame di Maturità. Un appello che, a quasi vent’anni dall’ultimo ritocco, suona più come un ultimatum: senza un adeguamento dignitoso, avverte la Gilda, sarà sempre più difficile trovare docenti disposti a fare i commissari.
Commissari esterni e interni: differenze nei compensi
I commissari esterni che operano su una sola classe ricevono la metà del compenso previsto dalla tabella 1 quadro A del Decreto, mentre il compenso per la distanza rimane inalterato. I commissari interni, invece, percepiscono un compenso lordo di 399 euro, più 171 euro per la distanza. Per il calcolo dei tempi di percorrenza, si considerano gli orari ufficiali dei mezzi pubblici extraurbani, scegliendo il percorso più breve, senza tener conto di ritardi o coincidenze.
Maggiorazioni e casi particolari
I commissari interni che operano su due classi della stessa commissione ricevono due compensi (399 euro + 399 euro), oltre al compenso per la distanza. Per le commissioni di classi articolate (bilingue, trilingue, ecc.), il compenso è un forfait tra 1/3 e 2/3 di quello previsto dalla tabella 1 quadro A, calcolato in base al numero di candidati. Il vicepresidente, che sostituisce il presidente, riceve una maggiorazione del 10% sul compenso da commissario. Infine, nessun compenso aggiuntivo è previsto per il segretario verbalizzante.
Evidenziamo che i compensi riportati sono al lordo.

Con le modifiche intervenute, presso le istituzioni scolastiche statali e paritarie sedi di esame, sono costituite commissioni d’esame, una ogni due classi
Possibili modifiche ai compensi?
Come riferito, la relazione tecnica al DL 127/2025, con cui è stato ridisegnato l’impianto dell’Esame di Stato, quantifica la riduzione della spesa per le commissioni: dai precedenti 140,7 milioni di euro si scende a 103,8 milioni. Il documento, tuttavia, non contiene alcun riferimento ai compensi relativi all’anno 2026.
Sul fronte normativo, i margini per un intervento restano aperti: un decreto interministeriale tra il Ministero dell’Istruzione e il Ministero dell’Economia potrebbe disporre la rideterminazione dei compensi spettanti ai docenti di commissione. Lo strumento è tecnicamente percorribile, ma al momento non risulta avviato alcun iter formale in tal senso.
Un rito che si ripete ogni primavera, ma che quest’anno suona come una denuncia ancora più amara. Mentre le scuole si preparano ad allestire le commissioni per l’Esame di Stato 2026, il sindacato Gilda degli Insegnanti alza la voce contro quella che definisce una “vertenza congelata” da quasi due decenni: i compensi per i commissari d’esame.
A denunciare l’immobilismo è il coordinatore nazionale della Gilda, Vito Carlo Castellana, che in una nota diffusa oggi ha puntato il dito contro l’inadeguatezza delle retribuzioni accessorie destinate a chi è chiamato a valutare le prove di maturità.
Anche quest’anno nulla sembra essere variato rispetto ai compensi previsti per i commissari di maturità, sono trascorsi quasi venti anni e tutto è ancora fermo, ha dichiarato Castellana. Se si pensa, inoltre, a quanto sia aumentato il costo della vita, è sconfortante e indecoroso riscontrare come ancora una volta venga sminuito il ruolo e la professionalità dei nostri insegnanti.
Fermi al 2007: l’inflazione ha eroso tutto
Il cuore della protesta è matematico. Le tabelle ministeriali che stabiliscono quanto spetta a presidenti, commissari interni ed esterni per le operazioni di scrutinio, correzione e vigilanza sono bloccate al 2007. All’epoca, il compenso base per un commissario esterno si aggirava intorno ai 900-1.100 euro lordi (a seconda delle discipline e delle distanze chilometriche), cifra che, secondo i calcoli della Gilda, al netto dell’inflazione accumulata in diciannove anni e dei rincari energetici e abitativi, ha perso oggi oltre il 35% del suo potere d’acquisto reale.
A questo si aggiunge il carico di lavoro extra richiesto dalle nuove modalità d’esame e dalla digitalizzazione delle procedure. Riteniamo necessario e prioritario aggiornare le tabelle dei compensi, adeguarle al costo della vita e raddoppiarle, ha concluso con forza il coordinatore nazionale della Gilda.
Una battaglia che si riaccende in vista dell’Esame di Stato
La richiesta del sindacato autonomo non è una novità assoluta, ma l’approssimarsi delle nomine delle commissioni (previste per fine maggio) rende la questione di stretta attualità. La Gilda sottolinea come, paradossalmente, per molti docenti nominati commissari esterni in sedi lontane dalla residenza, il compenso finisca per essere quasi interamente assorbito dai costi di viaggio, vitto e alloggio, trasformando l’impegno professionale in una corsa al pareggio di bilancio o, in alcuni casi, in una perdita economica.
Il messaggio lanciato da Roma è un appello diretto al Ministero dell’Istruzione e al Ministero dell’Economia. La categoria chiede che nella prossima legge di bilancio o in un decreto ad hoc venga finalmente stanziato un fondo per rivalutare queste indennità, riconoscendo il lavoro “invisibile” che migliaia di docenti svolgono ogni estate per garantire il regolare svolgimento dell’Esame di Maturità. Un appello che, a quasi vent’anni dall’ultimo ritocco, suona più come un ultimatum: senza un adeguamento dignitoso, avverte la Gilda, sarà sempre più difficile trovare docenti disposti a fare i commissari.
Commissari esterni e interni: differenze nei compensi
I commissari esterni che operano su una sola classe ricevono la metà del compenso previsto dalla tabella 1 quadro A del Decreto, mentre il compenso per la distanza rimane inalterato. I commissari interni, invece, percepiscono un compenso lordo di 399 euro, più 171 euro per la distanza. Per il calcolo dei tempi di percorrenza, si considerano gli orari ufficiali dei mezzi pubblici extraurbani, scegliendo il percorso più breve, senza tener conto di ritardi o coincidenze.
Maggiorazioni e casi particolari
I commissari interni che operano su due classi della stessa commissione ricevono due compensi (399 euro + 399 euro), oltre al compenso per la distanza. Per le commissioni di classi articolate (bilingue, trilingue, ecc.), il compenso è un forfait tra 1/3 e 2/3 di quello previsto dalla tabella 1 quadro A, calcolato in base al numero di candidati. Il vicepresidente, che sostituisce il presidente, riceve una maggiorazione del 10% sul compenso da commissario. Infine, nessun compenso aggiuntivo è previsto per il segretario verbalizzante.
Evidenziamo che i compensi riportati sono al lordo.
Con le modifiche intervenute, presso le istituzioni scolastiche statali e paritarie sedi di esame, sono costituite commissioni d’esame, una ogni due classi
Possibili modifiche ai compensi?
Come riferito, la relazione tecnica al DL 127/2025, con cui è stato ridisegnato l’impianto dell’Esame di Stato, quantifica la riduzione della spesa per le commissioni: dai precedenti 140,7 milioni di euro si scende a 103,8 milioni. Il documento, tuttavia, non contiene alcun riferimento ai compensi relativi all’anno 2026.
Sul fronte normativo, i margini per un intervento restano aperti: un decreto interministeriale tra il Ministero dell’Istruzione e il Ministero dell’Economia potrebbe disporre la rideterminazione dei compensi spettanti ai docenti di commissione. Lo strumento è tecnicamente percorribile, ma al momento non risulta avviato alcun iter formale in tal senso.