di Luigi Rovelli, Scuola in Forma, 7.12.2025.
Sempre più insegnanti segnalano episodi di mobbing a scuola. Le norme che tutelano il docente e come difendersi: cosa fare contro pressioni, minacce e isolamento.

Negli ultimi anni un numero crescente di insegnanti racconta episodi di pressioni, minacce velate, isolamento e denigrazione. Situazioni che non provengono soltanto dagli studenti, ma talvolta anche da colleghi, famiglie o figure interne alla scuola. Molti liquidano tutto con un “fa parte del mestiere”. Non è così. Il mobbing scolastico non è una normale difficoltà didattica, ma una vera forma di violenza psicologica, che può e deve essere riconosciuta e contrastata.
Cos’è il mobbing scolastico verso il docente
Si parla di mobbing quando un insegnante subisce in modo sistematico e prolungato:
- offese, minacce, denigrazioni;
- contestazioni pretestuose e continue;
- isolamento o boicottaggio del proprio lavoro;
- pressioni indebite da parte di colleghi o dirigenza;
- aggressività verbale o fisica da parte di studenti o genitori.
Una dinamica che compromette il benessere psicologico, la dignità professionale e la serenità didattica.
Cosa dice la normativa: i riferimenti che tutelano il docente
Anche in assenza di una legge unica dedicata al mobbing, l’ordinamento italiano offre diversi strumenti di tutela.
- D.Lgs. 81/2008 – Sicurezza sul lavoro – Le scuole devono garantire ambienti di lavoro sicuri anche sul piano psicologico. Il benessere del docente è un obbligo, non un optional.
- D.Lgs. 297/1994 – Testo Unico della Scuola – Il personale ha diritto al rispetto della funzione docente e alla tutela dell’autorità educativa.
- Codice Penale – Offese, minacce, diffamazione, ingiurie e aggressioni rappresentano reati perseguibili.
Il dirigente ha il dovere di prevenire e intervenire nelle situazioni di rischio, tutelando il lavoratore.
Come può tutelarsi un docente
- Documentare ogni episodio – Annotare fatti, date, testimoni. Salvare email, messaggi e comunicazioni ostili. La documentazione è la base di ogni tutela.
. - Informare il dirigente scolastico. Inviare una segnalazione scritta. Segnalare non significa “andare contro la scuola”: è un proprio diritto.
. - Coinvolgere il RLS. Il Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza deve essere attivato in caso di rischio per la salute psicofisica.
. - Richiedere visita al medico competente o all’ASL. Lo stress lavoro-correlato è riconosciuto e valutabile.
. - Rivolgersi ai sindacati o a un legale. Nelle situazioni più gravi, un supporto professionale è indispensabile.
. - In caso di minacce o aggressioni, sporgere denuncia. La scuola non è un luogo privo di responsabilità giuridiche.
Difendersi dal mobbing non significa creare conflitto, ma pretendere condizioni di lavoro dignitose.
Un insegnante sereno è un insegnante che può educare, progettare e accompagnare gli studenti con equilibrio e professionalità.
Un messaggio a chi sta vivendo questa situazione
“Se ti riconosci in queste dinamiche, ricorda: non sei debole, non sei sbagliato, non è colpa tua. Chiedere aiuto è un atto di coraggio professionale. La scuola ha bisogno di docenti tutelati, ascoltati e rispettati”.
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Mobbing nella scuola, cresce l’allarme tra i docenti ultima modifica: 2025-12-07T10:24:30+01:00 da