Mobilità 2017, è tutto pronto

italiaoggi_logo2

di Carlo Forte,  ItaliaOggi  7.2.2017

– Ora la firma definitiva e l’ordinanza. Non sarà possibile scegliere tra più istituti raggruppati.

Sono 15 preferenze in tutto: 5 su scuola e 10 su ambito. E un’unica domanda valida sia per la mobilità all’interno della stessa provincia che tra province diverse. Sono queste le novità più importanti contenute nell’ipotesi contratto sulla mobilità di quest’anno, sottoscritto il 31 gennaio scorso dai rappresentanti del ministero dell’istruzione e dei sindacati Cgil, Cisl, Uil e Snals (la Gilda non lo ha firmato). Eliminato il vincolo di permanenza triennale nella stessa provincia per i neoassunti. Nulla di fatto, invece, per la chiamata diretta che, secondo l’accordo del 29 dicembre, avrebbe dovuto costituire parte integrante del contratto sulla mobilità. O comunque avrebbe dovuto essere definita con un accordo a parte, contestuale a quello sottoscritto il 31 gennaio. I sindacati che hanno accettato di firmare l’ipotesi di accordo e i rappresentanti dell’amministrazione hanno siglato anche un ulteriore impegno, con il quale l’amministrazione si è vincolata a porre in essere le azioni necessarie a consentire la definizione dell’accordo sulla chiamata diretta, in tempo per giungere ad una firma definitiva e contestuale sia del contratto sulla mobilità che dell’accordo sulla chiamata diretta. Il testo negoziale sottoscritto il 31 gennaio, infatti, non è l’accordo definitivo.

Il contratto vero e proprio sarà firmato solo dopo il placet degli organi di controllo ai quali l’ipotesi di contratto è stata inviata per l’esame di rito. Peraltro, è prassi ormai consolidata che l’amministrazione non attenda la sottoscrizione del contratto e che proceda con le operazioni subito dopo la firma dell’ipotesi di contratto a cui viene data esecuzione con un ‘ordinanza. L’ordinanza fisserà anche i termini per la presentazione delle domande. L’ipotesi di contratto siglata il 31 gennaio prevede un diverso trattamento rispetto al precedente accordo.

Il contratto dell’anno scorso, infatti, faceva salva la disciplina precedente per i docenti già in ruolo oppure neoimmessi secondo le regole ordinarie e prevedeva l’applicazione della chiamata diretta solo per i docenti neoimmessi in ruolo sulle cattedre di potenziamento, per effetto del piano straordinario di assunzioni. Il nuovo accordo, invece, apre la possibilità di chiedere il trasferimento sull’istituzione scolastica a tutti i docenti di ruolo sia a quelli titolari su sede che a quelli titolari su ambito. Ma prevede una disciplina restrittiva per quanto riguarda il regime delle preferenze.

In primo luogo non consente di presentare due domande distinte per la mobilità nella provincia e la mobilità fuori provincia. Restrizione che, secondo la precedente disciplina, era prevista solo per i docenti della scuola secondaria di II grado, mentre adesso si applica a tutti i docenti. In secondo luogo, le nuove regole non consentono più ai prof delle secondarie di scegliere la scuola, ma solo l’istituzione scolastica. In pratica, non è più consentito scegliere di essere trasferiti in un liceo classico contenuto in un istituto superiore, ma solo nell’istituto superiore che lo comprende.

Sarà poi il dirigente scolastico a decidere in quale delle scuole incluse nell’istituto superiore il docente trasferito dovrà andare a lavorare. E ciò vale anche se le scuole sono ubicate in comuni diversi. Anche se i relativi criteri di assegnazione dovranno essere definiti con le Rsu in sede di contrattazione integrativa di istituto. In più, le preferenze analitiche esprimibili (quelle che prima concernevano le scuole e adesso le istituzioni scolastiche) non potranno essere più di 5, contro le 15 della precedente disciplina. Le restanti 10, che potranno anche non essere espresse, potranno riguardare solo ambiti territoriali. La Cgil guidata da Francesco Sinopoli ha espresso soddisfazione per la firma dell’accordo perché «tutti i docenti possono chiedere di essere assegnati direttamente alle scuole, oltre che agli ambiti; la mobilità è libera dal vincolo di permanenza triennale». Soddisfatta anche la Cisl che, per bocca della segretaria nazionale Maddalena Gissi, afferma: « Quello che abbiamo firmato è un buon contratto». Positivo anche il commento di Pino Turi, segretario della Uil scuola, secondo il quale l’accordo del 30 gennaio è «un contratto sofferto, sottoscritto grazie all’accordo politico con il ministro Fedeli del 29 dicembre scorso. Ora dobbiamo lavorare al contratto sui criteri di assegnazione dei docenti alle scuole». Soddisfatto anche lo Snals che rivendica il rispetto dei contenuti dell’accordo politico del 29 dicembre. Critica la Gilda, i cui rappresentanti non hanno firmato il contratto «perché l’Amministrazione continua imperterrita a portare avanti il progetto della legge 107/2015 di far confluire la maggior parte dei docenti nell’ambito territoriale, con conseguente chiamata diretta da parte dei dirigenti scolastici».

.

Mobilità 2017, è tutto pronto ultima modifica: 2017-02-07T13:23:44+01:00 da Gilda Venezia
WP2Social Auto Publish Powered By : XYZScripts.com

GILDA VENEZIA - Associazione Professionale GILDA degli INSEGNANTI - Federazione Gilda Unams

webmaster: Fabio Barina



Sito realizzato da Venetian Navigator 2 srl