Mobilità, Preside potrebbe decidere in quali sedi dello stesso comune sistemare docenti, anche chi non ha presentato domanda di trasferimento

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di Giovanna Onnis, Orizzonte Scuola, 7.2.2017

– Nell’ipotesi di CCNI sulla mobilità 2017/18, firmato dalle parti il 31 gennaio scorso, viene confermato quanto anticipato dalla nostra redazione relativamente all’unificazione dell’organico per gli Istituti Comprensivi (IC) e per gli Istituti di Istruzione Superiore (IIS)

L’art.3 comma 7 sancisce infatti l’applicazione dell’art.1 comma 5 della legge 107/15 che prevede:“al fine di dare piena attuazione al processo di realizzazione dell’autonomia e di riorganizzazione dell’intero sistema di istruzione, è istituito per l’intera istituzione scolastica, o istituto comprensivo, e per tutti gli indirizzi degli istituti secondari di secondo grado afferenti alla medesima istituzione scolastica l’organico dell’autonomia, funzionale alle esigenze didattiche, organizzative e progettuali delle istituzioni scolastiche come emergenti dal piano triennale dell’offerta formativa’

Dal prossimo anno scolastico 2017/18, quindi, come anticipato nel nostro articolo, i docenti che parteciperanno alla mobilità non potranno esprimere nelle preferenze, in presenza di IC o IISS, singole sedi, ma sarà necessario indicare l’intero codice meccanografico dell’Istituto Comprensivo o dell’Istituto di Istruzione Superiore, chiedendo in tal modo tutte le sedi ad esso appartenenti, a prescindere dal numero e dalla loro ubicazione.

L’unica eccezione è rappresentata dalla scuola serale che, anche se appartenente allo stesso istituto di una scuola del diurno, manterrà organico distinto e, quindi, diverso codice meccanografico. Stesso discorso potrà essere fatto per gli organici costituiti presso i CPIA, le sezioni carcerarie e ospedali. Scuole serali, sedi dei CPIA, sezioni scolastiche nelle carceri o negli ospedali potranno essere richieste specificatamente dai docenti nella domanda di mobilità, senza dover chiedere obbligatoriamente l’intero istituto del quale fanno parte.

Dal prossimo anno quindi gli indirizzi appartenenti ad uno stesso IIS così come i plessi di scuola Secondaria I grado appartenenti ad uno stesso IC avranno un unico organico e, come abbiamo anticipato nel nostro articolo, le graduatorie interne per ogni classe di concorso saranno unificate.

Il problema che abbiamo sottolineato nei nostri articoli e che rappresenta una preoccupazione per i docenti coinvolti da questa unificazione degli organici riguarda l’assegnazione dei plessi. Questo aspetto interessa direttamente non solo i docenti che otterranno il trasferimento o il passaggio nell’IC o nell’IIS, ma anche i docenti che fino al corrente anno scolastico risultano titolari in uno degli indirizzi dell’IIS o in uno dei plessi della Secondaria I grado dell’IC e che dal prossimo anno, anche senza presentare domanda di trasferimento, modificheranno la loro titolarità che non sarà più nel singolo indirizzo o plesso, ma nell’intero Istituto.

Il problema relativo all’assegnazione delle sedi ai docenti, però, non è stato risolto nella sua interezza. Infatti nello stesso art.3 comma 7 succitato, si considera il caso di plessi ubicati in comuni diversi, ma nessuna menzione viene fatta relativamente ai plessi ubicati nello stesso comune.

Nel comma citato viene disposto, infatti, che “per l’anno scolastico 2017/18, ferme restando le prerogative dei Dirigenti scolastici e degli organi collegiali relative all’assegnazione dei docenti alle classi e alle attività, i posti di un’autonomia scolastica situati in sedi ubicate in comuni diversi rispetto a quello sede di organico sono assegnati, nel limite delle disponibilità destinate ai movimenti, secondo le modalità e i criteri definiti dalla contrattazione di istituto. La contrattazione dovrà concludersi in tempi utili per il regolare avvio dell’anno scolastico all’1/9/2017. Sono comunque salvaguardate le precedenze di cui al successivo articolo 13”

Rimane, quindi, ancora un importante nodo da sciogliere riguardante l’assegnazione dei docenti ai plessi o agli indirizzi ubicati in comuni diversi.

Perché questa assegnazione non rientra nei criteri che dovranno essere stabiliti dalla contrattazione di istituto per i plessi in comuni diversi?

Se si vuole trasparenza e oggettività nelle decisioni e scelte che coinvolgono la vita professionale dei docenti, perché non normare, con regole chiare e precise, anche l’attribuzione di questi plessi o indirizzi ai docenti titolari nell’Istituto?

Non ci sembra corretto lasciare ai dirigenti scolastici una totale discrezionalità per le decisioni in tal senso, decisioni che senza criteri stabiliti e condivisi preventivamente, sarebbero del tutto soggettivi e, in tal modo, non rispettose del principio di trasparenza che dovrebbe essere alla base di queste decisioni.

Nella premessa dell’ipotesi di CCNI 2017/18, punti 2), in relazione all’assegnazione dei docenti da ambito a scuola, si sottolinea la necessità di rispettare i principi di imparzialità e trasparenza, perché questi principi non vengono considerati anche per l’assegnazione dei docenti ai plessi o indirizzi localizzati in uno stesso comune?

Sarà possibile, in sede di contrattazione di istituto, ampliare la definizione dei criteri coinvolgendo anche i plessi o indirizzi nello stesso comune, senza limitare le decisioni alle sole sedi ubicate in comuni diversi rispetto a quello sede di organico?

Non siamo in grado, chiaramente, di fornire risposte ai quesiti. In caso negativo infatti si verrebbe a determinare un potere discrezionale in capo ai dirigenti scolastici. Perché non stabilire in sede di contrattazione di istituto la definizione dei criteri da adottare per l’assegnazione dei docenti ai plessi dell’Istituto, ma a tutti i plessi, sia in comuni diversi che nello stesso comune?

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Mobilità, Preside potrebbe decidere in quali sedi dello stesso comune sistemare docenti, anche chi non ha presentato domanda di trasferimento ultima modifica: 2017-02-08T05:41:38+01:00 da Gilda Venezia
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