Nei casi di bullismo contano le carte, le chiacchiere valgono zero

dal blog di Gianfranco Scialpi, 15.4.2019 

– Nei casi di bullismo  le chiacchiere stanno a zero. E’ necessario dimostrare di aver azzerato  il verificarsi dell’evento. Diversamente si rischia di incorrere nella culpa in vigilando, educando e organizzando.

Il fatto di cronaca dell’alunna bullizzata

Si leggePresa a calci da un coetaneo compagno di classe, una bambina di 9 anni è andata al pronto soccorso, dove peraltro è rimasta per 18 ore. L’episodio è accaduto nella zona di Villafranca, in Veneto, e viene raccontato da Ansa che, a sua volta, riprende quanto riportato da L’Arena di Verona. Secondo il racconto del giornale veneto, quindi, la piccola sarebbe stata da tempo oggetto delle vessazioni del compagno, che la madre sostiene avere più volte segnalato alle maestre, senza ottenere una modifica del comportamento. Nell’ultimo episodio, il bambino avrebbe spinto da dietro la piccola mentre lei si stava lavando le mani in bagno, per poi picchiarla al corpo e alla testa e proseguire con un calcio in mezzo alle gambe.”

Contano solo le carte

Se si tiene conto della giovane età dei bulli, il fatto è sicuramente gravissimo. Certifica il grado di violenza che avvolge la nostra società. Tutti ne siamo immersi! Ne respiriamo l’aria fetida!  Agli strati alti e anche bassi fino a raggiungere i nostri bambini!
Detto questo, parto dal suddetto fatto di cronaca. Pare che l’evento registrato dai massmedia, sia l’atto conclusivo di una sequenza di fatti pregressi che, come scrive l’Arena di Verona, “ la madre sostiene avere più volte segnalato alle maestre, senza ottenere una modifica del comportamento.” Quindi (forse) l’aggressione era facilmente prevedibile. Il genitore non chiarisce, però la natura della segnalazione (orale e/o scritta). E’ auspicabile che questa sia stata formalizzata e protocollata.

Culpa in vigilando, educando 

Mi auguro che gli insegnanti possano produrre relazioni protocollate e certificare soluzioni organizzative finalizzate ad azzerare il verificarsi dell’evento, che avendo già una sua storiaera altamente prevedibile. Solo in questo modo potranno dimostrare in sede dibattimentale di non essere  inosservanti  nei doveri di  custodia e protezione verso l’alunna bullizzata e quindi rispondere per culpa in vigilando. Ricordo che si è esenti dalla suddetta responsabilità, solo se l’evento è risultato repentino, quindi imprevedibile.
E’ necessario, inoltre che nella documentazione siano presenti i report degli incontri effettuati con i genitori del bullo e le soluzioni  proposte  loro. Ricordo che i genitori sono i primi responsabili nell’educazione dei figlio (art.30 Costituzione). In altri termini, hanno accettato l’eventuale proposta di farsi aiutare da un centro specializzato in dinamiche familiari?… Se i suggerimenti formalizzati degli insegnanti sono rimasti inascoltati o non sufficientemente attuati, allora i genitori potrebbero essere chiamati per inadempienza educativa (Culpa in educando, art. 147 c.c, 2048 c.c.). L’orientamento della giurisprudenza e ormai esente da incertezze. Lo testimonia La Cass. Civ con  le sentenze 22/04/2009  e 28/08/2009.

E per finire anche i Dirigenti Scolastici possono essere responsabili

Il Dirigente Scolastico ha le sue responsabilità, codificate nella culpa in organizzando (art. 2043). E’ responsabile se non ha messo in essere misure organizzative per la sicurezza nell’ambiente scolastico e la disciplina tra gli alunni. In quest’ultimo caso l’onere della prova spetta al genitore del danneggiato. Compito non difficile. E’ sufficiente dimostrare che nulla è cambiato dal punto di vista organizzativo dopo la segnalazione scritta e la conseguente richiesta di intervento da parte della scuola.

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Nei casi di bullismo contano le carte, le chiacchiere valgono zero ultima modifica: 2019-04-15T21:51:42+02:00 da Gilda Venezia
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