Nella scuola si deve coltivare l’empatia e la tolleranza

RTS_logo2di Aldo Domenico Ficara, Regolarità e Trasparenza nella Scuola, 9.3.2019

– Chi è maleducato non riflette, vive d’istinto, perché secondo lui è giusto ciò che fa e non gli interessa nulla di quello che provano o pensano gli altri. Perciò nella scuola si deve imparare a collaborare, a riflettere prima di fare cose che possano danneggiare gli altri, si deve coltivare l’empatia e la tolleranza. Infatti, quando la mancanza di rispetto tocca l’amicizia, la famiglia, la religione, le culture e le tradizioni, la maleducazione rischia di diventare volgarità, un qualcosa privo di logica e di buon senso. Di seguito riportiamo 3 esempi di intolleranza scolastica

Intolleranza scolastica dello studente

La tecnologia, la rete dei genitori perpetuamente interconnessi, ti fa sentire al centro del mondo, osservato e giudicato: esagerare è il minimo. Le parolacce, gli insulti, sono lo scherzo quotidiano. Gli adulti, a casa, cercano di reagire spiegando, sanzionando. A scuola la vita è più dura, perché l’istituzione non può fare l’occhiolino e risulta rigida, antiquata. “Dire stronzo al compagno di banco è come dire sciocchino – spiega una maestra da vent’anni alle elementari -. Una volta li mandavamo dalla preside per una parolaccia, ormai non si può più: tra i bambini di 8-9 anni gli insulti più grevi sono la normalità. ‘ Fanculo, ci dicono”.

Intolleranza scolastica del docente

La frase dell’insegnante pronunciata verso una alunna di origine ebraica, (rea di essere poco attenta alla sua lezione) “ad Auschwitz saresti stata più attenta”, presenta molti lati interessanti e utili per capire svariati aspetti della crisi sociale e culturale italiana. Ancora di più è stimolante la motivazione addotta dalla docente per giustificare e spiegare la presunta motivazione educativa della frase stessa. L’insegnante, infatti, avrebbe detto, dopo l’apertura di una indagine ministeriale sull’accaduto di averlo fatto per “indicare un posto organizzato”.

Intolleranza scolastica istituzionale

Esiste pure la maleducazione istituzionale, infatti, in un recente comunicato di un piccolo sindacato indirizzato ad una Senatrice della Repubblica si scrive: “ L’ultima proposta della Senatrice rasenta il ridicolo e indigna non solo i dirigenti ma l’intero Popolo Italiano. Probabilmente nella sua carriera di docente avrà conosciuto qualche dirigente che non le andava a genio e che avrebbe voluto crocifiggere. Ora che è senatrice, invece di curare la sua ossessione, e gli incubi notturni che ne conseguono, scarica la sua libido repressa contro la categoria dei dirigenti scolastici……. Un consiglio glielo diamo comunque perché siamo preoccupati per la sua salute e equilibrio.

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Nella scuola si deve coltivare l’empatia e la tolleranza ultima modifica: 2019-03-09T21:42:41+01:00 da Gilda Venezia
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