Non è la scuola la fonte dei contagi in crescita

di Luciana Matarese, Huffington Post, 3.10.2020.

Sono 2.844 i nuovi casi, mai così tanti da aprile, Mattarella “preoccupato”. I casi tra i banchi interessano oltre 900 scuole, circa un ottavo degli istituti, ma “per ora l’impatto della riapertura sulla curva epidemica non sembra rilevante”. I dati sul tavolo del Cts lunedì.

Gilda Venezia

I contagi tra i banchi crescono e interessano ormai oltre 900 scuole, circa un ottavo degli istituti, ma “per ora l’impatto della riapertura sulla curva epidemica non sembra essere stato rilevante”, spiega una fonte ad HuffPost. I dati, raccolti dal Ministero dell’Istruzione che li ha chiesti direttamente ai dirigenti scolastici, saranno esaminati e valutati lunedì nel corso della riunione del Comitato tecnico scientifico e al momento sono ancora incompleti. Mancano le stime della terza settimana, attesi a Viale Trastevere proprio lunedì mattina, ma al momento, stando a quello che risulta ad HuffPost, le percentuali calcolate sulla base delle cifre trasmesse finora sono basse.

Dunque non è la scuola la fonte del contagio, che viene portato tra i banchi da fuori. Una linea condivisa anche dagli esperti del Cts e dell’Istituto Superiore di Sanita. È all’esterno degli istituti che bisogna essere più responsabili, rispettare le regole anti contagio, a partire dal distanziamento e dall’uso corretto della mascherina.

Molti focolai sono divampati dagli assembramenti in bar, locali, discoteche. Non a caso, il direttore generale del Dipartimento prevenzione del ministero della Salute, Giovanni Rezza, oggi ha fatto riferimento “alle riaperture delle attività ricreative che – ha detto – hanno determinato i focolai di quest’estate in una regione come la Sardegna che era rimasta pressoché immune dai contagi”.

Le scuole, nelle quali a breve dovrebbero arrivare i test salivari – lunedì si partirà in Lazio – e sempre più presidi decidono di ricorrere alla didattica a distanza seppure temporaneamente, sono pronte “ad affrontare qualunque situazione”, ha spiegato il presidente dell’Associazione nazionale presidi, Antonello Giannelli.

Intanto il Governo è alle prese con i contagi in crescita: oggi il bollettino ha registrato 2.844 nuovi positivi, mai così tanti da aprile. “Non posso tacere la preoccupazione per l’aumento del ritmo del contagio della pandemia e per vittime che giorno per giorno continuiamo a registrare” ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, prima del ‘Concerto per Dante’ ospitato al Quirinale.

Il Governo stringe l’attenzione sulle misure da inserire nel nuovo Dpcm, che lunedì sarà sul tavolo del Consiglio dei ministri e il giorno dopo sarà illustrato in Parlamento dal ministro della Salute, Roberto Speranza. Tra le ipotesi in discussione, l’uso obbligatorio delle mascherine all’aperto e – se l’indice di trasmissibilità Rt dovesse aumentare – chiusure anticipate a macchia di leopardo per pub e ristoranti, solo nei territori in cui si dovesse registrare un peggioramento della situazione.

Alle Regioni sarà affidata la scelta di stringere le maglie dove lo ritengano necessario, soprattutto se il trend dei nuovi casi dovesse salire ulteriormente. Lo stesso vale anche per lo stop a feste private e l’eventuale contingentamento delle presenze alle cerimonie, come già avvenuto in Campania: la possibilità di svolgere gli eventi sarà presa in esame ogni 15 giorni in base alla situazione epidemiologica, con gli organizzatori tenuti a fornire obbligatoriamente le generalità dei responsabili di cucine e sale e a segnalare in anticipo l’eventoall’unità di crisi per permettere i controlli.

Confermato il limite massimo di mille persone negli stadi e per i grandi eventi sportivi all’aperto, come la partite di calcio della serie A, mentre le altre categorie di calcio o eventi sportivi minori resteranno a porte chiuse. Proprio il campionato di Serie A registra già due partite rinviate – a Genoa-Torino si aggiunge Juventus-Napoli – per le positività nelle squadre, con primi dubbi sulla reale capacità di portare avanti regolarmente il torneo. Per gli eventi al chiuso, sportivi e non (quindi anche per gli spettacoli nei teatri o nei cinema), la presenza massima prevista è di 200 persone purché sia consentito il distanziamento. Resteranno anche le attuali disposizioni sulla percentuale di persone a bordo dei mezzi pubblici – non oltre l’80%della capienza. Infine, nel testo saranno previsti controlli rigidi per il rispetto dell’obbligo di mascherina all’aperto: chi non la indossa, o non lo fa in modo corretto, rischierà sanzioni amministrative che vanno da 400 fino a 3.000 euro, a discrezione delle autorità competenti. Anche in questo caso il governo potrebbe consentire ai presidenti delleRegioni, se lo ritengono necessario, di aumentare l’importo delle multe.

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Non è la scuola la fonte dei contagi in crescita ultima modifica: 2020-10-04T06:26:00+02:00 da Gilda Venezia
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