Non e’ una scuola per disabili. Inaccessibile e senza sostegno

Fatto_lofo15di Virginia Della Sala, Il Fatto Quotidiano, 5.1.2019

– I dati. L’Istat certifica: il 70% delle sedi ha barriere, cambi continui e pochi docenti specializzati. Si fanno assumere e poi si spostano.
Scuola e accessibilità: il binomio non concorda. A confermarlo sono gli ultimi dati dell’Istat su 56.690 scuole frequentate da 272.167 alunni con un docente di sostegno (il 3,1% del totale degli iscritti): solo il 32% è accessibile dal punto di vista delle barriere fisiche. La situazione è più critica al sud dove solo il 26% per cento è a norma. Una scuola su quattro, inoltre, non ha postazioni informatiche adattate alle esigenze degli alunni con sostegno.

Superato lo scoglio fisico, c’è quello della formazione. Secondo le rilevazioni, gli insegnanti di sostegno in Italia sono circa 156 mila, con un rapporto di 1,5 alunni per ognuno (al Sud si parla di 1,3 alunni per insegnante). Qual è allora il problema? Sono pochi e poco preparati. Il 36% degli insegnanti per il sostegno viene selezionato dalle liste curriculari poiché la graduatoria degli insegnanti specializzati non è sufficiente. Il problema più frequente tra gli alunni, infatti, è la disabilità intellettiva che riguarda il 46 per cento di chi ha il sostegno. Seguono i disturbi dello sviluppo e quelli del linguaggio (rispettivamente 25 e 20 per cento). Molti gli alunni che hanno più di un problema di salute (48 per cento). Gli studenti fruiscono in media di 14 ore settimanali di sostegno. Non abbastanza: circa il 5 per cento delle famiglie ha presentato negli anni un ricorso al Tar per ottenerne l’aumento. Al Sud la percentuale di ricorsi è doppia rispetto al Nord.

Inoltre, la continuità del rapporto tra docente e alunno non è garantita: il 41 per cento degli alunni ha cambiato insegnante rispetto all’anno precedente mentre il 12 per cento lo ha cambiato nel corso dell’anno scolastico. Il motivo è semplice: si usa il sostegno per ottenere il posto nella scuola e poi si chiede il trasferimento su una cattedra ‘normale’.

Il ministero dell’Istruzione sta perciò cercando di correre ai ripari. A inizio dicembre è stato fatto un accordo con l’Osservatorio sull’inclusione scolastica per modificare uno dei decreti delegati della legge 107 (Buona Scuola) sull’inclusione (il 66). Non è quindi diventato operativo dal primo gennaio ma lo sarà a settembre con l’applicazione di alcuni correttivi. Contestato dalle associazioni, non prevedeva nell’identificazione delle ore di sostegno da assicurare agli alunni, il coinvolgimento della famiglia e delle scuole. “Erano analisi slegate dal contesto – spiega al Fatto il sottosegretario all’Istruzione, Salvatore Giuliano (M5s), a cui è stata affidata la delega all’inclusione -. Per stabilire il livello di disabilità di un alunno si deve tener conto del contesto in cui si trova l’alunno”. In pratica, una disabilità può essere gravissima in un contesto (ad esempio in una struttura con barriere architettoniche) e meno in altri. “Secondo il decreto l’assegnazione delle ore era calcolata solo su base documentale, senza coinvolgere chi conosce la storia dell’alunno e contesto”, spiega Giuliano. Via quindi il cosiddetto Git, Gruppo di Inclusione Territoriale e ok al potenziamento del Glho (interno).

La conseguenza è anche una sorta di razionalizzazione e ridistribuzione delle risorse. Nelle scorse settimane il ministero è stato criticato per aver tagliato la spesa scolastica con una drastica riduzione al sostegno (di circa un miliardo) per il biennio 2020-2022. Ad essere colpiti i docenti precari che ogni anno garantiscono la copertura di molti posti. “In Legge di Bilancio abbiamo previsto solo lo stanziamento per l’anno scolastico 2019/2020 – spiega Giuliano – ma è chiaro che le risorse ci saranno anche per i successivi. Semplicemente saranno calcolati di anno in anno. Non lasceremo gli studenti senza docenti di sostegno”. Anche perché, come un mantra, si continua ad annunciare un concorso per 40mila docenti di sostegno che dovranno essere però specializzati. “Sarà fatto – ribadisce Giuliano – quanto prima”. Ma non ci sono ancora date né scadenze.

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Non e’ una scuola per disabili. Inaccessibile e senza sostegno ultima modifica: 2019-01-06T05:25:48+00:00 da Gilda Venezia

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