di Sabrina Maestri, Scuola in Forma, 24.4.2026.
Via i ‘Promessi Sposi’ dal biennio dei licei, sdegno tra i docenti: “A breve l’introduzione di Topolino!”. Dibattito acceso tra gli insegnanti in merito alla decisione del Ministero.
“Non sono più contemporanei”. Con queste parole Giuseppe Valditara ha liquidato il capolavoro di Alessandro Manzoni, prendendo la decisione di togliere lo studio de ‘I promessi sposi’ dal programma del biennio dei licei, per favorire letture “più facili“. Ai primi 2 anni entreranno così autori come Beppe Fenoglio, Cesare Pavese e Primo Levi, ma anche nomi capaci di intercettare il gusto delle nuove generazioni: Italo Calvino, Pier Paolo Pasolini, Alberto Moravia, Elsa Morante, fino a Fëdor Dostoevskij, J. R. R. Tolkien, Philip Dick, Agatha Christie e Stephen King. Largo dunque anche a fantascienza, gialli, horror e narrativa contemporanea. Questa riforma delle Indicazioni Nazionali della scuola secondaria, appena è stata diffusa la bozza alcuni giorni fa, ha subito acceso il dibattito tra docenti favorevoli e contrari, mostrando una propensione al malcontento generale.
‘I promessi sposi’ slittano al quarto anno del liceo: le reazioni degli insegnanti
C’è chi approva la riforma, considerandola un adattamento all’attualità e alle preferenze dei giovani, e chi condanna il ‘trasloco’ dei Promessi Sposi al quarto anno del liceo, ritenendolo un arretramento culturale. Sicuramente il cambio di rotta nello studio della letteratura ha spiazzato, e se, con queste novità, si voleva lasciare il segno sicuramente l’obiettivo è stato centrato appieno.
Prevale la componente dello sdegno, ritenendo come lo studio dei Promessi Sposi sia da sempre ritenuto, dagli studenti stessi, una lettura di facile comprensione, anche ai primi anni del liceo. Non mancano sul web commenti ironici di insegnanti che propongono il passaggio direttamente alla lettura di Topolino, per meglio garantire la decantata facilità come richiesto dalla commissione ministeriale che ha predisposto le nuove indicazioni. E poi si leggono anche pensieri che analizzano nel merito l’elemento della contemporaneità del romanzo di Manzoni: “Dire che Renzo e Lucia non sono ‘contemporanei’ è un errore di prospettiva. I temi del romanzo sono universali. Pensiamo alla giustizia ingiusta: Azzecca-garbugli è la metafora perfetta della burocrazia che favorisce i forti; la prepotenza: Don Rodrigo rappresenta l’abuso di potere; le pagine sulla peste e sulla carestia sembrano scritte oggi (basti pensare al parallelo con il recente periodo della pandemia).”
Sicuramente di questa riforma si continuerà a parlare. Ciò su cui occorrerebbe comunque mettere il focus è il non perdere di vista, per riprendere l’articolo di Antonio Gurrado su ‘Il Foglio’, un aspetto importante: “la scuola ha il compito di trasmettere il sapere agli alunni anche quando risulta complicato ed estraneo, altrimenti si riduce a circolo ricreativo.”
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Nuove indicazioni licei, a breve l’introduzione di Topolino! ultima modifica: 2026-04-25T05:55:57+02:00 da
