di Simone Micocci, Money.it, 7.5.2019
– Insegnanti: nuova opportunità di abilitazione (e assunzione) con il PAS. Sindacati e Ministero dell’Istruzione hanno cominciato a discutere su posti e modalità, ma non c’è ancora un accordo.
Nella giornata di ieri c’è stato il primo incontra tra Miur e sindacati per la definizione del nuovo percorso per l’abilitazione all’insegnamento, il PAS,riservato ai docenti precari.
I Percorsi Abilitanti Speciali (di cui l’ultimo risale al 2013) rappresentato un’opportunità molto importante per quegli insegnanti che da anni ricoprono una cattedra come supplenti, ma che nel frattempo non hanno conseguito né l’abilitazione né tantomeno ottenuto un posto di ruolo.
Con i nuovi PAS, infatti, si darà la possibilità a questi docenti, i quali sicuramente hanno maturato abbastanza esperienza per poter aspirare ad una cattedra di ruolo, di conseguire l’abilitazione e di essere assunti con contratto a tempo indeterminato.
Dopo una lunga pausa il Ministero dell’Istruzione – su richiesta dei sindacati – ha scelto di prevedere un nuovo PAS finalizzato al ruolo così da stabilizzare molti dei precari storici della scuola; tuttavia bisognerà accordarsi sulle modalità con cui si terrà il percorso abilitante e su quanti saranno i posti a disposizione. Al momento non c’è alcun accordo tra Miur e sindacati i quali si sono dati appuntamento ai prossimi giorni.
Quanto discusso nell’accordo rappresenta comunque una base di partenza e quindi vale la pena di essere approfondito. Ad esempio, sappiamo che non ci sarà posto per tutti i docenti precari, nonostante i sindacati stiano cercando di aumentare il più possibile la platea dei beneficiari.
Vediamo quindi come dovrebbe funzionare, e quanti posti ci potrebbero essere a disposizione, con il nuovo PAS; trovate le informazioni che cercate in questa guida dedicata nella quale vi terremo aggiornati non appena ci saranno novità.
Nuovo PAS per l’abilitazione insegnanti: come funziona
Il nuovo percorso abilitante selettivo non dovrebbe essere molto differente dall’ultimo, risalente al 2013. Anche in quell’occasione, così come dovrebbe essere per il 2019, per accedere al PAS bisognava aver prestato servizio come docente supplente, quindi con contratto a tempo determinato, per almeno tre anni negli ultimi otto.
In base a quanto stabilito dal DM del 23 marzo 2013 l’anno di servizio è riconosciuto quando si è svolto servizio per almeno 180 giorni continuativi.
Secondo le intenzioni del Miur si tratterà di un unico percorso universitario della durata di un anno, al termine del quale bisognerà sostenere un esame finale con valore abilitante. La novità assoluta è rappresentata dal fatto che una volta sostenuto l’esame si avrà anche accesso al ruolo.
Non ci sarà però posto per tutti: come spiegato dal Miur ai sindacati, infatti, l’intenzione è di consentire a circa la metà dei precari storici di conseguire l’abilitazione all’insegnamento. Per questo motivo, a differenza dell’ultimo PAS, ci sarà una selezione iniziale per poter partecipare.
Nuovo PAS per l’abilitazione insegnanti: posti a disposizione
La proposta presentata dal Miur ai sindacati durante l’incontro prevede l’attivazione di un percorso abilitante selettivo (in tempi brevi) riservato però a circa 20.000 docenti.
Si tratta di meno della metà dei precari storici, visto che complessivamente sono 55.604 gli insegnanti interessati. Di diverso avviso i sindacati, secondo i quali il percorso dovrebbe essere aperto a tutti, per poi rinviare ad una prova concorsuale finale il valore selettivo della procedura. In questo modo solamente una parte dei docenti – quelli che si riveleranno più meritevoli – avranno accesso al ruolo oltre ad aver conseguito l’abilitazione, ma tutti potranno abilitarsi all’insegnamento.
Difficilmente il Miur accetterà questa proposta se non altro perché difficilmente le Università saranno in grado di accogliere oltre 50.000 docenti; basti pensare che nel recente TFA sostegno c’è stato posto per appena 14 mila.
Se ne continuerà a discutere nel prossimo incontro (per il quale non c’è ancora una data) dopo che i sindacati potranno valutare i dati sulla distribuzione dei posti vacanti così da avanzare una loro proposta.
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