Pensioni, ma vale la pena lavorare 45 anni per avere un assegno da mille euro?

Alessandro Giuliani, La Tecnica della scuola, 9.7.2017

– I lavoratori italiani sono attesi da un incremento sicuro dell’età pensionabile: salvo improbabili ripensamenti, già dal 1° gennaio 2019 si salirà a 67 anni di età.

Poi, gradualmente, si arriverà alla soglia dei 70 anni. E dall’Inps parlano già di possibile quota 74 anni. Questo, per accedere alla pensione di vecchiaia. Per quella di anzianità, probabilmente tra non molto non basteranno 45 anni anni contributi.

Dall’Istat ci dicono che si tratta di un processo ineludibile, a causa dell’aspettativa di vita crescente. In pratica, vivendo troppo, il cittadino è costretto a rimanere al lavoro più anni. Anche perché i giovani, che che gli dovrebbero pagare la pensione, il lavoro non lo trovano; oppure contribuiscono poco (per via dei contratti atipici) a rinsaldare le casse sempre più rosse dell’Istituto nazionale di previdenza.

Quel che in tanti non sopportano, in questo scenario già di per sé avvilente, mettendosi nei panni dei lavoratori, è che i nostri politici fanno a gara per rilanciare proposte alternative. Di cui, però, al momento non si hanno notizie.

Domenica 9 luglio, leggiamo dalle agenzie, è giunto addirittura un vero e proprio appello da parte di Cesare Damiano e Maurizio Sacconi, rispettivamente presidenti delle Commissioni Lavoro di Camera e Senato.

“Pur muovendo da diverse impostazioni sull’assetto del sistema previdenziale – scrivono i due – condividiamo la necessità di un rinvio strutturale dell’adeguamento dell’età di pensione all’aspettativa di vita, che altrimenti la porterebbe a 67 anni a partire dal 2019, almeno in termini tali da introdurre una maggiore gradualità. La manovra Fornero non ha di fatto previsto una vera transizione per cui persone già prossime all’età di pensione all’atto della sua approvazione hanno subito l’allungamento dell’età lavorativa fino a sei anni. Al di la’ delle possibilità di trattamenti anticipati “sociali” o onerosi, il sistema italiano si caratterizza già ora per il primato globale dell’età di pensione”.

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Pensioni, ma vale la pena lavorare 45 anni per avere un assegno da mille euro? ultima modifica: 2017-07-09T21:01:53+02:00 da Gilda Venezia
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